Anno II U SCIURINU - n° 21 1 Agosto 2004

Il Perdono
a cura di S. Colonna
  • Pubblichiamo l'ultima parte del fascicoletto Il perdono, curato dall'associazione "Comunità Shalom" di Riva del Garda.
  • "Signore voglio perdonare i miei fratelli e le mie sorelle per quando hanno voluto accaparrarsi l'amore dei miei genitori, per le volte che mi hanno reso la vita difficile, per le ingiustizie nella divisione dell'eredità e per tutti i rancori che ne sono seguiti. Signore , ti prego aiutali con il tuo amore.
  • Perdono di cuore mio marito/mia moglie per ogni mancanza di amore, di attenzione, di rispetto, di appoggio, di comunicazione. Perdono i suoi sbagli, le sue debolezze, i suoi tradimenti, le sue parole che mi hanno umiliato, ferito e offeso. Perdono le sue strumentalizzazioni o il suo negarsi a livello sessuale. Lo/ la perdono di cuore e lo/la riscelgo per me. Ti prego, Signore, riempilo/la del tuo amore.
  • Perdono i miei figli per ogni loro mancanza di affetto, di rispetto, di riconoscenza, di aiuto nei miei confronti. Per le discussioni, le liti, le bestemmie, le scelte sbagliate. Li perdono di tutto e ti chiedo di riempirli del tuo amore.
  • Perdono i miei suoceri, i generi, i cognati, i nonni e i parenti tutti per quando sono stati invadenti, criticoni, perché hanno causato divisioni e per tutto quello che mi hanno fatto soffrire.
  • Signore, voglio perdonare tutti i miei insegnanti, perché non mi hanno valorizzato e capito, perché mi hanno umiliato, deriso e trattato ingiustamente. Nel tuo nome li perdono.
  • Perdono i preti e le suore per quando mi hanno dato scandalo, allontanandomi dalla fede, per le loro meschinità e ipocrisie.
  • Perdono i medici, i giudici, gli avvocati, i poliziotti e le persone che hanno autorità e che hanno commesso abusi nei miei confronti e non hanno corrisposto alla mia fiducia. Benedicili Signore.
  • Voglio perdonare il mio datore di lavoro, il mio superiore, i colleghi per ogni mancanza di fiducia e di rispetto nei miei confronti, perché vogliono continuamente scavalcarmi, perché mi rendono difficile la vita.
  • Signore Gesù, ti presento infine la persona che più mi ha ferito e offeso nella vita (nome……). Tu sai che non ci riesco, ma con il tuo aiuto la vorrei perdonare di cuore, aiutami. Ti prego di benedirla.
  • Signore, voglio perdonare anche te, per le disgrazie che mi sono successe. Ho pensato che tu le inviavi a me e ai miei familiari e ho conservato risentimenti contro di te. Però adesso "ti perdono" e ti voglio chiamare con il tuo nome: Abbà, padre, papà.
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L’angolo dialettale
  • L’urtima notti
  • Ghè solu un mumentu d’à jurnata dovi
  • riesci a sintì parlà a tò anima.
  • Quandu cala a notti
  • e tuttu si dà finarmenti una carmata.
  • All’impruvvisu ti senti chiammà …
  • e gai pocu di sintitti tutta rimiscià
  • E a monda pocu ti servi mugugnà.
  • Un’artra jurnata è passata
  • e po’ essi una ghiarina nera o una ghiarina bianca
  • dà cullana d’à tò vita,
  • chi dovarai avè pronta
  • quandu l’urtima notti
  • cumi un mandillu t’affascerà.
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Lella Rubbiani
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  • Aostu
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  • Cun Aostu u cardu,
  • a jenti e l’acqua chi nun ghè,
  • duemu lavacci commu ci veni a bè.
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Le statue della chiesa dell’Agonia
Tra gli oggetti degli antichi arredi della parrocchia ai quali nessuno prestava la sua attenzione perché ricoperti di polvere e un pò malridotti, è stato trovato anche un prezioso reliquario che, posto su di una mensola in alto alla grande statua di San Pio, che nel 1999 era stata donata alla parrocchia dalla famiglia Seteria, è stato restaurato e indorato da Gaetano Ferrando. In esso sono contenute le reliquie di San Pio, San Nicola da Gestori e di una Santa Vincenziana donate da Padre Roberto e Padre Jean Laurant, entrambi cappuccini del convento di S. Ignazio da Laconi. Molte altre statue di Santi richiamano l’attenzione dei fedeli della nostra parrocchia, per stimolarci ad amarli e imitarli, come la statua di S. Paolo di Monti che ci è stata donata dal Rettore del seminario di Tempio Don Gianfranco Saba. Le statue di Sant’Antonio e quella di papa Giovanni XXIII erano state offerte da Luciano Pirredda e le mensole su cui poggiano sono opera di Emilio Lenzi, mentre tutte le altre sono state regalate da Gaetano Ferrando. I dodici apostoli seduti intorno al tavolo affiancando Gesù nell’ultima cena, ci sono stati donati da alcuni Padri Predicatori Francescani. Danila Pilìa invece ha voluto offrire le statue di San Francesco e Santa Rita, mentre S. Ignazio da Laconi, che è fatto di legno intagliato a mano, è presente nella nostra chiesa per merito di Beatrice Cutroneo. Posta in alto al Battistero fa bella mostra di sé la teca del Sacro crisma lavorata a mano da Renato Allegri mentre i suoi ornamenti sono opera di Giampiero Michelini. Giulio Palomba ha provveduto a sostituire la croce a cui era appeso il Cristo sull’altare, con una nuova più somigliante alla Santa Croce ed è stata collocata all’entrata della Chiesa sulla destra, mentre sulla sinistra posta in un’urna di vetro c’è la statua di Maria Bambina, che l’8 settembre viene portata in processione ed era stata regalata alla Parrocchia dalla famiglia Carcassi. Abbiamo anche ricevuto da un sacerdote un altro reliquario contenente sassi del Getsemani e del Golgota e per questa parrocchia è un dono prezioso, come il lavoro effettuato con tanto impegno dalla signora Carmen Atzori, secondo il desiderio di Don Domenico Degortes ricamando con fili d’oro la seta bianca che riveste le pareti interne del Tabernacolo, affinché esso sia degna dimora del Preziosissimo Corpo di Gesù, il quale deve essere sopra ogni cosa lodato e venerato.
Maria Vitiello
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