U Sciurinu
U Sciurinu
BOLLETTINO DELLA PARROCCHIA AGONIA DI GESU' NEL GETZEMANI
a cura della Commissione Parrocchiale Famiglia


Anno II n° 21 1 Agosto 2004
Stagnali presente!
La chiesetta dedicata alla Madonna della Pace, nel Borgo di Stagnali. L’11 luglio ha festeggiato il suo sesto anno dall’inaugurazione, che era seguito alla ristrutturazione dal sapore religioso, storico e sociale. La piccola cappella è infatti parte integrante delle radici storiche e culturali maddalenine, oggi meta religiosa irrinunciabile per gli isolani ed i turisti. La festa è partita con la processione fino al porticciolo dove è avvenuta la benedizione delle barche e del mare. E’ seguita la Santa Messa celebrata da Don Domenico assistito da Don Giuseppe, Don Jarek e Fra Antoine ed animata dagli stessi organizzatori e dal coro della chiesa dell’Agonia, guidati dalla bravura e dall’entusiasmo (che supera tutto) di Simona e Maria Chiara. L’omelia di don Domenico non poteva non toccare le corde della pace, della solidarietà e della collaborazione reciproca con parole che sono arrivate diritte nelle coscienze di tutti. La gente era tantissima e molti turisti, di cui una buona parte vengono puntualmente ogni anno proprio per questa ricorrenza, questo non può che far piacere agli organizzatori stanziali, quelli che sono in questo progetto da quando è nato (comitato iniziale) e che vanno avanti tra mille difficoltà e con un’unica meta, sono tre parole ma un unico concetto: Chiesa, Oratorio, Stagnali, aiutati solo dalla provvidenza sottoforma di amici disposti sempre a dare una mano. Naturalmente la serata è proseguita con la festa mondana ed una cena ricca ed abbondante che prevedeva pasta alla pescatora, fagioli e tonno, cinghiale in umido con patate ed olive, grigliata di salsiccia e dolci fatti in casa (i più attesi). Il tutto con un sottofondo di buona musica di Lorenzuo Uccioni e la partecipazione di Valerio Scanu e Maria Chiara Canu. Non solo, gli organizzatori nonostante la stanchezza di giorni di lavoro (per preparare tutto) hanno trovato la forza di animare la nottata con balli alla buona e tante risate coinvolgenti. Concludo con una preghiera. Oh! Madonna della Pace custodisci questa Chiesa, aiutaci a ritrovare in fondo ai nostri cuori la pace che tuo figlio ci ha lasciato, per riscoprici fratelli nella fede, nell’amore e nell’amicizia, dai nuova linfa a questa comunità perché ogni anno possa rinnovare questo appuntamento di fede e socializzazione Amen.
Lella Rubbiani
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Tra fallimento e disperazione
"Io ho sempre sentito la mancanza di fede e la sento come una profonda ingiustizia che toglie alla mia vita, ora che sono al rendiconto finale, ogni senso. Se è per chiudere gli occhi senza avere saputo di dove vengo, dove vado e cosa sono venuto a fare qui, tanto valeva non aprirli. La mia è soltanto una dichiarazione di fallimento….Io non mi considero affatto ateo e non capisco come si possa esserlo. La nostra vita, il Mondo, il Creato, l'Esistente devono pure avere un perché che la mia mente e la ragione non riescono a spiegarmi. Ed è là dove la mente e la ragione finiscono, e finiscono purtroppo presto, che per me comincia il grande Mistero di Dio… So che morrò senza avere trovato risposta alle tre più importanti domande della nostra vita :di dove vengo, dove vado e che cosa sono venuto a fare: il che mi da quando ci penso, e ci penso sempre più spesso, un senso di disperazione. Ma non posso giocare a rimpiattino con me stesso, tanto meno con Dio, fingendo una fede che non ho."
(Tratto da un articolo di Indro Montanelli, Corriere della Sera, 28 febbraio1996)
a cura di Agostino Canu.
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Timori confermati!
Puntualmente i nostri timori invernali sulla stagione estiva si stanno confermando (U Sciurinu n°15 del 1.2.04 “Siamo contaminati?”). Dopo tutto il can can che una parte politica e qualche quotidiano amico hanno scatenato sul “famoso” incidente al sommergibile americano ed all’ancora più famoso “botto” a Santo Stefano, la presenza turistica a La Maddalena è calata di circa il 30% (qualcuno parla anche del 40). Non ci voleva molta fantasia per capire che sarebbe successo questo, nonostante ciò si continua su questa linea ed un quotidiano sardo ha di recente riempito pagine intere sull’incidente dell’ ottobre scorso senza che ci fosse nulla di nuovo, seguito a ruota da un quotidiano nazionale che ha rimarcato i pericoli che si corrono da queste parti. I risultati delle analisi ufficiali ed istituzionali che smentivano sonoramente tutte le illazioni sbandierate, sono stati pubblicati in modo molto soft, mentre si continua a dare grande risalto a personaggi galluresi che messo da parte il torio 234 sponsorizzano senza basi scientifiche legittime il plutonio. Questo non impedisce agli stessi di venire a La Maddalena fare i bagni e mangiare i nostri pesci, alla faccia della radioattività. Tutti gli analisti che affrontano la questione turistica, non accennano a questo problema (da S.Teodoro in giu è pieno e ad Alghero sono stracolmi) e se lo fanno, lo fanno con molta cautela. A questo aggiungiamo le norme di salvaguardia emanate dall’Ente Parco, penalizzanti per i turisti e per i locali (dipartisti e no). Proibizioni e divieti, che ogni anno fanno un passo avanti sotto gli occhi dei maddalenini, come in quel gioco che si faceva da bambini (uno, due, tre stella) che lenti e flemmatici quando si muovono è già tutto fatto. Nessuna considerazione per quello che si è salvaguardato per decenni e a poco serve invocare i famosi “usi civici”. Naturalmente il vero problema non viene toccato, pensate che prima dentro l’estuario non si potevano scendere le reti, si doveva andare fuori (e lo facevano a remi) ora le calano tranquillamente dentro, prima le reti si calavano solo la notte, adesso stanno a mare notte e giorno. Con le reti si prende tutto e cosa vietano? I palamiti (anche ai residenti) con i quali si pesca pesce di una certa taglia e si da lavoro acquistando l’attrezzatura specifica. Ma l’importante è imporre delle regole, farlo a poco a poco per farle digerire, non importa se sono più o meno efficienti, l’importante è che qualcosa sia scritto sulla carta. La cosa che è difficile da mandare giù è che chi viene da fuori (magari aiutato o consigliato da qualche cetriolo locale) ad imporre queste regole, noi lo paghiamo profumatamente!
Orlando Barsi
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