Festa della Donna
Non è per pura retorica o per spicciola demagogia che voglio ricordare e sottolineare l’8 marzo. Una festa da troppi anni affogata in un mare di mimose, cene e momenti di feste fine a se stesse, dove la parola d’ordine è divertirsi tra donne, mamme, nonne, figlie, nipoti, zie, cugine, amiche, colleghe. Tutte più o meno per una sera libere di andare in giro da sole, lasciando a casa mariti, padri, fidanzati, figli. Tutto superato, banale, oggi le donne sono di più del simbolo stantio di una giornata particolare a tutti i costi. Oggi le donne sono: iniziative in tutti i campi, lavorativo, sociale politico, sono coraggio, le donne Irakene che hanno sfidato i terroristi per andare a votare, sono creatività, sempre in ogni occasione per se stesse e per gli altri. Senza andare in giro per il mondo, ma guardando la realtà che abbiamo sotto gli occhi andiamo nella parrocchia di Moneta, nella Chiesa, nei locali dell’Oasi dove tante donne, quelle del consiglio pastorale, delle commissioni, le catechiste, le associazioni, il coro e tutte quelle che per spontaneità, amicizia, semplice voglia di aiutare, si muovono, agiscono, organizzano, lavorano, animano in ogni occasione,sempre pronte, disponibili. Feste, cene e pranzi di beneficenza, ricorrenze liturgiche, servizi vari, in ognuna di queste occasioni si muovono con abilità, creatività e spirito di servizio. Stanche, ma con il sorriso sulle labbra, obbedienti, ma con qualche battuta agrodolce e qualche occhiata sbieca, sono e resteranno un esempio del loro modo di essere donne, mamme, nonne, nella vita di tutti i giorni, fuori dalle pareti domestiche, ma dentro la casa comune, la Chiesa dove batte il cuore di una comunità.
Lella Rubbiani