I Russi
di Caterina Orioni
- - I Russi di Putin
sull’incrociatore
maestoso
al largo di Santo Stefano
fan bella vista
della loro torpediniera.
- - E’ sera
e io da Caprera
guardo l’orizzonte,
il picchetto armato,
la loro bandiera.
- - L’asse dei Potenti,
il vento degli eventi,
muove concordante
tangibili alleanze.
- - La Russia di Gagarin
dei voli interspaziali,
la Russia di Tolstoj,
la Russia degli eroi,
della perestrojka,
della balalajka,
la Russia degli Zar
è qua.
- - Il mondo ricucito
si è rimpicciolito.
Il mio dito
sul globo illuminato
di colpo si è fermato.
- - Mosca, SanPietroburgo,
Stalingrado, Leningrado,
i romantici scrittori,
i balli, il Bolscjoi,
i mitici canti
di un tempo andato,
sulla Piazza Umberto
è qui radunato.
- - In giro si racconta
"stasera sarà festa"
sul palco illuminato,
atteso, inaspettato.
Il mio occhio sgranato
si è come dilatato:
il Danubio, il Don,
la Nieva, Santo Stefano,
Maddalena ...
- - L’asse dei Potenti,
il vento degli eventi,
un soffio di poesia;
sulla scia l’eco
di tempi andati,
di sogni già sognati,
di balli già ballati.
- - Le luci sono accese,
il palco illuminato,
il picchetto d’onore
allineato.
- - La folla si è riunita,
attende silenziosa,
già rapita.
- - La musica si effonde
e poi, pian piano, sale.
- - E’ un vento boreale
che danzando invade
tegole e tetti,
tavoli e tavolini,
grandi e piccini,
gli abiti e le tasche,
le menti più nascoste.
- - I Russi giocolieri,
acrobati, prestigiatori,
gli strumenti suonati
nei fiati, sulle corde,
le giravolte,
i costumi colorati,
le balalajke ammaestrate,
il tempo cadenzato,
dal maestro accompagnato,
un vivo fuoco
d’artificio esplosivo
e poi un dolce rivo
di musiche cantate,
nelle trojke ammantate
sulle nevi
di distese soleggiate.
- - Il plauso è corale.
- - Non c’è mano
che stia ferma.
- - Tutti cantano
coinvolti
e sui volti
c’è la Storia
che compare.
C’è gran voglia
di sognare,
di inseguire
miti persi.
- -Noi dispersi
non sappiamo dove andare.
- -Noi Italiani,
Russi, Atzechi,
Americani
abbiam sete
di coscienza,
di sentirci uniti,
alteri.
- - Quali siano i sentieri
è difficile da dire.
- - Spesso basta
un canto alto,
forte, vero,
perché il Mondo
poi si fermi,
stia in silenzio,
sia sincero.
Strappo alla regola!... "Una tantum" IL VENTO ospita una poesia non breve e lo fa per il taglio lirico, storico, narrativo, critico e carico di partecipazione umana, con cui l’autrice riesce ad immortalare un evento storico (e popolare insieme) che ha visto coinvolta recentemente la nostra cittadinanza. La lirica è un tutt’uno di storia, letteratura, geografia, etnografia, sociologia, politica: dominante l’anelito alla pace, alla fratellanza, al rispetto degli "altri", alla sincerità dei Potenti.