Anno II U SCIURINU - n° 25 1 Dicembre 2004

1 Dicembre 2004
Leggo, Rifletto, Rispondo...
a cura di Agostino Canu
Sul nostro vecchio mondo che muore nasca la speranza. Non obbedirei al mio dovere di vescovo, se vi dicessi: "Buon Natale" senza darvi disturbo. Io invece vi voglio infastidire. Non posso, infatti, sopportare l'idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla - routine - di calendario. Mi lusinga, addirittura, l'ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati. Tanti auguri scomodi, allora! Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali. E vi conceda la forza di inventarvi un'esistenza carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio. Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finchè non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio. Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la carriera diventa idolo della vostra vita; il sorpasso, progetto dei vostri giorni; la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate. Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla ove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte la nenie natalizie, finchè la vostra coscienza ipocrita accetterà che lo sterco degli uomini o il bidone della spazzatura o l'inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa. Giuseppe, che nell'affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro. Gli angeli che annunziano la pace portino guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna con l'aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfrutta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano i popoli allo sterminio per fame. I poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell'oscurità e la città dorme nell'indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere "una gran luce", dovete partire dagli ultimi. Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili. Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano. Che i ritardi dell'edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative. I pastori che vegliano nella notte, "facendo la guardia al gregge" e scrutando l'aurora, vi diano il senso della storia, l'ebbrezza delle attese, il gaudio dell'abbandono in Dio. E vi ispirino un desiderio profondo di poveri: che poi è l'unico modo per morire ricchi.
Sul nostro vecchio mondo che muore nasca la pace.
Don Tonino Bello
deceduto, fu vescovo di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi.
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Natale: un'occasione
Arriva Natale, una festa difficile da vivere con equilibrio: da un lato ci sentiamo coinvolti e travolti "dall'andazzo" comune, che ci spinge a comprare, mangiare, divertirci, per staccare dal solito tran tran, vivere un giorno diverso; dall'altro, volendo essere coerenti con la nostra fede, vorremmo serenamente vivere il Natale, accogliendo, donando, servendo, insomma, in semplicità. Il Natale, è anche la festa della famiglia: Natale con i tuoi… recita il proverbio; è la pausa invernale, che interrompe la frenesia delle nostre giornate e ci offre l'occasione per curare maggiormente le relazioni familiari e amicali, o per riallacciarle. Natale è il tempo dei ricordi da raccontare, delle tradizioni da riproporre, è il momento giusto per gustare qualcosa di buono, preparato a casa con le proprie mani. A questo punto mi viene voglia (visto che sono un cuoco) di dare alcuni suggerimenti per il pranzo natalizio o da preparare durante le feste.
Menu: nidi di reginette, agnello con i carciofi, bouchet di ravanelli, budino di ricotta.
Come preparare i nidi di reginette. Le reginette è una qualità di pasta che troverete in tutti i negozi, vi consiglio quelle alte. Per le quantità regolatevi a seconda del numero dei commensali e…. del vostro appetito. Fate cuocere le reginette in acqua, con giusto sale, piuttosto al dente, scolatele e mettetele in acqua fredda, quindi toglietele e stendetele su un telo bianco per asciugarle. Acquistate della ricotta ( un chilo è sufficiente per cinque persone ma potete anche abbondare). Mettete la ricotta in una terrina, aggiungete tre uova, sale quanto basta, due etti di farina, un mazzetto di prezzemolo tritato finemente, qualche foglia di bietola o spinaci lessati e tritati. Impastate bene col cucchiaio e aiutandovi con della farina formate delle polpette a forma di uovo, ( regolatevi per la grandezza). A questo punto avendo preparato in precedenza del sugo di pomodoro semplice, distribuitene quanto basta per coprire il fondo di una teglia, prendete una reginetta, arrotolatela attorno ad una polpetta di ricotta (l'uovo) :ecco il nido; adagiatelo nella teglia con l'uovo in vista ,proseguite così fino a riempire tutta la teglia. Distribuite sopra i nidi dell'altro sugo senza abbondare, cospargete di parmigiano o meglio di peretta grattugiati. Mettete in forno già caldo e lasciate gratinare per circa quindici minuti. Servite i nidi di reginette ben caldi.
