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n° 1 Sabato 1 Gennaio 2019

EDITORIALE

 La politica a servizio della pace

messaggio pace Il desiderio della pace è nel profondo di ogni cuore: pace in famiglia, con i parenti, gli amici, i vicini, pace nella città, nella nazione, nel mondo, pace nella “casa comune” il creato, pace con Dio, pace nel cuore. Fu una felice proposta, quella del papa san Paolo VI, di iniziare l’anno con la Giornata Mondiale della Pace. Quella di quest’anno è la 52° e il tema proposto da papa Francesco è stato: “La buona politica è al servizio della pace”. Il tema è di grande attualità. La politica, diceva ancora san Paolo VI, può diventare una forma eminente di carità, a servizio dei diritti umani e della pace. Ogni cristiano è chiamato all’impegno per il bene comune e quindi per la politica. I politici chiamati a governare e ad amministrare, devono avere capacità ed onestà. Il papa nel suo messaggio riporta le beatitudini del politico proposte dal cardinale vietnamita Francois-Xavier Van Thuan, morto nel 2002, che è stato un fedele testimone del Vangelo: “Beato il politico che ha una profonda coscienza del suo ruolo. Beato il politico la cui persona rispecchia la credibilità. Beato il politico che lavora per il bene comune e non per il proprio interesse. Beato il politico che si mantiene fedelmente coerente. Beato il politico che realizza l’unità. Beato il politico che è impegnato nella realizzazione di un cambiamento radicale. Beato il politico che sa ascoltare. Beato il politico che non ha paura”. Anche i cittadini comuni devono avere una coscienza politica. Tanto è vero che siamo chiamati ad eleggere i nostri rappresentanti politici e dobbiamo farlo con cognizione ed onestà, non guardando ai nostri interessi particolari ma al bene comune, per esempio della Regione o dell’Europa nelle prossime consultazioni elettorali. Accanto alle virtù ci sono i vizi della politica: la corruzione come appropriazione indebita dei beni pubblici o la strumentalizzazione delle persone, il non rispetto delle regole comunitarie, la giustificazione del potere mediante la forza o la “ragion di Stato”, la xenofobia ed il razzismo, il rifiuto di prendersi cura della terra, il disprezzo di coloro che soni costretti all’esilio. Il messaggio del papa ricorda inoltre i 70 anni della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, adottata all’indomani del secondo conflitto mondiale. Viene ricordata l’osservazione del papa san Giovanni XXIII: “Quando negli esseri umani affiora la coscienza dei loro diritti, in quella coscienza non può non sorgere l’avvertimento dei rispettivi doveri”. Il messaggio termina con un invito alla pace che è frutto di un grande progetto politico che si fonda sulla responsabilità reciproca.

Pace con se stessi: rifiutando l’intransigenza, la collera e l’impazienza. Pace con l’altro: il familiare, l’amico, lo straniero, il povero, il sofferente. La pace con il creato: riscoprendo la grandezza del dono di Dio e la parte di responsabilità che spetta a ciascuno di noi nel custodirlo per noi e per le future generazioni. A La Maddalena ha operato per un certo periodo un gruppo socio-politico-cristiano che ora appare in letargo. La sua azione poteva essere utile più che per risolvere i problemi locali di sanità o di trasporti, per educare la comunità a crescere nello spirito civico, interessandola maggiormente ai problemi sociali e preparandola nel pluralismo a scelte responsabili e rispettose dei valori fondamentali: libertà, umanità, fraternità, rispetto della diversità, attingendo all’insegnamento della dottrina sociale della Chiesa. Speriamo che con l’approssimarsi delle prossime scadenze elettorali il gruppo possa risvegliarsi ed offrire il suo servizio disinteressato alla comunità.          

        D.D.

 

