U Sciurinu
U Sciurinu
BOLLETTINO DELLA PARROCCHIA AGONIA DI GESU' NEL GETZEMANI
a cura della Commissione Parrocchiale Famiglia


Anno II n° 25 1 Dicembre 2004
1 Dicembre 2004
Lettera ai parrocchiani
Cari parrocchiani, con questa lettera vorrei entrare nelle vostre case e presentarmi a voi come parroco ma soprattutto come amico. Devo umilmente confessarvi che quando Padre Paolo mi ha proposto la guida della comunità di Moneta sono rimasto decisamente sorpreso, e perché no, anche un po’ perplesso. In realtà della Maddalena conoscevo solo gli splendidi angoli della natura e del mare e non riuscivo ad immaginare la mia vita “in un’isola dell’isola”. Invece la Provvidenza ha deciso di portarmi da voi. Siete stati per me un regalo davvero inatteso! E come con ogni regalo le emozioni più belle si prova scoprendolo…..Ricordo con emozione il giorno del mio ingresso. E’ stata una bellissima festa! Ho avuto la piacevole sensazione che i miei parrocchiani mi stessero aspettando e forse proprio per questo mi sono sentito immediatamente accolto in famiglia. Grazie infinite! Ancora non vi conosco tutti ma spero di colmare presto questa lacuna venendo a visitarvi nelle vostre case e accogliendovi in parrocchia. Vedo la parrocchia come casa tra le case, come luogo di accoglienza, trasmissione e condivisione dell’amore di Dio. Vorrei che ognuno di voi trovasse il suo posto in questa casa….dove, come in una famiglia, “tutti siamo responsabili di tutti”. Il parroco da solo non fa “Chiesa”…..Vi invito a camminare e crescere insieme con la consapevolezza che strada facendo possiamo incontrare delle difficoltà ma questo non ci deve fermare né tanto meno impedire di provarci. L’anno liturgico costituisce un buon itinerario per ogni comunità che vuole crescere nella fede ed è un punto di riferimento che traccia la rotta da seguire. Siamo in Avvento! Quale miglior momento per metterci in cammino ? Allora……, vi aspetto!
Don Andrea
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Acqua a La Maddalena, è sempre guerra!
In questi ultimi giorni è tornata prepotentemente alla ribalta la situazione a dir poco tragicomica delle bollette dell’acqua. Il Comune giustamente chiede ai cittadini morosi di pagare le bollette insolute e lo fa con decreti ingiuntivi. Del resto quando a fine anno l’Esaf manda il conto dell’acqua erogata, il Comune divide la spesa per le utenze che ha, tenendo conto del numero delle persone. Certo sarebbe più corretto fare le letture dai contatori e far pagare il consumo reale, ma purtroppo questo non è ancora possibile e dovendo comunque pagare, l’amministrazione deve per forza riscuotere. Il problema della potabilità è comune a quasi tutta la Sardegna e non solo a la Maddalena, perché solo qui non si vuole pagare? Qualcuno dice che per la non potabilità si deve pagare la metà e non si capisce che così l’amministrazione non farebbe altro che raddoppiarne il costo e poi dividere per due e facendo pagare sempre gli 0,86 centesimi attuali, che è già molto di più di quanto pagano nel resto della Sardegna (da 0,23 a 0.32 centesimi). Infatti a La Maddalena, al contrario del resto del mondo, l’acqua è pagata da solo 1/3 dei cittadini mentre i 2/3 non pagano il servizio pur usufruendone, perché non hanno stipulato il contratto con il Comune. Mea culpa per le amministrazioni passate che non si sono preoccupate del problema, perché? Probabilmente perché più che all’acqua pensavano ai “voti” ed i soliti onesti pagavano (anche se qualcuno solo a metà) per tutti. Lo stesso discorso vale per l’ICI al 6 per mille, mentre la media in altri posti è del 4 per mille. Dottor Portelli se Lei riuscisse a risolvere questo problema (attivando semplici controlli tipo confrontare i tabulati di acqua e ICI con quelli dell’Enel) tanta brava gente le sarebbe enormemente grata, perché pagherebbe di meno e perché non succeda che stanchi, “i soliti fessi” non passino dalla parte dei disonesti.
