1 Maggio 2004
L'Aggadah e la Pasqua del Signore
- La festa degli azzimi ci introduce nella celebrazione Eucaristica. È la celebrazione della Pasqua che ogni famiglia ebrea festeggia con un banchetto pasquale, tutto trasformato dal nostro Signore e rivisitato dai primi cristiani, i padri della chiesa e i liturgisti cristiani per diventare la celebrazione Eucaristica per eccellenza. Durante la festa della Pasqua o il banchetto degli azzimi, Gesù istituisce la sua cena. Si passa gradatamente dalla Pasqua ebraica all’Eucarestia, che ne realizza la promessa. La morte e risurrezione del Signore è il compimento della salvezza prefigurata nell’esodo. Si suppone (come ovvio), che il cristiano conosca la Pasqua ebraica. Diversamente non è cosciente del grande dono di Dio. La cena dell’Haggadah chiamata anche Seder ha 14 “Stazioni”:
- La consacrazione della prima coppa del vino, simbolo della liberazione della persona.
- Il Lavacro (Uremas), che induce il celebrante a festeggiare il Signore con purezza.
- Le erbe amare, che indicano la sofferenza di Israele nella terra d’Egitto, a causa del peccato.
- Lo Yahas, o dividere, che nasconde un significato teologico molto profondo. Infatti in questa “stazione” (A FIQOMAN) si divide in due la seconda azzima e, una, metà si pone sotto la tovaglia (si mangia dopo la cena) e serviva come evidente simbolo della venuta del messia, la salvezza del popolo di Dio e la liberazione futura.
- Nella quinta “stazione” comincia la narrazione della salvezza del popolo d’Israele dall’Egitto che è la prefigurazione della salvezza del genere umano in Cristo.
- Nella sesta “stazione” vi è il lavacro. In questo momento il presidente lava le mani dei commensali invece, Gesù, lavò i piedi dei suoi discepoli mostrando la sua umiltà e amore immenso verso i suoi credenti e seguaci.
- Nella settima “stazione” vi è la benedizione dell’azzima (MOSI MASSAH). E’ molto probabile che in quel momento Gesù diede il suo corpo come pane disceso sal cielo per la remissione dei nostri peccati, pronunciando il noto “Prendente e mangiatene tutti …..”.
- Nelle stazioni 8 e 9 vi sono le preghiere e l’atto di avvolgere nell’azzima, le erbe amare in memoria del tempio che è l’immagine del tempio-corpo del nostro Signore che si lascia avvolgere dalle amarezze nostre per salvarci.
- La decima “stazione” è il momento della cena (SULHAN OREK). Si mangia l’agnello arrosto senza spezzare le ossa. Come antipasto si mangiano uova bollite e il Karoset (miscuglio di vino, miele, cannella, mela e noce) che ricorda la fabbricazione dei mattoni in Egitto dalla parte degli Israeliti.
- SAFUN o l’azzima nascosta, mangiata in memoria dell’Agnello Pasquale, prefigurazione del sacrificio e consumazione del corpo del nostro Signore Gesù Cristo, che dà perdono dei peccati nella liturgia Eucaristica.
- Alla dodicesima “stazione” si canta la benedizione.
- Alla tredicesima “stazione” l’HALLEL o alleluia per benedire ancora il Signore
- Alla quattordicesima “Stazione” vi è la preghiera della redenzione con la quale i celebranti sono invitati ad essere consapevoli che saranno redenti e purificati con la Grazia del Signore.
don Giuseppe Ovse Achkarian