Agnello con carciofi: acquistate un bel pezzo di agnello piuttosto magro, tagliatelo a pezzi, (se l'agnello è fresco e di bell'aspetto non ha bisogno di essere lavato, così come le altre carni, altrimenti perde molto del suo sapore). Mettete l'agnello in una capiente casseruola preriscaldata e fatelo rosolare con aglio e prezzemolo tritati, bagnate con del brodo o vino bianco, facendo attenzione, che la carne cuocia sempre quasi asciutta. Completata la cottura a vostro piacimento (a me piace un po’ meno cotta) spegnete il fuoco. Mentre l'agnello cuoce, pulite dei carciofi, almeno due a testa, spaccateli in quattro (ricordate che i carciofi mentre li pulite vanno messi in acqua acidula con limone o aceto, e quando li pulite bagnatevi i polpastrelli con del limone per non farvi le dita nere), fate rosolare dell'aglio in un po’ di olio, aggiungete i carciofi, spolverate di prezzemolo tritato, bagnate con un po’ di aceto per evitare il verde rame e fate cuocere per quattro minuti lasciandoli quasi crudi, salate al punto giusto e uniteli all'agnello mescolando con delicatezza. Lasciate riposare almeno per un paio d'ore, se fatto dal giorno prima è ancora meglio, quindi riscaldate un po’ e servite.
Bouchet di ravanelli:
Questa sarà la prova della vostra arte in cucina utilizzandolo anche come centro tavola. Rifornitevi di almeno un mazzetto di ravanelli a testa, lavateli e togliete le foglioline (che potete utilizzare per una insalatina a parte) e il codunzolo; quindi con la mano sinistra tenete il ravanello tra le due calotte e con l'altra un coltello impugnato dalla lama: utilizzando la punta, incidete nella base del ravanello un petalo, girate e incidete nuovamente, così per tutta la circonferenza del ravanello; riprendete il giro da sopra incidendo tra un petalo e l'altro fino ad arrivare in cima. Terminate le incisioni mettete i ravanelli in acqua molto fredda: vi accorgerete che si apriranno come roselline; A questo punto infilate ogni ravanello in uno stecchino adagiandoli su una pianta di elicriso (come nella foto), o a seconda della vostra fantasia.
Budino di ricotta: comprate un chilo di ricotta, schiacciatela in una terrina, unite tre uova intere, trecento grammi di zucchero, due arance grattugiate, tre etti di farina, del cioccolato fondente, frutta secca mista (noci, nocciole, pinoli), amalgamate il tutto per bene. Imburrate uno stampo per budini, che sia la misura giusta per contenere il composto oppure potete usare una teglia, cospargete di pane grattugiato fino al bordo, mettete l'impasto nel contenitore e infornate a temperatura bassa. Richiederà un po’ di tempo per la cottura, circa un'ora, ma quando sfornerete il budino e lo capovolgerete in un piatto di portata sicuramente gusterete un ottimo dolce fatto a casa. Attenzione, non vi spaventate se il budino si abbasserà, è la caratteristica della ricotta, che durante la cottura si gonfia poi appunto si affloscia. Potete gustarlo sia caldo che freddo.
Auguri di buon Natale e buon divertimento.
Agostino Canu
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La rubrica religiosa
a cura di Simonetta Colonna
  • Continua il glossario relativo a tutto ciò che è riferito alla Eucaristia:
  • Teca: contenitore per conservare nel tabernacolo l'Ostia grande consacrata che viene usata per impartire le Benedizioni Eucaristiche. E' anche un piccolo contenitore per portare la comunione agli ammalati.
  • Conopio: velo con il quale si copre il tabernacolo o la pisside.
  • Lampada liturgica: lampada ad olio di cera sempre accesa posta vicino al tabernacolo per indicare la presenza di Gesù Eucaristico
  • Campanello: strumento con uno o più campanelli per solennizzare la consacrazione, parte centrale della Santa Messa.
  • Turibolo: vaso in metallo con coperchio forato appeso a catenelle, in cui si brucia l'incenso durante le funzioni liturgiche.
  • Navetta: contenitore circolare o a forma di barchetta per la conservazione dell'incenso.
  • Incenso: gommoresina aromatica che si ottiene incidendo il fusto di piccoli alberi e che a contatto dell'aria essa si rapprende in grumi i quali mettendoli sopra le brace ardenti si decompongono dando luogo ad un fumo bianco, denso e profumato. L'incensazione è un atto liturgico compiuto con il turibolo verso l'Eucaristia, la Croce, l'Altare, i doni offerti sull'altare, il vangelo, i presbiteri, l'assemblea, etc. come segno di venerazione. Simbolo della preghiera che sale al Signore.