RAGGI DI SOLE

IL SOGNO DI GIULIA (2) Il luccichìo delle luminarie per le strade o all’ingresso dei negozi affollati per gli acquisti non può sopraffare la tremula fiammella del Presepio: quella piccola grande luce che scaturisce dal neonato Gesù, avvolto in fasce e deposto da Maria nella mangiatoia di pietra. Quella luce vera che illumina ogni uomo. Quella luce viva che fa vivere anche quelli che la ignorano o la rifiutano preferendo i vani bagliori dei miraggi mondani, che illudono brillando un attimo e si spengono in un pugno di cenere. La corsa ai regali inonda le case di pacchetti infiocchettati, ma lascia il cuore vuoto se non è abitato da Gesù, lasciato fuori dalla porta a bussare invano. Giulia ha fatto un sogno e ha cominciato a realizzarlo. Quale sogno? Sentite. La piccola Giulia Zedda si è spenta troppo presto, all’età di dieci anni, lo scorso maggio, dopo aver combattuto per quattro anni contro un tumore. Giulia ha dimostrato di avere un cuore grandissimo e, prima di lasciarci, ha deciso di donare tutti i suoi giocattoli ai bambini bisognosi. Una sorta di testamento che Giulia ha voluto fosse rispettato dalla sua famiglia. «Ogni anno Giulia condivideva la sua roba con gli altri bambini ed è ciò che ha fatto anche prima di andarsene, anche se non era consapevole di stare per morire, anzi ha sperato e pregato sino all’ultimo», racconta all’Ansa Eleonora Galia, la mamma di Giulia. Proprio per questo è nata l’associazione “Il sogno di Giulia” dove i volontari raccolgono tutto ciò che può essere utile per le donne in gravidanza e i bimbi da zero a quattordici anni che sono in difficoltà. Che ne dite se, interessando i nostri bambini, dessimo pure noi una mano affinché il “sogno di Giulia” diventi realtà anche nella nostra amata isoletta?                   

  Don Paolo Piras

 

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 ■ Celebrazione del Battesimo nella Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Maddalena.

038-battesimo-di-desiderio-3Domenica 30 dicembre nella nostra chiesa parrocchiale si è celebrato il Battesimo di due bambini: Blessed (Benedetto) e Romeo Giuseppe figlio di Stefano Salvatore Caria e Michela Francesca Piras, padrino Mattia Casula, madrina Alessandra Pirredda. La celebrazione, inserita nella Messa e presieduta da don Andrea, è stata festosa e animata dal coro San Giovanni Bosco. Era presente anche un gruppo di bambini, che hanno portato una nota di gioia nell’Assemblea liturgica. In modo particolare perla comunità dell’Istituto San Vincenzo, che ospita il piccolo Benedetto e la sua mamma Favour, è stato un momento di gioia e di festa che ci ha coinvolto profondamente. La celebrazione del Battesimo è iniziata col rito dell’accoglienza, nel quale il sacerdote ha rivolto un saluto ai genitori e ai padrini, esortandoli a impegnarsi a educare i loro piccoli nella fede e nella vita cristiana.

Nel ruolo di padrino con la madrina Elisabetta (una giovane studentessa ospite dell’Istituto) c’era don Davide. È stata una scelta indovinata per il nostro bambino, avere un sacerdote come padrino.

 Il rito del Battesimo è ricco di segni: l’acqua che purifica, il segno della croce che ci ricorda l’amore di Gesù per noi, l’unzione col sacro crisma, la veste bianca simbolo di purezza, la candela che si accende al cero pasquale, simbolo di Gesù Risorto. C’è il rito dell’Effeta, col quale il sacerdote, con il pollice, tocca le orecchie e le labbra del bambino perché crescendo possa proclamare la sua fede in Gesù segue la preghiera dei fedeli e l’invocazione dei Santi, perciò è bene dare al bambino il nome di un Santo, perché lo protegga e sia per lui un modello di vita cristiana.

 Auguro ai piccoli Benedetto e Romeo Giuseppe che possano crescere, come Gesù, in età, in sapienza e in grazia.

Suor Letizia e Consorelle

 

 

