Invito alla Poesia
Invito alla Poesia
a cura di Gianfranco Impagliazzo
Archivio - Anno 2003 -

1 Ottobre 2003
L'ultimo amico

di Renato Onorato

  • ritornerò…ritornerò…ritornerò…
  •  
  • Quando ritornerò dal lungo esilio
  • lo sguardo attorno, ansioso, alla ricerca
  • di chi avevo lasciato e mai scordato;
  •  
  • quando approderò allo scoglio amico
  • e, con sgomento, troverò mutati
  • i luoghi e le persone un dì vicine:
  • rimodernati i primi, sparite tutte le altre,
  • già da tempo avviate, un po’ alla volta,
  • alla bianca dimora fra i cipressi;
  •  
  • quando,
  • come castelli di carte franeranno
  • tutti i ricordi a lungo custoditi,
  • e sconsolatamente sarò solo,
  • nella mia patria straniero sconosciuto,
  • allora tu verrai a consolarmi,
  • ultimo solo amico a me rimasto.
  •  
  • Come un tempo, scherzoso e impertinente,
  • mi avvolgerai fra le tue forti braccia,
  • mi soffierai all’orecchio: “sono quello
  • che tu conosci e che ti vuole bene.”
  • Scompiglierai i miei radi capelli:
  • “Eran bruni e ricciuti, or sono bianchi!”
  •  
  • Ma non importa. Io riderò contento. Chiuderò gli occhi, poi, e nell’incanto dell’affettuoso tuo fraterno abbraccio, rivivranno i ricordi, le parole, dell’infanzia le gioie e le carezze.
  •  
  • Grazie amico mio. Ora lo sento.
  • Non sono più solo, non mi hai abbandonato.
  • Nella mia terra sono ritornato
  • e il solo che ho trovato sei tu: IL VENTO.

Anelito al ritorno…Il ripetersi ossessivo del vocabolo “quando” in prima battuta di strofa, indica l’illusione di un ritorno ormai reso impossibile dall’età e dalle vicissitudini della vita. Il ritorno, pur desiderato, nasconde il dolore per il mutamento dei “ricordi a lungo custoditi”. Tutto nell’isola sarà cambiato: le case, le persone…. “Straniero sconosciuto”, il poeta riconoscerà l’ultimo solo amico e da esso si farà riconoscere: il vento. La lirica si chiude nell’esaltazione di questo abbraccio “scherzoso e impertinente” con il vento, l’elemento naturale più amato dai maddalenini, che vivono esuli oltre mare.
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15 Ottobre 2003
Afa

di Maria Concetta Greco

  • Nella calura estiva
  • a la controra
  • svaporano i pensieri
  • lentamente
  • fluttuando in dimensioni
  • senza tempo,
  • la mente,
  • in abbandono,
  • su nulla si sofferma
  • e nulla chiede,
  • soltanto le è compagna
  • la cicala
  • col monotono e lento
  • suo frinire.

Nelle prime ore del pomeriggio estivo, quando la canicola costringe l’uomo a restare inoperoso tra le mura domestiche, neanche il riposo del poeta può essere creativo. I suoi pensieri “svaporano e….fluttuano in dimensioni senza tempo”; non gli è concesso spazio né per la riflessione né per il sogno: la mente vaga nella vacuità, sensibile unicamente al monotono frinire della cicala, e il rilassamento dei sensi è vissuto come impedimento e sofferenza. Pregio della lirica risulta la capacità di cogliere con immediatezza e brevità di verso questa sensazione di abbandono al sonno, che ristora il corpo, ma intorpidisce l’animo e la mente del poeta.
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1 Novembre 2003
Il Sogno

di Aurora Impagliazzo

  • Come nel giorno,
  • la notte, vaga il pensiero
  • qual soffio leggero.
  • Giammai si ferma,
  • in sogno si trasforma.
  • Talvolta ricorrente,
  • rivivere fa serene situazioni,
  • dolci sensazioni, emozioni:
  • ivolti, voci, luoghi cari al cuore,
  • di ricordi colmi,
  • profumo di fiore,
  • ombre del passato,
  • poesia d’infanzia lontana.
  • …..armonia, quasi magia!
  • Attonita , melanconica,
  • al risveglio reale tutto pare.
  • D’improvviso il sogno scompare,
  • l’incanto vorrei fermare.
  • Ma altrove il pensiero
  • fugge veloce
  • qual soffio leggero.
  • Vaga lontano,
  • sussurrando piano
  • “ritornerò”.
  • Non spero invano!
  • Posso ad occhi aperti
  • ancora sognare, fantasticare,
  • desiderare che qualche sogno
  • almeno possa realizzare.

La lirica, scritta in rima ora baciata ora alternata, affronta il tema del sogno in chiave razional-emotiva: il sognare notturno non è altro che il “continuum” del ragionare diurno, ma con una “virata” verso il fantastico, il magico, il melanconico, l’emotivo. Il sognare apre ai ricordi del passato ed essi si riordinano in armonica successione, creando situazioni di sereno incanto. ….. Poi, al risveglio, tutto pare fuggire e il ritorno al reale produce una debole sensazione di delusione, subito superata dalla speranza di poter un giorno veder realizzata una qualche notturna emozione.
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15 Novembre 2003
Soli

di Maria Concetta Greco

  • E cammini...
  • e cammini a fatica
  • e cammini nel mondo
  • mentre gli altri ti gettano
  • uno sguardo fugace,
  • tutto tesi ad intendere
  • meno che la tua voce,
  • e le parole volano
  • spegnendosi senz’eco.
  • E prosegue la marcia,
  • la marcia solitaria
  • fra chi ti sfiora ignaro
  • senza guardarti dentro.
  • E si assopisce il cuore
  • nel gran frastuono muto,
  • ma poi sussulta e chiama
  • e quel richiamo è un grido
  • che nel vuoto si perde
  • e nella folla anonima
  • poi si smarrisce e muore.

