Marilena Mosco
Marilena Mosco, laureata a Roma con Argan e specializzatasi a Firenze con Mina Gregori, è Direttrice del Museo degli Argenti e del Museo delle Porcellane di Palazzo Pitti . Studiosa dell'arte barocca, dal 1978, anno in cui è entrata a Palazzo Pitti, ha organizzato diverse mostre di carattere interdisciplinario, centrate sulle collezioni museali. Nel 1986 ha ideato , organizzato e diretto la mostra su La Maddalena tra sacro e profano , da Giotto a De Chirico, con 150 opere provenienti dall'Italia e dall'estero,e un catalogo al quale hanno partecipato diversi studiosi dell'argomento. Da allora è fiorita la letteratura sulla Maddalena in Italia e all'estero con una larga messe di studi sull'argomento. Ha anche partecipato ad una mostra in Francia sulla Maddalena a Fontaine de Vaucluse e a un convegno internazionale ad Avignon nel 1988 con un intervento su" L'Amour de la Madeleine chez Rilke et Lawrence". Ha tenuto una conferenza nelle Marche sulla Maddalena nella pittura di Carlo Crivelli in occasione del centenario della morte dell'artista.

"La Mirrofora"
'ovvero la Maddalena e il simbolismo del vaso'

Il Vaso,in varie materie ,dal vetro all'agata, all'alabastro, all'argento e in varie forme,dalla pisside,alla coppa, all'unguentario, accompagna sempre la peccatrice, la Maria sorella di Marta,Maria di Magdala sotto la croce e nel Noli me tangere : nell'immaginario degli artisti di varie scuole e di varie epoche ha assunto il valore di simbolo di fede, di speranza, di luce, di conoscenza. Attraverso una scelta di immagini se ne ricerca il significato.
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Fiorella Nicosia
Dopo la laurea in Lettere Moderne (con indirizzo storico artistico), conseguita nel 1995 a Messina, sua città natale, ha approfondito lo studio della storia dell'arte attraverso una borsa di studio presso il "Dipartimento Arti Visive" dell'Università di Bologna (Prof.ssa Vera Fortunati), un corso di perfezionamento in "Didattica generale e museale" presso l'Università degli Studi di Roma Tre e il corso triennale della Scuola di Specializzazione in Storia dell'arte di Firenze, diretta da Mina Gregori. Dopo gli studi fiorentini, incentrati sulla storia dell'arte medievale e moderna e sull'iconografia del personaggio biblico di Giuditta (sotto la guida di Antonio Natali), ha continuato a vivere nel capoluogo toscano approfondendo la conoscenza anche dell'arte contemporanea, organizzando mostre come "L'Isola Dentro. Artisti Siciliani a Firenze", presso la Chiesa del Carmine di Firenze, tenendo seminari presso l'Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, svolgendo stages professionali presso gallerie (come la "Galleria Continua" di San Gimignano) e lavorando in ambito editoriale, come ricercatrice, collaboratrice redazionale (Pietro Chegai Editore, Scala Group, Giunti) e soprattutto come autrice. Oltre a recensioni critiche su cataloghi e brochure di mostre di numerosi artisti contemporanei e articoli su riviste come L'Apostrofo, Segni d'arte, Brutium e Art e Dossier, si segnalano in particolare alcune sue monografie su artisti internazionali come Dalì, Monet, Gauguin e Munch per la collana "Vita d'Artista" della casa editrice Giunti.
L'iconografia di Maria Maddalena nel Novecento
La relazione vuole analizzare l'interpretazione iconografica di Maria Maddalena all'interno della cultura artistica del Novecento, alla ricerca di una sua presenza evidente nella rappresentazione dei fatti della vita di Cristo e di un suo particolare ruolo religioso e spirituale ma soprattutto terreno umano e femminile. In questo graduale riconoscimento della figura di Maria di Magdala (che nella tradizione iconografica comprende anche le altre due "Maddalene", ossia la Peccatrice e Maria di Betania), la quale da immagine quasi "assente" (nell'esegesi, nella storia, nella cultura e nell'arte) si fa via via più umana, attuale e "presente", si arriverà ad un'inconscia identificazione di Maddalena con quella del Cristo, come suo alter ego, anima femminile del divino e immagine di salvezza universale, divenendo metafora della donna, ma anche simbolo del dolore e della sofferenza esistenziale dell'essere umano contemporaneo.
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Maria Froncillo
Poetessa, narratrice, ha esordito a 14 anni con un articolo "La mano di gesso", ispirato alla musica di Chopin. Ha pubblicato a Firenze le silloge "La Torre" ( ed,. La Ginestra), i testi "Gemellitudine" (libro di fotografia d'arte di Francesco Mento), e "Play Back" (con la pittrice Rosanna Marullo per il gruppo "Promozione della Donna", Milano); "Se a parlare di Maria sono le donne"; La cartella d'arte "Angelitudine" col pittore Nunzio Pino, ed. Il Gabbiano -ME.
Sono apparsi suoi numerosi scritti su "La Gazzetta del Sud", "Sud oggi", "Centonove" e "Mezzo cielo".
E' dal 1988 presidente delle Edizioni "Il Gabbiano" che pubblica tre collane di poesie, una di narrativa e una di saggistica. Ha pubblicato molti testi delle donne , fra cui uno di M. Luisa Spaziani e poeti come Luzi, Calabrò, Cresti, Addamo e molte opere prime di giovani poeti.
E' presidente del circolo "L'Unicorno" che ha aperto un dibattito culturale con la città di Messina. E' direttore editoriale di "Brutium" rivista d'arte dell'Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria e della rivista "Terra delle donne", organo d'informazione dell'Alleanza Internazionale Giovanna D'Arco (A.I.G.A.).
Ha pubblicato per Mazzotta Editore "Le carte scadute" ed ha in corso di pubblicazione un volume di racconti intitolato "L'ultimo albero".
Maria Maddalena: una donna
L'intervento è ispirato a tutto un immaginario che si è sviluppato nel tempo, sulla presenza umana di Maria Maddalena nel mondo dei Vangeli. Scrittori, poeti e saggisti hanno scritto di lei, la sua immagine è stata al centro di tutta un'iconografia che nei secoli l'ha messa al centro dell'arte di ispirazione religiosa.
Le ricerche che sono state fatte sulla sua vita, i risultati stessi di questa indagine hanno aperto un acceso dibattito sulla sua presenza, sulla sua identità più segreta, dando luogo a molteplici ipotesi sul suo vissuto reale. Sta di fatto che nell'arte, nella poesia, nella narrativa, la figura di Maddalena ci è arrivata nell'identificazione di una donna che aveva molto peccato ma anche molto amato, fino a redimersi. Ed è di questa donna che si vuole parlare in questa relazione, di questa creatura smarrita che si è voluta seguire nel cammino della sua ricerca di spiritualità. Maddalena rappresenta ancora oggi il coraggio, la capacità di lottare per divenire consapevole dei propri diritti umani.
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