L’agonia di Gesù
Con il mercoledì delle Ceneri, che quest’anno cadeva il 25 febbraio, ha avuto inizio la Quaresima, tempo forte di preparazione all’evento straordinario della Risurrezione. In quel giorno hanno inizio le cosiddette “Stazioni Quaresimali”, istituite nel IV° secolo da Papa Sant’Ilario e codificate definitivamente da San Gregorio Magno. Il nome deriva dallo “stazionare” cioè essere presenti, partecipare attivamente a particolari cerimonie. E’ già da sette anni che nella nostra isola hanno luogo le Stazioni Quaresimali, partecipando alla S. Messa tutti insieme nelle varie chiese cittadine. La messa è preceduta da una processione penitenziale dietro la Croce per indicare il cammino stesso dell’umanità che è chiamata a prendere la propria croce e seguire Cristo. Come ogni anno l’ultima Stazione ha luogo nella chiesa dell’Agonia di N.S.G.C. essendo la festa titolare della parrocchia. E’ per questo che i riti della Settimana Santa, vengono preparati con molta cura: il lunedì c’è l’innalzamento della Croce, il martedì vengono presentati i segni della passione, il mercoledì la S. Messa dell’ultima Stazione animata dal coro parrocchiale, il giovedì Santo, oltre la lavanda dei piedi, parteciperemo all’Aggadà, convito fraterno per esprimere e favorire la solidarietà e la carità reciproche e per rivivere il momento solenne dell’Ultima cena: seguirà un’ora di veglia di preghiera davanti all’altare della Reposizione. Il venerdì Santo oltre la via Crucis pomeridiana per le vie della frazione, c’è quella cittadina notturna che ogni anno vede una partecipazione straordinaria della popolazione, partendo proprio dalla Chiesa dell’Agonia. Il Sabato Santo ci sarà la Veglia Pasquale e la messa solenne di mezzanotte mentre il giorno di Pasqua rinnoveremo l’incontro del Cristo Risorto con S. Maria Maddalena, che è diventato ormai una tradizione. Il mistero Pasquale è il centro della fede cristiana: la crocifissione, la morte e la resurrezione del Signore; ecco perché è così importante la dedicazione di questa parrocchia. Pensiamo all’intensità della preghiera che, in solitudine, sotto gli ulivi del Getsemani, Gesù rivolse al Padre tremando in ogni vena e trasudando addirittura sangue e pensiamo che Gesù continua ancora oggi a sudare sangue e pregare ancora il Padre di perdonare gli uomini che continuano a crocifiggerlo mettendo in atto le stragi più terribili. Ma le ultime parole di Gesù sulla croce sono di fiducia: Padre, nelle tue mani consegno il mio Spirito. Nella Risurrezione poi il dolore è trasfigurato e dalla morte nasce la vita.
Maria Vitiello
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L’angolo dialettale
Veli Bianchi
  • Passendi pè u rettiliniu dill’ospidali militari
  • nun poi fa a menu di guardà u mari,
  • quanti veli bianchi ghi sò stamani.
  • Girani, vortani, liberi cumi gabbiani
  • e spiccani tra u cielu e u mari
  • tutt’è dui cilesti mi pari.
  • Un cilesti chi nun’è di quista terra
  • perché si po’ truà solu nei sogni di una ziteddha.
  • Ma guardendi c’u l’occhi stritti pè u soli splindenti
  • agghju vistu all’impruvvisu quarche cosa che finu
  • a quiddhu mumentu aviu cancillatu c’u l’occhi d’u cori.
  • E’ neru cumi a peci in d’u mari cilesti
  • e i veli bianchi ghj passini affiancu
  • cumi ziteddhi curiosi di vidè cumi è fattu.
  • E’ u sommergibili nucleari americanu
  • chi c’ò i veli bianchi pocu g’hà a chi fà,
  • ma guardendili cusì vicini
  • una cosa solu possini significà: i sogni e a realtà
  • e tutt’è dui ci servini pè cuntinuà a campà.
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  • In Aprili c’u tipori, u mari carmu e i primi fiori,
  • c’ammintemmu du sacrifiziu du Signori.
Lella Rubbiani
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Almanacco Religioso
a cura di Simonetta Colonna
  • Risurrezione: la parola "risurrezione" per esprimere la realtà alla quale allude, rimanda all'immagine dell'uomo dormiente che si risveglia. La Risurrezione è un mistero , non nasce dalla ragione umana, anzi si scontra con essa. Cercare di immaginare la vita dell'uomo risorto, porta a rappresentazioni anche un po’ ridicole. La Risurrezione non è un ritorno alla vita di prima ( vedi Lazzaro), ma un passaggio, una trasformazione. E' entrare in un nuovo mondo sconosciuto, soltanto creduto e sperato, che è il mondo di Dio. ( dal Catechismo dei giovani non di solo pane).
  • Sadducei: erano ebrei conservatori e ricchi, legati al potere romano. Diversamente dagli altri ebrei negavano la Risurrezione dai morti.
  • Fuoco: il fuoco è il simbolo della presenza divina e in particolare dello Spirito Santo. Nelle nostre celebrazioni è presente nelle lampade e nei ceri accesi durante la celebrazione o davanti al tabernacolo; nella notte di Pasqua, nella solenne Veglia. Nel rito della Dedicazione della Chiesa, quando si accende il fuoco su un bracere posto sull'altare e vi si brucia l'incenso.
  • Genuflessione: esprime rispetto e sottolinea soprattutto il sentimento di umiltà e di adorazione. Dai secoli XII e XIII in poi è diventato il simbolo più popolare della nostra adorazione al Signore presente nell' Eucaristia. Nel XIV secolo fu raccomandate e più tardi imposte al sacerdote.
  • Docetismo: è il nome dell'eresia cristologica secondo la quale Cristo avrebbe avuto solo un corpo apparente o celeste, impassibile; così che apparente sarebbero state la sua passione e morte.
  • Apocrifo: libro che , pur richiamandosi a fonti apostoliche, non è stato ritenuto dalla Chiesa come ispirato o autentico.
  • Osanna: dall'ebraico Hoshiyah'nna= salva io ti prego. Questa formula è riferita al Cristo, come acclamazione che richiama quella del suo ingresso a Gerusalemme.
  • Stazione: termine usato nel secolo II dai cristiani per indicare un digiuno pubblico, al mercoledì e venerdì; indica anche una riunione della comunità.
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  • AVIS
  • Sezione Comunale di
  • La Maddalena
  • Donare il sangue è un dovere
  • morale