Buon Compleanno "Sciurinu"
E sono due! Il bollettino della Parrocchia dell’Agonia, curato dalla Commissione Famiglia, ha compiuto due anni. Allegato al periodico “Il Vento”, esce una volta al mese, ideato per stabilire un contatto con le famiglie della nostra Parrocchia per dare notizie e riflessioni sulla vita parrocchiale, sociale e culturale del nostro quartiere … anzi “Frazione”. Noi siamo soddisfatti del lavoro svolto, speriamo di essere riusciti a centrare gli obiettivi e di aver soddisfatto le aspettative dei lettori. Approfitto dell’occasione per invitare quanti volessero scrivere in proprio o suggerire argomenti a farsi avanti e visto che ci sono insisto, “U Sciurinu” ha un costo che è di circa 30 euro al mese, per chi ha la disponibilità e vuole aiutarci le offerte sono sempre gradite!
Orlando
Tra Patelle e saraghi
Il 15 novembre a Stagnali nel Centro di Educazione Ambientale, si è svolto il convegno dal tema “Giornata del Parco Marino Internazionale tra la Sardegna e la Corsica. Programma Interreg III”. I programmi interreg hanno portato tanti bei soldini ai cosi detti paesi frontalieri (Corsica e Sardegna), per esempio con i soldi dell’Interreg I Santa Teresa si è fatta quel bellissimo porto. Invece a La Maddalena gia con il primo Interreg (1996) i soldi sono stati per cosi dire indirizzati a favorire la nascita del Parco Nazionale e per favorire l’idea successiva, quella cioè del parco marino internazionale tra la Sardegna e la Corsica. Perché è necessario tutelare la biodiversità costituita da questa particolare realtà marina e terrestre, per trasmetterla così com’è ai nostri successori. Tutti d’accodo? Non è facile, come sembrerebbe apparentemente, rispondere a questa domanda. Da cattolica, per me è naturale partire da una considerazione, la terra è un dono grandissimo che il Creatore ha fatto a tutti noi e tutti gli uomini hanno il diritto di usufruirne in piena libertà e nello stesso tempo con la grandissima responsabilità di risponderne al Creatore stesso. Ben vengano quindi studi, osservazioni e monitoraggi (che costano sicuramente tanti soldi) per “coccolare i saraghi” come ha detto qualcuno di recente, forse in carenza di affetto, ma l’uomo che parte ha in tutto questo? Una cosa è certa e condivisibile, non può e non deve restare ai margini, deve piuttosto stare al centro dell’interesse generale e non può essere superficialmente liquidato come causa di degrado ambientale quando ha fortemente antropizzato un posto. Non è moralmente, eticamente e religiosamente giusto promuovere da una parte l’incremento della patella ferrugina perché poverina si sta estinguendo e dall’altra parte auspicare la diminuzione della pressione antropica. Come dire più patelle e meno uomini che possano godere delle bellezze naturali ai quali hanno diritto. Mi si passi l’estremizzazione del concetto, ma questo è considerato “dagli studiosi” un grosso problema ed una difficoltà con la quale si stanno misurando tutti coloro che lavorano nel settore ambientale, tra oasi, parchi, aree protette integrali e non. Ci sono in quest’ottica varie parole chiavi la più usata è “sviluppo compatibile”, formula magica che difficilmente è stata applicata nella realtà. Il presidente Cualbu alla fine del convegno ha detto una cosa importante e significativa, più o meno così: bisogna intervenire su abitudini consolidate da anni e bisogna rinunciare a qualche cosa per averne altre. Premesso che le consuetudini fanno parte della vita stessa degli uomini, a cosa si dovrebbe rinunciare nell’arcipelago maddalenino? Per avere cosa? Forse la grande opportunità di vivere in una sorta di museo a cielo aperto dove probabilmente gli unici felici e contenti saranno solo “i saraghi”.
Lella Rubbiani