Tramonto
di Giovanni Molinari
- E’ l’ora del tramonto:
- il cielo si tinge di malinconia,
- rabbrividiscono le vite marine
- e le barche s’accostano agli ormeggi,
- timorose per l’imminente notte.
- S’ingrigiano le onde spumose
- nel cupo moto incessante.
- Qualche tardo gabbiano
- chiude il ritorno dei voli
- agli incavi notturni della scogliera.
- Anche i miei passi fanno ritorno,
- mentr’io, spoglio, rimango
- unito all’umida salsedine,
- ad ammirare i morenti bagliori
- che il sole invia al mare.
L’aura sognante del tramonto, che da sempre ispira poeti e cantori, lancia al lettore in quest’ode messaggi profondi: l’immi-nente calar delle tenebre porta seco ansie e paure ed il paesaggio si colora di forti sensazioni (“il cielo si tinge di malinconia”, “rabbrividiscono le vite marine”, “le barche ….timorose”). In realtà il lettore della nostra rubrica poetica è già avvezzo a queste pennellate…che l’animo, evidentemente molto sensibile, del poeta Molinari riesce, beato lui, a vivere e a trasmettere con sorprendente incisività. Come non fermarsi altresì a godere della freschezza offerta ai nostri occhi e alla nostra immaginazione dalle “onde spumose” che “s’ingrigiano … nel cupo moto incessante”? E se provassimo a trasferire al tramonto della vita il quadro naturalistico così delicatamente tratteggiato….(”anche i miei passi fanno ritorno, mentr’io , SPOGLIO, rimango”)?