 Messa e Te Deum di ringraziamento interparrocchiale

ob 72ab46 tedeumCome la notte di Natale, anche il 31 dicembre le due comunità isolane si sono unite in preghiera nella chiesa di S. Maria Maddalena per la messa della vigilia della Madre di Dio e per il Te Deum di fine anno ed erano davvero tante le persone che hanno partecipato. La celebrazione è stata presieduta da don Andrea Domanski e concelebrata da don Domenico Degortes e da don Davide Mela. Prendendo la parola per l'omelia, don Andrea ha cosí iniziato: "Ricordando le nostre speranze e le nostre attese all'inizio dell'anno appena trascorso, è giusto verificare cosa effettivamente è stato fatto e ricordare quali eventi significativi che la nostra comunità isolana ha vissuto. Dobbiamo dire che è stato un anno molto importante avendo celebrato il 250° anniversario della fondazione della parrocchia di S. Maria Maddalena e tanti sono stati gli eventi che si sono succeduti". Ha parlato poi della celebrazione dei 20 anni da parroco e 20 da viceparroco di don Domenico e a lui ha rivolto parole di lode e di ringraziamento per tutto quello che ha fatto e che sta continuando a fare donandoci ancora le sue energie e la sua disponibilità. Ha ricordato lo speciale evento dell'arrivo all'isola delle reliquie di S. Rita e che noi tutti abbiamo potuto venerare. Ha espresso la sua preoccupazione per la sorte dell'ospedale Paolo Merlo e la sua vicinanza a tutti coloro che instancabilmente lo presidiano sacrificandosi per il bene della comunità. Un altro grande evento straordinario è stata la sua nomina a parroco di S. Maria Maddalena e questo ha fatto sì che le comunità stiano vivendo un forte cambiamento: infatti per volere del Vescovo sono chiamate a fare un cammino comunitario e anche se non è facile, siamo chiamati a superare le difficoltà e sentirci tutti uniti nel Signore che è sempre presente in mezzo a noi. Ha chiesto a tutti di pregare molto per le nuove vocazioni perché è chiaro che questa situazione si è creata proprio per la carenza dei sacerdoti. Ha fatto poi il resoconto con dati precisi di tutti gli avvenimenti che si sono succeduti nell'anno: nascite, matrimoni , funerali e amministrazioni dei Sacramenti, dati che ci hanno un po’ sconcertati di come i funerali siano stati il doppio delle nascite. Ha ringraziato tutti, ma proprio tutti, sacerdoti, consigli pastorali, gruppi, catechiste e tutti i collaboratori che sono la vera ricchezza delle comunità e ha chiesto perdono a Dio se non sempre è riuscito ad accogliere nella maniera migliore tutti quelli che si sono rivolti a lui. È seguito poi il Te Deum in latino, l'inno cristiano di ringraziamento che viene cantato proprio la sera del 31 dicembre per ringraziare dell'anno appena trascorso. L'assemblea ha cantato l'inno unendosi alle voci del coro di S. Cecilia che in maniera solenne aveva anche animato la messa della Madre di Dio. Inizia così un nuovo anno sotto lo sguardo amorevole di Maria Santissima, che non a caso è protettrice di ogni nuovo anno: Ella come una mamma, con la sua tenerezza sa arrivare al cuore delle persone! 

 Maria Vitiello

 

 

 Testimonianza per un fine d’anno alternativo.

 Esiste una maniera esatta per festeggiare un evento importante come la fine di un anno?

 Ovviamente no. Prima di sposarci, anche da single, abbiamo festeggiato anche noi, con adulti e coetanei, tanti capodanni e quasi tutti erano feste private a casa di amici, in oratorio, eventi pubblici in piazze, parchi e nelle immancabili discoteche. Spesso ci si organizzava all’ultimo e rare erano le volte in cui rimanevamo veramente contenti della serata. Sembra che per salutare degnamente l’anno vecchio e accogliere quello nuovo si debba obbedire unicamente a certi cliché.

 Siamo una coppia di giovani sposi con una bimba di 3 mesi: Maurizio, Maria Chiara e Allegra Maria.

 Partiti per le vacanze, ci siamo resi conto che condividevamo un desiderio: ringraziare Dio per quanto crede in noi e in tutti coloro che lo accolgono, lasciandolo operare con tutta la sua onnipotenza nella propria storia.

 È stato un dono grande riconoscere queste risorse e ritrovarci insieme per pregare. Una ventata di spiritualità è arrivata sull’isola ad invitarci a prendere coscienza che siamo cristiani molto tiepidi, ma come il lebbroso che è tornato a rendere grazie al Signore (cornice evangelica che ha orientato un’ora e mezza di preghiera), anche noi potevamo dedicarci un tempo di raccoglimento in chiesa per ricevere il seme della Parola gettato nel cuore di ciascun presente, condividere la straordinaria bellezza di poter rispondere alla domanda “Vuoi guarire?” e di essere salvati dalle nostre mancanze e manie di perfezione, vizi, lamentele, malattie, tradimenti, fallimenti.

