
Parte, con una bella scalinata di granito che meriterebbe maggiore attenzione e più solerte pulizia, da via Galliano e, seguendo un percorso pianeggiante arriva di fronte al cancello dell’Artiglieria. Verso sud si collega con via Regina Margherita, a nord apre begli scorci sui Tozzi, la zona granitica sulla quale sorge il forte di Sant’Andrea. E’ una strada relativamente nuova, che risultava ancora non completamente definita nel 1896 al momento della sua intestazione. Il consiglio comunale voleva ricordare “quei concittadini, ora scomparsi dalla scena del mondo, che furono uomini a cui la vita diede antica fama di rara perizia marinaresca, che provarono l’abbassamento nella qualità di mozzo, per rialzarsi alla dignità di ammiragli, e animosi s’avventurarono a tutte le più belli imprese”. In effetti Giovanni Battista Albini non arrivò al suo grado provenendo, come altri a cui si riferisce la delibera consiliare, dalla carriera dei sottoposti, ma aveva frequentato la scuola di marina di Genova destinato a divenire ufficiale. Figlio del coraggioso Giuseppe e nipote, per parte di madre, di uno dei più vecchi comandanti della marina sarda, Giovanni Ornano, era destinato alla carriera che lo vide conquistare la medaglia d’oro per una azione di coraggio e responsabilità nell’assedio di Ancona del 1860. Aveva ricevuto l’ordine di bombardare una batteria, ma lo spostamento della sua nave, dovuto alla corrente, non gli consentiva un tiro efficace: aveva chiesto, allora, libertà di manovra rispetto allo schieramento assediante e così, portatosi molto vicino al bersaglio, era riuscito a distruggerlo. A parte le imprese guerresche, dobbiamo ricordare che Albini fu sempre molto vicino alla comunità maddalenina che in diverse occasioni si avvalse del suo aiuto. A lui dobbiamo anche uno dei portolani più completi che riguardano le isole dell’arcipelago, La Guida del piloto nel litorale dell’isola di Sardegna, pubblicato nel 1843.