nato a Bari l'11.8.1949, già professore ordinario di Filologia patristica nell'Università degli studi di Bari,
dal 15.6.1987 presso la Facoltà di Magistero e dal 1°.11.1997 presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, è titolare
della cattedra di Letteratura cristiana antica nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli studi di
Foggia dal 1°.9.2000; nell'Ateneo foggiano è coordinatore del dottorato di ricerca in "Scienze dell'antichità classica
e cristiana", delegato rettorale per la ricerca (settore umanistico), Presidente della Commissione Scientifica di
Ateneo (a decorrere da maggio 2001), componente del Consiglio di Amministrazione per il triennio accademico 2001-2004.
Nella Facoltà di Magistero dell'Università di Bari è stato, dal 20.4.1983, professore associato di Filologia ed esegesi
neotestamentaria e Presidente del Corso di Laurea in Materie Letterarie per gli anni 1991-92/1996-97.
Nell'Ateneo barese è stato componente del Consiglio di Amministrazione per il biennio 1992/1994 e del Senato Accademico
Integrato sino all'approvazione del nuovo Statuto (1996).
È componente del Comitato Scientifico della Rivista Vetera Christianorum, organo del Dipartimento di Studi classici
e cristiani dell'Università di Bari, e direttore della collana Quaderni di "Vetera Christianorum"; corrispondente della
Rivista Annali di storia dell'esegesi (Università di Bologna).
Fa parte del gruppo nazionale di ricerca, con finanziamento ministeriale, per gli "Studi sulla letteratura esegetica
cristiana e giudaica antica" e del Comitato promotore degli Incontri degli Studiosi di Antichità cristiana presso
l'Istituto Patristico "Augustinianum" (Roma); per gli a.a. 1981-82/1996-97 è stato coordinatore centrale di progetti
di ricerca cui hanno aderito unità operative delle Università di Bari, Genova, Lecce, Perugia e Roma III (precedentemente,
Roma "La Sapienza").
Componente della Consulta nazionale dei professori universitari di ruolo di Letteratura cristiana antica (CULCA),
della Consulta Universitaria di Studi Latini (CUSL), del Comitato Scientifico del Centro di Studi Micaelici e Garganici
di Monte Sant'Angelo (Foggia), del Comitato Tecnico-Scientifico della Comunità delle Università Mediterranee (CUM),
è socio della Association internationale d'études patristiques (AIEP) e membro del Gruppo italiano di ricerca
su "Origene e la tradizione alessandrina".
Per gli anni 1982-83/1995-96, in qualità di "professore invitato", ha tenuto corsi e seminari di "Il Pensiero
dei Padri" e di "Teologia patristica" presso l'Istituto di Teologia ecumenico-patristica greco-bizantina "San Nicola"
di Bari, Sezione della Facoltà di Teologia della Pontificia Università S. Tommaso d'Aquino di Roma.
A Foggia organizza e cura, d'intesa con il locale Istituto Superiore di Scienze Religiose, gli Incontri e seminari
di Letteratura cristiana antica, incentrati su temi e problematiche della tradizione letteraria del mondo cristiano
antico e giunti nel 2003 al terzo ciclo: il mondo della scuola è referente primario di questa attività tesa a diffondere
gli specifici contenuti dell'ambito disciplinare.
Le sue ricerche privilegiano la patristica latina, studiata secondo due direttrici fondamentali: l'utilizzazione
del patrimonio derivato dalla cultura classica e le sue trasformazioni nel contatto con i nuovi contenuti cristiani;
l'assimilazione della Sacra Scrittura che in misura gradatamente crescente impregna pensiero e lingua degli autori
cristiani antichi.
Specifico rilievo è dato ai problemi delle forme di comunicazione dell'antichità cristiana; al ruolo della formazione
retorica comune all'intera scuola antica, che unifica mezzi espressivi, principi, metodi e procedimenti esegetici
degli autori classico-profani come di quelli cristiani; alle interferenze fra retorica classica e cultura biblica
nei Padri; alle dinamiche intertestuali, che valgono a chiarire le differenti modalità di approcci ed esiti in
relazione ai testi utilizzati; alla terminologia esegetica; all'analisi del linguaggio simbolico, dal quale non
si può prescindere per la determinazione dei punti di contatto e di superamento della tradizione classica.
In questi ambiti si segnalano le indagini su irrisio e allegoria, sulla antifrasi, sulla prosa d'arte agostiniana,
e le ricerche sulle relazioni fra Bibbia e filologia patristica, una connessione spesso sfuggita a editori antichi
come a studiosi moderni. Numerosi studi sono incentrati sulla patristica latina (Ilario di Poitiers, Paolino di
Nola, Ambrogio, Niceta di Remesiana, Agostino, gli scritti pseudociprianei), altri seguono lo sviluppo di temi
biblici ed extrabiblici.
Particolarmente significativa è l'analisi della riflessione di Agostino e di Girolamo sulle caratteristiche
universali del linguaggio umano, che consente di individuare la nascita della teoria di una retorica perenne
che include anche i sacri testi. L'espressione umana, nella sua naturalezza e spontaneità, non obbedisce a rigide
norme predeterminate, ed anzi presiede agli stessi precetti della retorica; e la Scrittura non si esprime in modo
diverso da quello usuale fra gli uomini, perché è proprio agli uomini che si rivolge. Con la tesi del nesso fra
sapientia ed eloquentia Agostino richiama l'attenzione sui tropi, i vari modi locutionis traslati, e fa della
Scrittura il modello di lingua e stile che sostituisce quelli tradizionali nella scuola classico-pagana: con
Girolamo, egli è il punto di partenza di un'ars grammatica cristiana che illustra le diverse locuzioni figurate
con i vari esempi scritturistici e si impone per l'intera epoca medievale.