 Siamo tutti belli quando ci inginocchiamo per adorare Dio che dona e libera, quando umilmente riconosciamo le grandi cose che realizza nella nostra vita, quando permettiamo allo Spirito Santo di disperdere i nostri pensieri superbi, di falsa autonomia e ci lasciamo guardare e amare. Come sposi stiamo scoprendo che tutto ciò è racchiuso nei più semplici e concreti gesti della vita quotidiana, che parlano d’amore e che ci sorprendono. Sono questi gesti o comportamenti che portano luce, sono le parole che in ogni santa messa riceviamo in dono, alle quali crediamo e sulle quali costruiamo le nostre giornate, le nostre relazioni, i nostri dialoghi. In essi si sprigiona una potenza invisibile che inspiegabilmente spazza le tenebre e ci fa realmente andare oltre noi stessi, più vicino all’altro. La gioia della luce è per tutti noi battezzati. Siamo stati creati per amare, per la bellezza. Questa è la verità che ci è stata rivelata e che è un peccato tenere solo tra le nostre quattro mura. La verità è bella. Noi famiglia, siamo arrivati qui, nella nostra Betlemme, dopo aver incontrato fratelli e sorelle, che ci hanno mostrato la parte migliore, Cristo, che ognuno di noi ha dentro di sé. Ci hanno risvegliato quel desiderio di luce e di conoscenza della sua sapienza. Non si tratta di una storia antica.

 Quest’anno per noi è stato colmo di emozioni, vissuto tra due forti eventi la morte di una madre e la nascita di una figlia, con un lavoro precario, ma che ci fa vivere nell’essenzialità, in una grande città dove però c’è un fermento spirituale che ci nutre nel profondo e ogni giorno ci permette di andare oltre l’apparente miseria. La verità per noi sta nel fatto che abbiamo scoperto di avere un Padre che provvede a tutte le nostre necessità, attraverso una comunità con cui moltiplichiamo i nostri beni. Chi ce lo fa fare vivere a Roma senza la famiglia, senza un posto sicuro? Noi stiamo a Roma per la Spiritualità che ci viene curata e nutrita. Sembra assurdo, ma questo ci sfama e ci fa vivere in pienezza con due soldi. Tutto ciò ci ha motivato a festeggiare un capodanno in preghiera nel ringraziamento. Abbiamo ricevuto il centuplo facendo comunione con i nostri parrocchiani, amici di cammino. Il fatto è che anche qua abbiamo amici, ma ci siamo resi conto che difficilmente abbiamo occasioni di condivisione della nostra fede. Allora abbiamo pensato di coinvolgere in questa adorazione tutta la comunità maddalenina. Siamo molto legati a questo posto. Lo amiamo moltissimo. Per noi è un santuario. Ha un’anima che pulsa e continua a far nascere cristiani che ricevono grazia su grazia. Non disperdiamola.

 Un altro seme è stato gettato in un piccolo giardino, tra fiori, fusti e querce.

 

#iosonounamissioneperl’altro #creatiperamare

 

Maurizio, Maria Chiara e Allegra Maria

 

 

 

La rinfrescata della signora Dorotea.

 Vicino all’ “Artiglieria” all’inizio di via regione Margherita, esisteva una palazzina.

 Al piano – terra, abitava una signora di nome Concetta, con la vecchia madre Dorotea (Fam.Zichina). A quei tempi, molte case del nostro paese, avevano al centro della sala, un piccolo pozzo da dove si attingeva l’acqua per uso familiare.

 Il pozzo veniva coperto con un tappo di legno, nascosto e rivestito da mattoni lucidi e belli,, simili a quelli del pavimento, perciò il pavimento risultava uniforme.

 Un giorno la signora Concetta, prelevò di fretta un secchio colmo d’acqua.

 Scoprì il pozzo e dimenticò di ricoprirlo.

 Sua madre, nel camminare al buio, non si rese conto del pericolo, e vi precipitò urlando. Accorsero tante donne del vicinato, che riuscirono a salvare la poverina.

 Tutte temettero che la signora, essendo molto vecchia, morisse; invece quando raggiunse l’età di 101 anni, gioirono.

 Due “comari” affacciate ai loro balconi, con la testa piena di bigodini dissero, con un po’ d’ironia: «Hai vistu, tutti spasimati cridimi che Dorotea muria di purmuniti, inveci quidda bedda rinfriscata, g’ha allungatu a vita, biata a idda!».

 Anna Novelli

 

 

 

 

 

 

RELAZIONE ANNUALE DELLE

 PARROCCHIE CITTADINE - ANNO 2018

 

I numeri tra parentesi si riferiscono all’anno 2017

 

 

 

Parrocchie

S. Maria

Maddalena

Agonia

N.S.G.C.