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L'Angolo dialettale
a cura di Lella Rubbiani
l'Urtimu rimediu

di Mario Boccone

  • San Giuseppi era andatu da u Signori:
  • Padretè, ma a me mi piegni u cori;
  • da Maddalena avà sogu passatu
  • e sò rimastu cancaratu!
  • Ma comi! Agghiu vistu jè, “de visu”,
  • di quiddhu scogliu hai fattu un Paradisu.
  • Saranni tutti boni, e qua la sa?
  • Ma u premiu eternu si l’hann’a merità!
  • G’hai ragiò, Jasè, nun gaviu pinzatu,
  • e va bè, voli dì chi hagghiu sbagliatu.
  • Pè rimedià a quista mè mattana,
  • jè ghi mandu una navi americana!  
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L'endemismo dilagante: A fora sos eucaliptus
Una campagna ideologica sembra ormai dilagare: l’endemismo. Questa ‘tendenza’ si sta oramai diffondendo in tutta la Sardegna, isolotti compresi (vedi La Maddalena) e mira a riproporre ovunque vegetazione mediterranea in genere. La cosa sarebbe di per sé buona, anzi ottima, se spesso non venisse realizzata a discapito di altra vegetazione preesistente, come ad esempio gli eucalipti. Da mesi non si contano gli articoli sui quotidiani regionali che segnalano il taglio o la volontà d’abbattimento di questo albero (d’origine australiana) ad alto fusto, autosufficiente, maestoso, sempre verde, ombroso, dalla crescita relativamente celere, ottimo frangivento, dalle foglie scaccia insetti. Sembra proprio sia in atto, portata avanti con puntiglioso impegno, una campagna ambientalista volta, non a piantare vegetazione mediterranea là dove non c’è (la cosa sarebbe encomiabile) ma a sostituirla là dove già c’è, magari da un secolo. Politici regionali, sindaci, assessori, ingegneri ed architetti sembrano ormai caparbiamente impegnati a piantare (o più spesso a progettare di piantare, con costi spesso sensibili) specie rigorosamente indigene: lecci, ulivi, ginepri, macchia mediterranea in genere.Tutto ciò che cresce (anche se a volte stenta) spontaneamente nel nostro ambiente. Ma scusate, queste specie ‘indigene’ che costituiscono il paesaggio naturale sardo, cresciuto spontaneamente da millenni, è necessario piantarle anche nei nostri giardini, nelle nostre vie e nelle nostre piazze? Che originalità, che fantasia! Continuando di questo passo a qualcuno potrebbe anche venire un’idea: via dai nostri giardini rose, ibiscus ed orchidee: piantiamo i cacaranci!
C.R.
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  • Programma Oratorio Moneta
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  • Mercoledì
  • 15.30 - 17.30, Gestisci il tuo tempo ….
  • Giovedì
  • 15.30 - 17.30, Laboratorio sportivo (calcio)
  • 18.30, Laboratorio Musica e Canto
  • Venerdì
  • 17.30 - 18.30, Dopo Cresima
  • 18.30 - 19.30, Prove canto bambini
  • 18.30 - 19.30, animazione liturgica
  • Sabato
  • 15.15 - 17.00, Catechesi ragazzi
  • 15.15 - 17.00, S. Messa per ragazzi
  • 15.30 - 17.30, Gestisci il tuo tempo …
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  • Programmi della attività
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  • Dicembre
  • Dom. 5 - 2^ domenica di Avvento
  • Mer. 8 - Festa dell’Immacolata
  • 15.00 - S. Messa a Murticciola
  • Dom. 12 - 3^ domenica di Avvento
  • Gio. 16 - Durante la S. Messa prefestiva benedizione dei bambinelli dei presepi di famiglia Inizio novena di natale (ore 1800) dopo la S. Messa
  • Dom. 19 - 4^ domenica di Avvento
  • Dom. 26 - Festa della Sacra famiglia
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  • Tutti i Lunedì alle 1800 Catechesi adulti
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Dicembri
  • Urtimu Dicembri, chi ci sciurina cu u gricali,
  • indrintu ai casi u parfummu
  • del l’ajacciu addubbatu pe Natali.  
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