Orlando Barsi
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Base USA - Reazione Corsicane
L’Assemblea Corsa ha chiesto l’allontanamento della base USA da La Maddalena ed i sommergibili dalle Bocche di Bonifacio, naturalmente quelli americani, non quelli francesi o inglesi. Qui a La Maddalena tante persone e comitati hanno accolto con gioia questa notizia come se il pronunciamento della Corsica fosse il “Verbo”. Una piccola riflessione, se non vogliamo la base americana a La Maddalena, siamo noi che dobbiamo agire e fare i passi dovuti (speriamo che il Presidente Soru mantenga gli impegni presi e le promesse fatte) che sono prima di tutto referendum consultivo a La Maddalena o in tutta la Sardegna e con il risultato di questo battersi con il governo centrale per le dovute azioni di competenza da intraprendere. Nei giorni passati a La Maddalena abbiamo avuto un convegno di esperti che ha concluso i lavori dicendoci che “i sommergibili potrebbero rappresentare un pericolo”. E ci voleva un convegno di esperti per dircelo? Solo pochi sprovveduti potevano pensare che non lo fosse, perché bene o male sono sempre delle “bombe galleggianti”. Però bisogna ricordare anche che, per quello che sappiamo, quando ci fu l’incidente al sottomarino russo (il Kursk se non ricordo male) che affondò in seguito ad una esplosione e conseguente incendio a bordo (con tutto l’equipaggio morto), non ci fu inquinamento nucleare e questo perché una certa sicurezza questi mostri del mare la possono vantare. Tornando al punto di partenza, cioè al pronunciamento della Corsica contro la base Usa, pensate a come la Francia (o la Svizzera) reagirebbe ad un pronunciamento ufficiale della Regione Piemonte (o altra Regione Italiana) contro la presenza delle centrali nucleari francesi (o svizzere) vicino ai nostri confini. Come minimo direbbero di pensare alle nostre cose e di non interferire nelle scelte altrui, noi invece quando gli altri “interferiscono” facciamo salti di gioia. Siamo proprio strani … o no?
Orlando Barsi
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Buon Compleanno "Sciurinu"
E sono due! Il bollettino della Parrocchia dell’Agonia, curato dalla Commissione Famiglia, ha compiuto due anni. Allegato al periodico “Il Vento”, esce una volta al mese, ideato per stabilire un contatto con le famiglie della nostra Parrocchia per dare notizie e riflessioni sulla vita parrocchiale, sociale e culturale del nostro quartiere … anzi “Frazione”. Noi siamo soddisfatti del lavoro svolto, speriamo di essere riusciti a centrare gli obiettivi e di aver soddisfatto le aspettative dei lettori. Approfitto dell’occasione per invitare quanti volessero scrivere in proprio o suggerire argomenti a farsi avanti e visto che ci sono insisto, “U Sciurinu” ha un costo che è di circa 30 euro al mese, per chi ha la disponibilità e vuole aiutarci le offerte sono sempre gradite!
Orlando
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Tra Patelle e saraghi
Il 15 novembre a Stagnali nel Centro di Educazione Ambientale, si è svolto il convegno dal tema “Giornata del Parco Marino Internazionale tra la Sardegna e la Corsica. Programma Interreg III”. I programmi interreg hanno portato tanti bei soldini ai cosi detti paesi frontalieri (Corsica e Sardegna), per esempio con i soldi dell’Interreg I Santa Teresa si è fatta quel bellissimo porto. Invece a La Maddalena gia con il primo Interreg (1996) i soldi sono stati per cosi dire indirizzati a favorire la nascita del Parco Nazionale e per favorire l’idea successiva, quella cioè del parco marino internazionale tra la Sardegna e la Corsica. Perché è necessario tutelare la biodiversità costituita da questa particolare realtà marina e terrestre, per trasmetterla così com’è ai nostri successori. Tutti d’accodo? Non è facile, come sembrerebbe apparentemente, rispondere a questa domanda. Da cattolica, per me è naturale partire da una considerazione, la terra è un dono grandissimo che il Creatore ha fatto a tutti noi e tutti gli uomini hanno il diritto di usufruirne in piena libertà e nello stesso tempo con la grandissima responsabilità di risponderne al Creatore stesso. Ben vengano quindi studi, osservazioni e monitoraggi (che costano sicuramente tanti soldi) per “coccolare i saraghi” come ha detto qualcuno di recente, forse in carenza di affetto, ma l’uomo che parte ha in tutto questo? Una cosa è certa e condivisibile, non può e non deve restare ai margini, deve piuttosto stare al centro dell’interesse generale e non può essere superficialmente liquidato come causa di degrado ambientale quando ha fortemente antropizzato un posto. Non è moralmente, eticamente e religiosamente giusto promuovere da una parte l’incremento della patella ferrugina perché poverina si sta estinguendo e dall’altra parte auspicare la diminuzione della pressione antropica. Come dire più patelle e meno uomini che possano godere delle bellezze naturali ai quali hanno diritto. Mi si passi l’estremizzazione del concetto, ma questo è considerato “dagli studiosi” un grosso problema ed una difficoltà con la quale si stanno misurando tutti coloro che lavorano nel settore ambientale, tra oasi, parchi, aree protette integrali e non. Ci sono in quest’ottica varie parole chiavi la più usata è “sviluppo compatibile”, formula magica che difficilmente è stata applicata nella realtà. Il presidente Cualbu alla fine del convegno ha detto una cosa importante e significativa, più o meno così: bisogna intervenire su abitudini consolidate da anni e bisogna rinunciare a qualche cosa per averne altre. Premesso che le consuetudini fanno parte della vita stessa degli uomini, a cosa si dovrebbe rinunciare nell’arcipelago maddalenino? Per avere cosa? Forse la grande opportunità di vivere in una sorta di museo a cielo aperto dove probabilmente gli unici felici e contenti saranno solo “i saraghi”.
Lella Rubbiani
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