Militare Madonna

Med. Mirac.

Battesimi

38         (39)

16      (18)

02          (08)

Prime Confessioni

20         (20)

13     (21)  

22           (00)

Prime Comunioni

19         (28)

21     (26)

22           (24)              

Cresime

25         (35)

13      (17)                            

15         (25)

Matrimoni

15          (14)

06     (05)

00          (00)

Funerali

75         (77)

22     (17)

00          (01)

 

 

 

DATI DELLO STATO CIVILE DI

 LA MADDALENA ANNO 2018

 

I numeri tra parentesi si riferiscono all’anno 2017

   

Nascite

60                            (65)

Matrimoni concordatari

17                              (19)

Matrimoni civili

25                              (22)

Decessi

128                          (109)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

locandina laMaddalena

 

 

 

Avvisi

 

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. –Moneta

 

1. Sabato 5 gennaio h. 19.00 spettacolo “L’Orchestra celeste” della Banda San Domenico Savio nella chiesa di S. M. Maddalena.

2. Domenica 6 gennaio Solennità dell’Epifania del Signore e annuncio del giorno di Pasqua.

Giornata Missionaria dei ragazzi.

3. Lunedì 7 gennaio riprendono le attività dell’Oratorio.

4. Martedì 8 gennaio h. 18.30 nella salone dell’Oasi Serena incontro del Consiglio pastorale parrocchiale di Agonia N.S.G.C.

5. Domenica 13 gennaio Festa del Battesimo del Signore (termina il tempo di Natale).

6. FESTA DELLA FAMIGLIA: SABATO 19 GENNAIO H. 18.00 SALONE DELL’OASI SERENA INCONTRO DELLE FAMIGLIE SUL TEMA “PERDONO IN FAMIGLIA”.

 

            DOMENICA 20 GENNAIO H. 11.00 CHIESA S. M. MADDALENA S. MESSA CON IL RINNOVO DELLE PROMESSE MATRIMONIALI.

 

      H. 13.00 PRANZO PER LE FAMIGLIE PRESSO OASI SERENA.

 

PER LE PRENOTAZIONI AL PRANZO RIVOLGERSI A:

 

GIORGIA 347 876 4642

 

NICOLINO 329 929 2545

 

Agostino 329 292 8293

 

Bruna 392 460 1922

 

 

7. Il corso prematrimoniale inizierà mercoledì 23 gennaio alle 21.00 nel salone dell’Oasi Serena a Moneta.

 

  

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 

 1. Sabato 5 gennaio h. 19.00 spettacolo “L’Orchestra celeste” della Banda San Domenico Savio.

2. Domenica 6 gennaio Solennità dell’Epifania del Signore e annuncio del giorno di Pasqua.

Giornata Missionaria dei ragazzi.

3. Lunedì 7 gennaio h.21.00 nella biblioteca parrocchiale incontro del Consiglio pastorale parrocchiale di S. M. Maddalena.

4. Sabato 12 gennaio

Alle ore 16.00 S. Messa nella chiesa della SS.Trinità.

5. Domenica 13 gennaio Festa del Battesimo del Signore (termina il tempo di Natale).

 

6. FESTA DELLA FAMIGLIA 2019: SABATO 19 GENNAIO H. 18.00 SALONE DELL’OASI SERENA INCONTRO DELLE FAMIGLIE SUL TEMA “PERDONO IN FAMIGLIA”

 

      DOMENICA 20 GENNAIO H. 11.00 CHIESA S. M. MADDALENA S. MESSA CON IL RINNOVO DELLE PROMESSE MATRIMONIALI.

 

      ORE 13.00 PRANZO PER LE FAMIGLIE PRESSO OASI SERENA.

 

PER LE PRENOTAZIONI AL PRANZO RIVOLGERSI A:

 

GIORGIA 347 876 4642

 

NICOLINO 329 929 2545

 

AGOSTINO 329 292 8293

 

BRUNA 392 460 1922

 

7. Il corso prematrimoniale inizierà mercoledì 23 gennaio alle 21.00 nel salone dell’Oasi Serena a Moneta.

 

 Orari delle Messe

nelle Chiese dell’Isola

 

 Giorni Festivi

 

 Ore 8.00 Bambino Gesù (Due Strade)

Ore 9.00 Agonia di N.S.G.C. – Moneta

Ore 9.30 Santa Maria Maddalena

Ore10.30 Madonna della Pace - Stagnali

Ore 11.00 Santa Maria Maddalena

Ore 18.00 Santa Maria Maddalena

 

 

 

Sabato e Prefestivi

 

 

Ore 16.15 Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 16.30 Cappella Ospedale Civile

Ore 18.00 S. Maria Maddalena

 

Giorni Feriali

 

 Ore 8.00 lunedì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 08.30 S. Maria Maddalena

Ore 17.30 da martedì a venerdì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 18.00 S. Maria Maddalena.