Tema della lirica: la solitudine e l’indifferenza... Si è soli fuori nell’impossibile dialogo con la folla che fugacemente ti scruta e ti sorpassa, ma si è profondamente soli dentro nel riconoscimento che l’altruismo è solo una chimera, che lo scrutare della gente non è un guardare dentro il prossimo per condividerne gioie ed emozioni. In questo precipitar di folla, talvolta anche un cuore in difficoltà può levare un grido di disperato aiuto, ma invano..., esso non viene raccolto e si perde nel vuoto a causa dell’insensibilità umana. Di rilevante interesse nella lirica la ripetizione nei primi tre versi del vocabolo "cammini", che ben descrive, con monotona cadenza, la fatica di una situazione angosciosa e di un cuore volto al tramonto.
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1 Dicembre 2003
I Russi

di Caterina Orioni

  • - I Russi di Putin sull’incrociatore maestoso al largo di Santo Stefano fan bella vista della loro torpediniera.
  • - E’ sera e io da Caprera guardo l’orizzonte, il picchetto armato, la loro bandiera.
  • - L’asse dei Potenti, il vento degli eventi, muove concordante tangibili alleanze.
  • - La Russia di Gagarin dei voli interspaziali, la Russia di Tolstoj, la Russia degli eroi, della perestrojka, della balalajka, la Russia degli Zar è qua.
  • - Il mondo ricucito si è rimpicciolito. Il mio dito sul globo illuminato di colpo si è fermato.
  • - Mosca, SanPietroburgo, Stalingrado, Leningrado, i romantici scrittori, i balli, il Bolscjoi, i mitici canti di un tempo andato, sulla Piazza Umberto è qui radunato.
  • - In giro si racconta "stasera sarà festa" sul palco illuminato, atteso, inaspettato. Il mio occhio sgranato si è come dilatato: il Danubio, il Don, la Nieva, Santo Stefano, Maddalena ...
  • - L’asse dei Potenti, il vento degli eventi, un soffio di poesia; sulla scia l’eco di tempi andati, di sogni già sognati, di balli già ballati.
  • - Le luci sono accese, il palco illuminato, il picchetto d’onore allineato.
  • - La folla si è riunita, attende silenziosa, già rapita.
  • - La musica si effonde e poi, pian piano, sale.
  • - E’ un vento boreale che danzando invade tegole e tetti, tavoli e tavolini, grandi e piccini, gli abiti e le tasche, le menti più nascoste.
  • - I Russi giocolieri, acrobati, prestigiatori, gli strumenti suonati nei fiati, sulle corde, le giravolte, i costumi colorati, le balalajke ammaestrate, il tempo cadenzato, dal maestro accompagnato, un vivo fuoco d’artificio esplosivo e poi un dolce rivo di musiche cantate, nelle trojke ammantate sulle nevi di distese soleggiate.
  • - Il plauso è corale.
  • - Non c’è mano che stia ferma.
  • - Tutti cantano coinvolti e sui volti c’è la Storia che compare. C’è gran voglia di sognare, di inseguire miti persi.
  • -Noi dispersi non sappiamo dove andare.
  • -Noi Italiani, Russi, Atzechi, Americani abbiam sete di coscienza, di sentirci uniti, alteri.
  • - Quali siano i sentieri è difficile da dire.
  • - Spesso basta un canto alto, forte, vero, perché il Mondo poi si fermi, stia in silenzio, sia sincero.

Strappo alla regola!... "Una tantum" IL VENTO ospita una poesia non breve e lo fa per il taglio lirico, storico, narrativo, critico e carico di partecipazione umana, con cui l’autrice riesce ad immortalare un evento storico (e popolare insieme) che ha visto coinvolta recentemente la nostra cittadinanza. La lirica è un tutt’uno di storia, letteratura, geografia, etnografia, sociologia, politica: dominante l’anelito alla pace, alla fratellanza, al rispetto degli "altri", alla sincerità dei Potenti.
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15 Dicembre 2003
Libertà

di Ylenia Lombardo

  • Libera
  • come un pensiero
  • come un gabbiano
  • in volo
  • sulle ali della malinconia
  • come il raggio
  • d’un sole lontano
  • e mai trovato
  •  
  • Libera
  • come la speranza
  • l’amore
  • il dolore
  • come un sogno
  • un delirio
  • una fantasia
  •  
  • Libera
  • come il mare in tempesta
  • senza argini
  • senza padroni
  • come il passato
  • senza rimpianti
  • senza perché
  •  
  • Libera
  • come lo sguardo di un falco
  • alto e irraggiungibile
  • come il canto di una sirena
  • fragile e indifeso
  •  
  • Libera
  • da queste catene
  • da questa solitudine
  • da quest’angoscia.
  •  
  • Libera di cambiare
  • Libera di Esistere

La lirica, volando sulle ali del sentimento, dell’emozione, del reale e del fantastico, affronta il tema della Libertà attraverso una serie di similitudini appena abbozzate e un periodare snello e veloce, che mette in luce l’ansia della giovane Poetessa di scaricarsi delle catene che l’opprimono: " la solitudine" e " l’angoscia". Scorre incalzante fra le strofe la necessità, tutta giovanile, di spiccare il volo dell’autonomia,...ma nel finale la catarsi: l’acquisizione del diritto di "cambiare" e di "esistere", senza costrizioni e limitazioni. La lirica dà voce all’ io giovanile che anela all’indipendenza e al completamento della personalità.
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