Parrocchia S. Maria Maddalena - Margone (TN)

La Chiesa di Santa Maria Maddalena del XVI secolo
la sua costruzione fu iniziata nel 1569 “come cosa necessaria a ogni fedel christiano et dela fede orthodossa”; essa è
stata ampliata nel 1870; il campanile è stato restaurato ed innalzato nel 1912, due nuove campane vi sono state poste nel 1929 in sostituzione di
quelle asportate in tempo di guerra. Margone è stato eretto curazia nel 1760 e insieme a Ranzo ha fatto parte della parrocchia del Banale fino al
1960, quando Ranzo è diventato parrocchia.
Margone è una piccola frazione del comune di Vezzano, nella Provincia Autonoma di Trento,
Situato ad un'altitudine di 951 m/slm, dista circa 7 km dalla sede municipale e 21 km dalla città di Trento.
Margone è posto su di un ampio terrazzo prativo a picco sulla Valle dei Laghi, sulle pendici sud-orientali del Monte Gazza a 951 m di altitudine;
è il più alto ed il meno popoloso paese del Comune di Vezzano, dista 7 km dalla sede municipale.
Seppure siano solo 7 i km che lo separano dal capoluogo, questo paese è immerso in un ambiente completamente diverso, incontaminato e silenzioso.
Dai 165 abitanti del 1914 si è giunti nel 2000 a 38 censiti.
In estate le cose cambiano un po’, le case si riempiono di turisti, molto spesso figli e nipoti di chi si è allontanato per lavoro, e si arriva
ad un centinaio di presenze.
Tutt'intorno all’abitato ci sono ampi prati (oltre 25 ettari) e modeste coltivazioni di patate, poi l’orlo della rupe verso la valle, da dove si
domina il Trentino: la Valle dei Laghi coi suoi laghi e castelli, la lucente distesa del Lago di Garda con il massiccio del Baldo, le Dolomiti,
la catena del Lagorai.
La storia di Margone inizia nel 1491 quando il Vescovo Udalrico concede in locazione perpetua ad Antonio fu Domenico de Briorana di Molveno, per lui,
suo fratello Bernardo e loro eredi, il maso, (con una casa in esso edificata) posto sul Monte di Margone
La tradizione vuole che a Margone vi fosse un tempo una grande malga, detta “malgon”, il cui nome fu poi corretto in “Margon” e che fosse meta dei pastori
del Tesino con le loro percore e capre; da loro avrebbe origine il cognome Tasin, molto diffuso a Margone.
Personaggio degno di nota fu don Eugenio Plotegher - curato di Margone tra il 1910 e il 1944 - che oltre a sacerdote era anche segretario comunale,
maestro elementare e coltivava la passione per l’arte medica e per la botanica; fu questo a renderlo noto ben oltre i confini di Margone. La ricchezza
di piante officinali del Gazza gli permise di preparare ricette per decotti e cure per svariate malattie; curò e guarì infatti molta gente che non aveva
ottenuto alcun benficio dalle medicine tradizionali.