Rappresentazione Scenica -“Il Miracolo del Principe di Marsiglia”

Vetraux d'Auxerre:
legende de Sainte Madaleine

Quest'anno (2004) i festeggiamenti per Santa Maria Maddalena,"22 luglio", sono stati l’occasione per porre l’attenzione su un elemento centrale circa l’identità della nostra comunità, cioè il motivo per il quale la nostra isola sia dedicata alla Santa evangelica. Lo scenografico ingresso dell’Istituto San Vincenzo ha ospitato, il 23 luglio, una rappresentazione teatrale proprio incentrata su questo tema. Guidati da Tony Frau, (Direttore del "Centro Studi e Documentazione Biblio - Iconografica Magdalenica") sempre attento ai temi che legano la nostra città alla sua santa protettrice, un gruppo di maddalenini di nascita e d’adozione ha dato vita ad una gradevole serata, con una rappresentazione teatrale che ha riscosso un buon successo di pubblico.
Il tutto è stato coordinato da Marcello Sorba che, nella presentazione, ha brevemente riassunto le leggende nate attorno alla figura della Santa, poi tutte confluite nella “Legenda aurea” di Jacopo da Varagine, un testo medievale che divenne un vero best-seller per l’epoca. Dopo questo prologo sono state proposte quattro scenette, ideate da Frau e scenografie di Simona Calì, con i costumi di Fernanda Ghirardi, ambientate tutte a Cala Gavetta, il cuore cittadino; in ognuna di esse, collocate in diversi periodi storici, dai giorni nostri al 1777, si è cercato di chiarire perché l’Isola sia stata chiamata La Maddalena, esplicandolo nella cultura del periodo e facendo comprendere cosa sia rimasto di quella leggenda nella cultura popolare, cosa sia stato cambiato o riscoperto col passare del tempo. Lo spettacolo vero e proprio è stata poi la lettura di un testo medievale inglese, una traduzione della Legenda aurea (con la regia di Paolo Zanelli e le voci recitanti di Saverio Minunno, Paola Virgili, Lino Sorba e Gennaro Avellino); in esso è stato posta in evidenza la storia del miracolo del principe di Marsiglia, secondo la quale Maria Maddalena risuscitò la regina proprio in un’isola posta lungo il percorso tra Marsiglia e Roma, isola detta “petrosa e ventosa”, e col tempo identificata con la nostra, spiegando così l’origine del nome. Insomma un tentativo di spiegare, con l’immediatezza di linguaggio propria del teatro, un tema lontano dalle discussioni comuni, eppure così fondamentale per capire meglio la nostra storia e le nostre origini.
Gian Luca Moro
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Prologo

Marcello Sorba, Nietta Tremante,
Gerardo Cozzolino, Martino Tamponi

Vi sarete chiesti perché L’Isola di La Maddalena si chiami così. Perché attesta il culto nei confronti della santa Maria Maddalena che veniva chiamata La Maddalena cioè abitante di Magdala. Il nome di un luogo è una derivazione dal personaggio storico o di fantasia a cui è legato . Molte volte il personaggio vi è nato, morto o solo ci è passato in quel luogo che dal personaggio ha preso il nome. Per noi niente di tutto ciò. Nel nostro caso ci sono solo delle leggende che ne attestano la derivazione già da più di 800 anni e documenti quali mappe e carte nautiche che indicano il nome dell’isola più grande del nostro arcipelago già dal 1527 come isola di Maria Maddalena. Alcune leggende sono conosciute quasi da tutti, altre sono le così dette leggende locali conosciute in uno spazio circoscritto, nate dalla fantasia e poi dimenticate e riscoperte ma quasi sempre ampliate, passando di bocca in bocca, arricchite di particolari e a volte persino radicalmente trasformate. Nel caso di Santa Maria Maddalena esistono una serie di leggende che trattano della vita della Santa dopo la morte di Gesù Cristo facendo confluire in una unica figura 3 donne evangeliche : -Maria di Magdala, di cui sappiamo solo che era una indemoniata guarita da Gesù che la liberò da 7 demoni e che seguì Gesù aiutandolo materialmente con i suoi beni e sarà la prima testimone della sua resurrezione. -Maria di Betania, benestante, amica di famiglia di Gesù assistette alla resurrezione di Lazzaro, suo fratello, e estasiandosi, seguì gli insegnamenti di Gesù, senza badare alle faccende di casa differentemente da sua sorella Marta. - Poi nella figura della anonima peccatrice che unse, con balsamo prezioso, il capo e i piedi di Gesù, lavandoli con le sue lacrime e asciugandoli con i suoi lunghi capelli, in casa di Simone il fariseo, in Galilea, agli inizi della vita pubblica, secondo Luca.

