U Sciurinu
U Sciurinu
BOLLETTINO DELLA PARROCCHIA AGONIA DI GESU' NEL GETZEMANI
a cura della Commissione Parrocchiale Famiglia


Anno II n° 16 1 Marzo 2004
Marcia della Pace a Valledoria
Domenica 8 febbraio a Valledoria si sono sentiti i “tam tam”, che le voci allegre dei ragazzi e ragazze dell’Oratorio S. Domenico Savio della Parrocchia di Moneta, hanno portato alla marcia della Pace. Un serpentone colorato ed infreddolito, guidato dal Vescovo, che si è snodato per le vie del paese fino alla Chiesa di Cristo Re, una bellissima e grandissima struttura che ha accolto tutti nel suo abbraccio spirituale e cordiale. I ragazzi e le ragazze dell’oratorio monetino, guidati dai catechisti e dagli animatori, non si sono certo risparmiato le corde vocali, cantando e urlando la parola più bella del mondo, “Pace”. Le prove generali le avevano fatte il 1 febbraio a La Maddalena, dove la marcia della pace organizzata anche quest’anno dai catechisti e gli animatori della parrocchia dell’Agonia di N.S.G.C., è ormai un appuntamento importante e significativo che ha lo scopo di coinvolgere tutte le parrocchie maddalenine per vivere insieme un messaggio di collaborazione ed amicizia, non a caso lo slogan scelto è stato “ tam tam messaggeri di pace e di vita”. Durante la funzione religiosa all’interno della chiesa di Valledoria, le letture, le riflessioni ed i lavori portati dai ragazzi ed offerti sull’altare, hanno sottolineato un momento di gioiosa fraternità. Tra canti e gesti comuni, tutti si sono sentiti, almeno in quel momento, non più provenienti da parrocchie diverse, ma figli di un’unica grande parrocchia nel nome di Gesù, l’unico, vero messaggero di pace sulla terra.
Lella Rubbiani
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Corsi di Formazione

Padre Paolo Atzei ha incaricato il diacono don Giuseppe Ovse Achkarian di dare una formazione catechetica ai catechisti della nostra parrocchia. Il corso, che è gia iniziato, si svolge ogni quindici giorni, il martedì alle ore 18.15. Quest’anno studiano il mistero dell’Eucarestia antica, inclusi i documenti del Concilio Vaticano II, che parlano della cena del Signore e spiegano la sua centralità nella comunità Ecclesiastica. E’ stato anche riordinato il Centro di Ascolto della Parola nella chiesa dell’Agonia per capire il significato delle Sacre Scritture secondo gli insegnamenti dei Padri della Chiesa e dei teologi illustri. Le riflessioni di Mons. Walter Camper sono presi in grande considerazione.
M.V.
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Gesù educava i suoi discepoli non soltanto con la parola, ma anche con il suo silenzio. Talvolta li ammaestrava a viva voce, mentre in altre occasioni parlava loro con l’esempio delle sue opere. Nei discepoli egli ammaestrava tutti gli uomini. Ascoltiamo dunque con estrema attenzione le sue parole. Allora furono pronunciate per i presenti, ma è chiaro che sono state scritte per tutti coloro che sarebbero venuti in seguito. Pertanto Gesù, nel suo discorso, si rivolge ai discepoli, ma non restringe alle loro persone quello che dice. Parlando in termini generali e in modo indeterminato, dichiara tutti “beati”. (San Giovanni Crisostomo. A cura di Luigi Gambero)
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Giocando s'impara!!!
Il seminario di Tempio ha ospitato dal 31 gennaio al 1 febbraio un corso di formazione destinato a giovani e adulti aspiranti animatori, animatori e catechisti.I partecipanti provenivano da tutta la diocesi. Numerosi i giovani . Purtroppo da La Maddalena come giovani eravamo pochini: la sottoscritta e Viviana Di Fraia. Il corso era diviso in tre gruppi, perché le aree di formazione erano :animazione oratoriale, animazione liturgica e catechesi. Viviana ha frequentato il primo, io il secondo.Tutto è stato interessante, ma prima di riferire sulle cose dette , desidero parlare dell'aspetto che più mi ha colpito: lo spirito d'accoglienza. Mi sono sentita a casa, non ho mai provato disagio.Era impossibile non sentirsi coinvolti perché erano proprio gli altri ragazzi, miei coetanei o poco più grandi di me, a coinvolgerti nei discorsi, nei lavori di gruppo e in tante altre occasioni.Sembrava che ci conoscessimo da sempre! Veniamo al corso . Il gruppo di animazione liturgica era guidato da un sacerdote di Vicenza, Don Pierangelo Ruaru.Ha studiato al conservatorio e con lui abbiamo parlato in particolare del canto, delle varie forme della musica , considerata un linguaggio molto usato per comunicare. La musica - ha detto don Pierangelo- riesce ad esprimere quello che le parole non riescono a dire, così pure il silenzio. C'è una frase di Pascal che dice: "In amore come nella fede i silenzi sono più eloquenti delle parole. Quando due innamorati hanno esaurito tutto l'arsenale delle loro parole, si guardano negli occhi: è quella la comunicazione più suprema". Anche la musica è un linguaggio forte. Le note di una canzone possono farci capire lo stato d'animo di una persona. Il ritmo ci cattura, ci coinvolge, mette in sintonia tutte le parti del corpo e le parole che magari un attimo prima non avevano alcun peso e rimanevano sospese in aria, accompagnate dalla musica assumono un significato e riescono ad arrivare dritte nella mente e nel cuore di tutti. La musica ha il potere di farci sentire leggeri, lontano da tutto e vicini a tutti. I canti liturgici hanno la stessa importanza e ci invitano a cantare con gioia, a comunicare appunto con gioia la nostra fede. I rintocchi delle campane che suonano a festa, ci chiamano a partecipare alla mensa del Signore con animi sereni, con gli occhi luccicanti di gioia, con mani pronte a battere il tempo …Ma quante volte andiamo alla messa e non ne abbiamo voglia di sentire la predica perché troppo lunga, non vogliamo cantare perché le canzoni sono troppo noiose…E invece perché non proviamo a guardarci intorno e poi a scrutare i nostri cuori?!?! Forse siamo noi assemblea che ci trasmettiamo a vicenda queste "depressioni". Sinora non ci siamo mai messi in discussione. E se fosse proprio così? Ormai tutto è diventato una consuetudine e se questa consuetudine riuscissimo a trasformarla in una vera e propria festa di ristoro degli animi? Sarebbe fantastico!!!
Maria Chiara Canu
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