 

 Ogni prima domenica del mese:

Ore 17.00 Sacra Famiglia (Padule)

 

 Ogni secondo sabato del mese:

Ore 16.00 SS. Trinità

 

 Ogni primo mercoledì del mese:

Ore 15.45 in cimitero

 

 

M A G I S T E R O

santo1282 (2)GESÙ È SORGENTE DI GRAZIA, DI MISERICORDIA E DI PACE

Oggi celebriamo la Santa Madre di Dio. Come i pastori di Betlemme, rimaniamo con lo sguardo fisso su di lei e sul Bambino che tiene tra le braccia. E in questo modo, mostrandoci Gesù, il Salvatore del mondo, lei, la madre, ci benedice. Oggi la Madonna ci benedice tutti, tutti. Benedice il cammino di ogni uomo e ogni donna in questo anno che inizia, e che sarà buono proprio nella misura in cui ciascuno avrà accolto la bontà di Dio che Gesù è venuto a portare nel mondo.

In effetti, è la benedizione di Dio che dà sostanza a tutti gli auguri che vengono scambiati in questi giorni. E oggi la liturgia riporta l’antichissima benedizione con cui i sacerdoti israeliti benedicevano il popolo. Ascoltiamo bene, recita così: «Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace». Questa è la benedizione antichissima.

Per tre volte il sacerdote ripeteva il nome di Dio, “Signore”, stendendo la mani verso il popolo radunato. Nella Bibbia, infatti, il nome rappresenta la realtà stessa che viene invocata, e così, “porre il nome” del Signore su una persona, una famiglia, una comunità significa offrire loro la forza benefica che scaturisce da Lui.

In questa stessa formula, per due volte si nomina il “volto”, il volto del Signore. Il sacerdote prega che Dio lo “faccia risplendere” e lo “rivolga” verso il suo popolo, e così gli conceda la misericordia e la pace.

Sappiamo che secondo le Scritture il volto di Dio è inaccessibile all’uomo: nessuno può vedere Dio e rimanere in vita. Questo esprime la trascendenza di Dio, l’infinita grandezza della sua gloria. Ma la gloria di Dio è tutta Amore, e dunque, pur rimanendo inaccessibile, come un Sole che non si può guardare, irradia la sua grazia su ogni creatura e, in modo speciale, sugli uomini e le donne, nei quali maggiormente si rispecchia.

«Quando venne la pienezza del tempo», Dio si è rivelato nel volto di un uomo, Gesù, «nato da donna». E qui ritorniamo all’icona della Santa Madre di Dio, che ci mostra il Figlio, Gesù Cristo, Salvatore del mondo. Lui è la Benedizione per ogni persona e per l’intera famiglia umana. Lui, Gesù, è sorgente di grazia, di misericordia e di pace.

Oggi noi celebriamo la cinquantaduesima, che ha per tema: La buona politica è al servizio della pace. Non pensiamo che la politica sia riservata solo ai governanti: tutti siamo responsabili della vita della “città”, del bene comune; e anche la politica è buona nella misura in cui ognuno fa la sua parte al servizio della pace. Ci aiuti in questo impegno quotidiano la Santa Madre di Dio.

(ANGELUS - Solennità di Maria Ss.ma Madre di Dio- Martedì, 1° gennaio 2019)

 

 CATECHESI SUL “PADRE NOSTRO”:

Al centro del discorso della montagna

0028 Il Vangelo di Matteo colloca il testo del “Padre nostro” in un punto strategico, al centro del discorso della montagna (cfr 6,9-13).

Intanto osserviamo la scena: Gesù sale sulla collina presso il lago, si mette a sedere; intorno a sé ha la cerchia dei suoi discepoli più intimi, e poi una grande folla di volti anonimi. È questa assemblea eterogenea che riceve per prima la consegna del “Padre nostro”.

