Carla Ricci
nata a Ravenna il 09.02.1954, e mail : drcarla@tin.it
Laureata in Filosofia (Facolta` di Lettere e Filosofia dell`Universita` di Bologna ( valutazione 110 e lode) con una tesi in Storia del Cristianesimo su "Le donne al seguito di Gesu` in Lc.8,1-3," relatore Prof. Mauro Pesce. Pubblicista iscritta all'Ordine Nazionale dei Giornalisti dal 1990. Tra le sue pubblicazioni si segnala il libro "Maria di Magdala e le molte altre". "Donne sul cammino di Gesu`", Napoli, D'Auria, 1` edizione 1991, 2` edizione 1995, 3° edizione 2002. Coedizione inglese-americana "Mary Magdalene and many others. Women who followed Jesus ", (Burns & Oates - England, Fortress Press - U.S.A.) 1994. Aspetti biografici approfonditi sono rintracciabili nell'intervista In principio fu Maria Maddalena a cura di Cettina Militello in "Vita Pastorale" 1(2002) 53-58 e nel sito http://www.stpauls.it/vita/0201vp/0201vp53.htm Attività internazionali Insieme ad altre fonda, l'8 dicembre 1985, la sezione italiana dell' Associazione femminista cattolica "Alleanza Internazionale Giovanna d'Arco" (St.Joan's International Alliance- S.J.I.A.) o.n.g. di cui sarà presidente dal 1987 all'ottobre 2001. Dal 1990 Direttrice responsabile della rivista semestrale "Alleanza" (divenuta dal 2003 "Terra delle donne") della St.Joan's International Alliance. Dal 1991 ricerca negli archivi della Fawcett Librairy (ora denominata Biblioteca delle Donne) di Londra dei documenti della S.J.I.A e promozione in Italia di una tesi e di studi sull'origine e sull'impegno dell'associazione. Partecipa come delegata alla IV Conferenza Mondiale delle Nazioni Unite sulle donne e al NGO Forum on Women (Pechino 1995), consegna a Gertrude Mongella, segretariato generale della Conferenza, il messaggio della S.J.I.A. Dalle riprese amatoriali fatte di questo straordinario evento ricava il video: "I mille e mille volti delle donne del mondo". Nell'agosto 2001, a Bruxelles, nel corso della 43' Assemblea Generale viene eletta presidente internazionale.
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Carmen Bernabé
E' Dottoressa in Teologia Biblica dell'Università di Deusto (Bilbao).
- Ha fatto un dottorato di ricerca su "Maria Maddalena: le sue tradizioni nel cristianesimo primitivo (discussa nel 1991).
- Professoressa titolare nella Facoltà di Teologia dell'Università di Deusto
- Ha studiato due anni di specializzazione in diversi centri accademici di Jerusalem. Stage di sei mesi in USA per conoscere la metodologia delle Scienze sociali.
- Le sue ricerche sono intorno all'origine del cristianesimo, i vangeli, Gesu' s torico. Anche ha in conto la prospettiva di costume.
Alcuni suoi lavori:
  • - "Maria Maddalena: sus tradiciones en el cristianismo primitivo" (Estella 1993)
  • - "La curación del endemoniado de Gerasa desde la antropología cultural", pp.93-121 en R. Aguirre (dir.), Los milagros de Jesús. (Estella 2002)
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  • I sette demoni di Maria Maddalena e l'apporto della antropologia culturale.
  • 1.- Demoni e possessioni nel mondo del N.T.
  • 2.- Le possessioni come strategia indiretta di risposta
  • 2.1.- Gli stati alterati della coscienza
  • 2.2.- Le possessioni come "strategia indiretta di risposta"
  • 2.3.- La dimensione politica del corpo personale
  • 2.4.- L'isteria come questione di genere
  • 3.- L'implicazione socio-politica della possessione e la guarigione di Maria Maddalena
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  • Tradizionalmente si è interpretato la possessione demoniaca come una questione morale, ritenendo che i demoni di Maria Maddalena facevano allusione ai peccati capitali risultato della prostituzione, il peccato per eccellenza che una società patriarcale può attribuire ad una donna. Senza dubbio, gli studi delle scienze sociali ci rivelano le implicazioni socio-politiche e religiose di simili fatti.
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Rossella Palmieri
, già Dottore di ricerca in Filologia Greca e Latina presso l'Università degli Studi di Bari, lavora attualmente presso l'Università degli Studi di Foggia. Si è occupata di tematiche teatrali e dell'oratoria ciceroniana. Ha seguito tre corsi di perfezionamento in Cultura e Letteratura dell'800 e del '900, Didattica delle letterature classiche e Metodologia della letteratura italiana. Ha pubblicato tre articli sulle riviste "Aufidus" ed "Euphrosyne". Collabora anche con il quotidiano "La Gazzetta del Mezzogiorno". Al momento è in corso di stampa la monografia "Un'incursione tragica nel comico: topica dell'addio e del suicidio d'amore".

Labirinti, serpenti e altri inganni:
per una lettura pagana di Maria Maddalena lasciva e penitente
di Giovan Battista Andreini

Personaggio storico e mitico allo stesso tempo, nella sacra rappresentazione di Giovan Battista Andreini Maddalena si appropria di una ricca e complessa simbologia legata al mondo pagano. Ad una lettura attenta dell'opera di Andreini, commediografo che comunque dedicò ben tre lavori a Maria Maddalena per tutto l'arco della sua vita (nel 1610 con un poema e nel 1617 e nel 1652 con sacre rappresentazioni), si notano "calchi" del mondo classico che lo stesso autore sottolinea: dalla menzione del sesto libro dell'Eneide alla ripresa dei miti di Dedalo e Icaro e di Tieste. Ne viene fuori un'opera fortemente composita, dove le eredità antiche si mescolano ai caratteri precipui della drammaturgia barocca. Non ultima, la scenotecnica seicentesca (che sicuramente Andreini tenne presente per il suo stesso status di attore, capocomico, figlio d'arte e fondatore di una sua compagnia) contribuisce al coinvolgimento degli spettatori, per via della presenza di vere e proprie scene ad effetto e soprattutto per la scelta di inserire all'interno dell'opera numerose parti liriche. Il ruolo della protagonista fu affidato ad una giovane attrice di successo, Eularia Coris. Nell'opera si avvertono anche influenze stilnovistico-petrarchesche in quanto Maddalena è connotata con tutta una serie di attributi, dal pallore del viso al biondo dei capelli, già codificati nella topica trecentesca. Non mancano riprese coeve: sicuramente Andreini tenne presente il romanzo di Anton Giulio Brignole Sale, Maria Maddalena peccatrice e convertita, e molti topoi sono riconoscibili nel cliché stesso di Maddalena, così come risultano dal filtro della leggenda e dell'agiografia. In questa relazione vengono esaminati in particolar modo due simboli pagani, il labirinto e il serpente. Sul primo è stato possibile istituire traits d'union con il mito per eccellenza del labirinto, quello di Teseo e di Arianna, per il secondo, reminiscenze virgiliane, e dunque, "pagane", si mescolano al significato per così dire "sacro" del serpente, relativo cioè alle spiegazioni evangeliche. Entrambi i simboli afferiscono alla grande area del falso, metafora degli inganni che Maddalena tesse nella sua vita di peccatrice. A partire dal secondo atto, infine, e per tutto il terzo si completa l'itinerario salvifico: Maddalena via via si spoglia della sua mondanità per diventare "donna redenta". Cambia anche la simbologia e tutti i figuranti della luce, dal sole alle stelle, mutano prospettiva: questa volta in direzione di Dio e non del "mondo".
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