1 Maggio 2005
Uno scherzo dello Spirito santo

Se, nel 1945, il destino avesse fatto incontrare Karol Wojtyla e Josef Ratzinger sarebbe stato davvero un bel problema! Da una parte un polacco che ha subito l'occupazione nazista e dall'altra un tedesco di uguale nazionalità dell'esercito occupante. Uomini diversissimi con storie diametralmente opposte ma uniti da un fattore comune: la fede in Dio. E' la stessa fede che li ha portati a scegliere Cristo come fonte di speranza di fronte all'orrore della guerra e a diventare sacerdoti prima e collaboratori e amici dopo. Questa e' la loro storia che li porterà a succedersi sulla cattedra di S. Pietro. Uno scherzo dello Spirito Santo ???? Forse. E' certo che lo Spirito Santo "non fa preferenze di persone, ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto" (At 10,34-35). Sarebbe un gravissimo errore se, in nome del sentimento che ci ha legato a Karol, come ormai familiarmente lo chiamiamo, ostacolassimo il suo successore puntualizzando le differenze che caratterizzano due personalità diverse ma… non troppo. Penso che Giovanni Paolo II sarebbe molto dispiaciuto e certamente non apprezzerebbe tali atteggiamenti. Lui ci voleva legare a Cristo e non alla propria persona. Se c'è una cosa che possiamo fare per onorare la memoria di Karol è quella di accogliere con fede la nuova guida della Chiesa non attaccandoci alla logica superficiale del confronto ma ritrovando Cristo che ha unito Wojtyla e Ratzinger a dispetto della storia delle loro nazioni. Entrambi hanno dedicato la vita allo stesso fine, hanno lavorato insieme e si sono sostenuti nel cammino comune. In fondo… questo è quello che conta !!!!
Ama la tua parrocchia
Collabora, prega e soffri per la tua parrocchia, perché devi considerarla come una madre a cui la Provvidenza ti ha affidato: chiedi a Dio che sia casa di famiglia fraterna e accogliente, casa aperta a tutti e al servizio di tutti. Da' il tuo contributo di azione perché questo si realizzi in pienezza. Collabora, prega, soffri perché la tua parrocchia sia vera comunità di fede: rispetta i preti della tua parrocchia anche se avessero mille difetti: sono i delegati di Cristo per te. Guardali con l'occhio della fede, non accentuare i loro difetti, non giudicare con troppa facilità le loro miserie perché Dio perdoni a te le tue miserie. Prenditi carico dei loro bisogni, prega ogni giorno per loro. Collabora, prega, soffri perché la tua parrocchia sia una vera comunità eucaristica, che l'Eucaristia sia "radice viva del suo edificarsi", non una radice secca, senza vita. Partecipa all'Eucaristia, possibilmente nella tua parrocchia, con tutte le tue forze. Godi e sottolinea con tutti tutte le cose belle della tua parrocchia. Non macchiarti mai la lingua accanendoti contro l'inerzia della tua parrocchia: invece rimboccati le maniche per fare tutto quello che ti viene richiesto. Ricordati: i pettegolezzi, le ambizioni, la voglia di primeggiare, le rivalità sono parassiti della vita parrocchiale: detestali, combattili, non tollerarli mai!
(1 - continua) Paolo VI