Invito alla Poesia
Invito alla Poesia
a cura di Gianfranco Impagliazzo
Archivio - Anno 2004 -

1 Gennaio 2004
Risveglio

di Gennaro Avellino

  • Se, oltre la cortina,
  • con ancora l’estrema patina
  • di lieti sogni
  • sugli occhi
  • e sull’anima,
  • frughi la nuova luce
  • che nulla di nuovo
  • ti dà,
  • ricorda allora
  • che il germe dei sogni
  • bisogna salvarlo
  • per innestarlo
  • in ogni cosa
  • avvilita,
  • sì che vago verde
  • appaia vero verde,
  • e venefico fumo
  • arcano incenso
  • che alto si perde.

Il risveglio da un piacevole sogno mattutino può diventare trauma se confrontato alla monotonia del vivere quotidiano: pur “frugando” nel reale, il poeta non riesce a scorgere novità nel rinnovarsi ciclico delle giornate umane. Esiste comunque un’ancora di salvezza, quel “germe dei sogni” infantili ( di pascoliana memoria ), che ci permette di superare l’avvilimento, facendoci gioco del reale e dando il giusto colore, calore e senso della vita a tutto ciò che ci circonda. Il “vero verde” e “l’arcano incenso”, riconquistati attraverso l’innesto del “germe dei sogni”, sono i simboli di questo superamento del male di vivere. La lirica è ben strutturata in ipotesi iniziale e tesi gnomica, cui fa seguito la conseguenza positiva dell’invito alla riflessione.
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1 Febbraio 2004
Saddam

di Caterina Orioni

  • Il gatto sul letto
  • la lampada sulla cassapanca
  • nel video Saddam
  •  
  • Il dittatore inerme
  • barbuto segnato
  • un bimbo è diventato
  •  
  • Si fa guardare
  • in bocca
  • nei capelli
  •  
  • Arreso intimidito
  • col dito
  • segna i punti
  • del suo capo
  •  
  • Si è spogliato
  • di orgoglio e tracotanza
  • e nella stanza
  • dei sommi del potere
  • fa vedere
  • che in fondo
  • non c’è nulla
  • di sì terribilmente
  • Bieco
  •  
  • Un cieco fato
  • l’ha vestito
  • di paura
  • lui terrore
  • delle genti
  •  
  • Ma i potenti
  • quelli seri
  • ora battono
  • i sentieri
  • del giudizio
  • sommo vero
  •  
  • Con le armi
  • addormentato
  • nel cunicolo
  • di un orto
  • l’han trovato
  •  
  • Un bambino
  • appena nato
  • fa paura
  • se armato
  •  
  • Ma i potenti
  • quelli seri
  • già conoscono
  • i sentieri
  • di infallibili
  • Giudizi
  •  
  • E tu dici
  • “Sarà questo
  • il verso giusto
  • della Storia
  • del Duemila
  • o ci sono
  • altre strade
  • più scorrevoli
  • più piane
  • che non sia
  • il grilletto armato
  • il potere autorizzato
  • il macello delle genti
  • a spogliare
  • un duce altero
  • fantomatico
  • insincero?”
  •  
  • Forse un fatto di cultura
  • forse un gesto di misura
  • può portare ad una svolta
  • che non sia la strada storta
  • dei potenti del pensiero
  • per piegare
  • l’Uomo Vero.
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Un flash d’agenzia, trasmesso dalla TV, rompe l’incantesimo di una stanza addormentata. La notizia è scioccante: Saddam è stato catturato! C’è materia, per chi ha l’animo sensibile, per sondare la nuova situazione umana, prima che storica: lui, l’ultimo dittatore, “terrore delle genti” “un bimbo è diventato”, “un cieco fato l’ha vestito di paura”, “si è spogliato di orgoglio e tracotanza”. Di rimando, i potenti “quelli seri” non si lasciano vincere dall’emozione del momento; sanno già di dover sottoporre il dittatore al giudizio internazionale. Ma un dubbio assale nel finale la poetessa: la dittatura di Saddam poteva essere abbattuta diversamente che col “grilletto armato” e col “macello delle genti”? non era sufficiente”un fatto di cultura” “un gesto di misura”, … il dialogo e non le armi?
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15 Febbraio 2004
Ad una lucertola

di Gennaro Avellino

  • Quel che d’innocente
  • ha il rettile
  • è tutto in te.
  •  
  • Ami solamente
  • il sole
  • ma non ne hai che gocce
  • inquiete,
  • sempre zigzagando
  • in fuga,
  • o per foglia
  • che cade,
  • o per gentile curiosità
  • che fra l’erbe fruga,
  • o perché non aereo
  • senti lo zufolar
  • che vuole incantarti.
  •  

Fresco quadretto bucolico: sole, lucertola, erba, foglie, "zufolar". Se c’è un rettile che ha in sé la grazia e la purezza di un infante, quello è per Gennaro Avellino la lucertola, “animaletto” che si lascia allettare dal calore del sole, ma che, innocente qual è, è costretto continuamente ad abbandonare la sua dolce, tiepida quiete, messo in fuga dai rumori e movimenti più inoffensivi: una foglia che cade o l’ondeggiare delle erbe mosse dalla curiosità di chissà quale altro essere vivente. Nel finale viene descritta l’insidia più pericolosa per la lucertola: è quel suono ingannevole dell’uomo (rimembranza delle nostre cacce infantili ai rettili con gli steli d’erba) intento ad incantar "l’animaletto" per catturarlo.
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1 Marzo 2004
L'angelo dei ricordi

di Ylenia Lombardo

  • Un viso sorridente
  • in cui il tempo
  • delimita delicatamente le sue trame,
  • un viso segnato
  • dall’amore immenso
  • che rende la mia anima più pura,
  • il viso di una donna
  • nella serenità di una casa.
  • Le tue parole
  • avvolgono i miei pensieri,
  • la gioia di un’emozione sincera
  • si specchia
  • nel sorriso rassicurante e limpido.
  • Una goccia di rugiada
  • s’un petalo di rosa.
  • Dolce angelo dei miei ricordi,
  • mai il mio sguardo
  • scorderà un tuo sorriso,
  • mai, le mie membra,
  • potranno dimenticare
  • il tuo calore.
  • Cara nonna, abbraccia al tuo cuore
  • questo mio dono per te…
  • “Grazie”
  •  

La lirica, delicata nei toni e nel contenuto, offerta nel finale in dono alla nonna, dà vita ad un effluvio di affettuose attenzioni, che evidentemente ricambiano “l’amore immenso” ricevuto dall’autrice della poesia durante la sua età evolutiva. Il viso dell’angelica figura, improntato al sorriso e alla serenità, e il suo parlare avvolgente e rassicurante offrono all’animo giovanile sensazioni di sicurezza, gioia e purezza. Riecheggia inoltre nei ricordi il calore effuso dall’abbraccio della persona amata, a testimonianza che anche il contatto fisico tra nonna e nipote colpisce fortemente la sfera emotiva, tanto da non poter essere cancellato neppure dal procedere della vita.
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