La collocazione, come detto, è molto significativa; perché in questo lungo insegnamento, che va sotto il nome di “discorso della montagna” (cfr Mt 5,1-7,27),

Gesù condensa gli aspetti fondamentali del suo messaggio. L’esordio è come un arco decorato a festa: le Beatitudini. Gesù incorona di felicità una serie di categorie di persone che nel suo tempo – ma anche nel nostro! – non erano molto considerate. Beati i poveri, i miti, i misericordiosi, le persone umili di cuore… Questa è la rivoluzione del Vangelo. Dove c’è il Vangelo, c’è rivoluzione. Il Vangelo non lascia quieto, ci spinge: è rivoluzionario. Tutte le persone capaci di amore, gli operatori di pace che fino ad allora erano finiti ai margini della storia, sono invece i costruttori del Regno di Dio. È come se Gesù dicesse: avanti voi che portate nel cuore il mistero di un Dio che ha rivelato la sua onnipotenza nell’amore e nel perdono!

Da questo portale d’ingresso, che capovolge i valori della storia, fuoriesce la novità del Vangelo. La Legge non deve essere abolita ma ha bisogno di una nuova interpretazione, che la riconduca al suo senso originario. Dice Gesù: «Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti» (Mt 5,44-45).

Ecco il grande segreto che sta alla base di tutto il discorso della montagna: siate figli del Padre vostro che è nei cieli. Il cristiano non è uno che si impegna ad essere più buono degli altri: sa di essere peccatore come tutti. Il cristiano semplicemente è l’uomo che sosta davanti a un Dio che chiede ai suoi figli di invocarlo con il nome di “Padre” .

Ecco dunque come Gesù introduce l’insegnamento della preghiera del “Padre nostro”. Lo fa prendendo le distanze da due gruppi del suo tempo. Anzitutto gli ipocriti: «Non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente» (Mt 6,5). C’è gente che è capace di tessere preghiere atee, senza Dio e lo fanno per essere ammirati dagli uomini. E quante volte noi vediamo lo scandalo di quelle persone che vanno in chiesa e stanno lì tutta la giornata o vanno tutti i giorni e poi vivono odiando gli altri o parlando male della gente. Questo è uno scandalo! Meglio non andare in chiesa: vivi così, come fossi ateo. Ma se tu vai in chiesa, vivi come figlio, come fratello e dà una vera testimonianza, non una contro-testimonianza. La preghiera cristiana, invece, non ha altro testimone credibile che la propria coscienza, dove si intreccia intensissimo un continuo dialogo con il Padre: «Quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto» (Mt 6,6).

Poi Gesù prende le distanze dalla preghiera dei pagani: «Non sprecate parole […]: essi credono di venire ascoltati a forza di parole» (Mt 6,7). Pregare si fa dal cuore, da dentro. Tu – dice Gesù –, quando preghi, rivolgiti a Dio come un figlio a suo padre, il quale sa di quali cose ha bisogno prima ancora che gliele chieda (cfr Mt 6,8). Potrebbe essere anche una preghiera silenziosa, il “Padre nostro”: basta in fondo mettersi sotto lo sguardo di Dio, ricordarsi del suo amore di Padre, e questo è sufficiente per essere esauditi.

 

(UDIENZA GENERALE - Mercoledì 02 /01/2019) a cura di A. Panzera

 

 

 
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Orari delle Messe

nelle Chiese dell’Isola

 

Giorni Festivi

 

Ore 8.00 Bambino Gesù (Due Strade)

Ore 9.00 Agonia di N.S.G.C. – Moneta

Ore 9.30 Santa Maria Maddalena

Ore 11.00 Santa Maria Maddalena

Ore 18.00 Santa Maria Maddalena

 

Sabato e Prefestivi

 

Ore 16.15 Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 16.30 Cappella Ospedale Civile

Ore 18.00 S. Maria Maddalena

 

Giorni Feriali

 

Ore 8.00 lunedì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 08.30 S. Maria Maddalena

Ore 17.15 da martedì a venerdì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 18.00 S. Maria Maddalena

 

Ogni prima domenica del mese:

Ore 17.00 Sacra Famiglia (Padule)

 

Ogni seconda domenica del mese

Ore 10.30 Madonna della Pace – Stagnali

 

Ogni primo mercoledì del mese:

Ore 15.45 in cimitero

 

Ogni secondo mercoledì del mese:

Ore 16.00 SS. Trinità

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