Saverio Minunno,Paola Virgili, Lino Sorba

Mischiando queste tre figure venne fuori, per conciliare il tutto, una sorta di ex prostituta pentita nata da nobile e ricca famiglia e che dopo la conversione si dedicò alla sussistenza di Gesù . Fin qui sono tutte libere interpretazioni tratte dai vangeli canonici, il fatto si complica quando si hanno contaminazioni con i vangeli non canonici, quindi non attendibili, infatti si arriva a sostenere che fosse addirittura sposata con Giovanni e che fosse prediletta da Gesù tanto da suscitare la gelosia di Pietro. A queste fantasie si sommarono le leggende su di una omonima Santa Maria “l’egiziana” che visse penitente, da anacoreta, dopo aver vissuto una vita dissoluta . Le vicende si sommarono e ci fu un ricalco tra le due Marie . Tutte queste leggende confluirono nell’epoca delle crociate ne la “legenda aurea” una sorta di storia molto romanzata e colorita della vita dei principali santi curata da un dotto vescovo di Genova, chiamato Jacopo da Varazze che ebbe un successo e una diffusione così capillare, da essere considerato un vero best seller nella storia della diffusione della fede, secondo solo alla Bibbia ed ai Vangeli. Nella Legenda si narra, per Santa Maria di Magdala, che, dopo la morte di nostro Signore, ella dopo un prodigioso viaggio per mare sbarcò a Marsiglia per evangelizzar quel popolo e il suo Principe attraverso un miracolo così detto del Principe di Marsiglia dove venne guarita da morte apparente la Principessa che dette alla luce un figlio durante un viaggio per mare sulla rotta che da Marsiglia porta a Roma . La Principessa fu sepolta su di un’isola “pietrosa e ventosa” e, dopo due anni, madre e figlio furono ritrovati vivi e sani per grazia di Santa Maria Maddalena a cui erano stati affidati dal Principe che, fermandosi nel viaggio di ritorno sull’isola, volle recuperare e riportare in patria le spoglie della sua famiglia. Il racconto continua con l’eremitaggio della Santa penitente nel bosco vicino a Marsiglia e narra dell’elevazione in cielo 7 volte al giorno da parte degli angeli con il totale rifiuto di nutrimento per ben 30 anni e la sua morte dopo una comunione data dal vescovo Massimino in persona. Il riferimento all’isola tra le Bocche di Bonifacio è con l’isola pietrosa e ventosa del miracolo che ben si adatta per la natura del terreno e per la sua posizione geografica. Questo Prologo in quattro semplici scenette vuole aiutare a capire come sia stata tramandata la Leggenda su la santa e la nostra isola. Sono quattro momenti storici in ordine cronologico dai giorni d’oggi fino al 1777. Inizia con una possibile scenetta ambientata nel 2000, per poi passare ad una ambientata nei primi del 1900 poi ai primi del 1800 e l’ultima parte del prologo è una scenetta tratta da un testo originale del 1777 chiamato”Contrasto Corso Sardo” sulla questione della sovranità da parte della Corsica francese e il regno Sardo Sabaudo sul nostro arcipelago. In ogni scenetta si presenta il problema del perchè l’isola sia dedicata alla Santa e lo si esplica nel modo e nella cultura del tempo facendo capire cosa sia rimasto nella sedimentazione culturale della primitiva leggenda e cosa si sia adattato ai tempi o cosa si sia riscoperto. Il percorso parte dai nostri giorni come in una sorta di scavo archeologico della mente per arrivare alla più antica testimonianza. Le leggende legate a Santa Maria Maddalena sono due, una sulla statua della Santa ritrovata a mare in una epoca remota e l’altra è quella che identifica come abbiamo detto l’isola del miracolo con la nostra isola. I dialoghi sono probabili perché ogni cosa che viene detta è documentata e può avere un riscontro. L’ambientazione scenica è volutamente Cala Gavetta, il cuore della città, che si presta a capire la evoluzione che ha avuto la Cala: dalle malfamate baracche settecentesche al condominio di lusso nella casa più importante del porto, casa Azara Millelire . Lo spettacolo vero e proprio è la lettura del testo medioevale inglese che è una versione tradotta della Legenda Aurea dove è stata posta in evidenza la bellezza dell’episodio del miracolo del Principe per dare una lettura corretta facendo così riacquisire ad un pubblico più vasto fatto di maddalenini ma anche di turisti questa, riscoperta, tradizione isolana che fa di questa isola l’isola del miracolo quindi l’isola dedicata a santa Maria Maddalena, apostola di Gesù, e che da lei prende il nome.
Buon divertimento e grazie.
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