1 Giugno 2005
Referendum del 12 giugno
È curioso come la gente prima butta via Dio e poi si meraviglia quando il mondo diventa un inferno…
È ridicolo quanto la gente crede facilmente in quello che legge nei giornali e fatica a credere nella Parola di Dio…
Il 12 giugno tutti cittadini italiani saranno chiamati ad esprimere il proprio pensiero tramite il referendum. Non essendo cittadino italiano non posso votare ma vivendo ormai da tempo in questa nazione mi sento in dovere di esprimere la mia opinione a riguardo. Il Referendum tratterà la riforma della legge 40. Questo numero apparentemente innocuo nasconde una problema molto importante: la vita e la morte. Questo è il motivo per cui la Chiesa si esprime in maniera molto chiara. Qualcuno accusa la Chiesa di invadere un campo di pertinenza politica . La verità è l’esatto contrario: è la politica che sta cercando di impadronirsi della ”morale”, terreno specifico della Chiesa stessa. Le regole morali non cambiano secondo il voto espresso dalla maggioranza. Un esempio: anche se 99% dei votanti non considerasse l’aborto come un peccato, il valore morale di tale atto non cambierebbe.
Il peccato rimane peccato.
Giovanni Paolo II era un grande difensore della vita: “Niente e nessuno può autorizzare l’uccisione di un essere umano innocente, feto o embrione che sia, bambino o adulto, vecchio, ammalato incurabile o agonizzante. Nessuno, inoltre, può richiedere questo gesto omicida per se stesso o per un altro affidato alla sua responsabilità, né può acconsentirvi esplicitamente o implicitamente. Nessuna autorità può legittimamente imporlo né permetterlo” . Nel diritto alla vita, ogni essere umano innocente è assolutamente uguale a tutti gli altri. Tale uguaglianza è la base di ogni autentico rapporto sociale che, per essere veramente tale, non può non fondarsi sulla verità e sulla giustizia, riconoscendo e tutelando ogni uomo e ogni donna come persona e non come una cosa di cui si possa disporre. Di fronte alla norma morale che proibisce la soppressione diretta di un essere umano innocente “non ci sono privilegi né eccezioni per nessuno. Essere il padrone del mondo o l’ultimo miserabile sulla faccia della terra non fa alcuna differenza: davanti alle esigenze morali siamo tutti assolutamente uguali” Evangelium vitae 57.
Riflettiamo su questo prima di prendere la decisione di andare a votare…
Il 12 giugno tutti cittadini italiani saranno chiamati ad esprimere il proprio pensiero tramite il referendum. Non essendo cittadino italiano non posso votare ma vivendo ormai da tempo in questa nazione mi sento in dovere di esprimere la mia opinione a riguardo. Il Referendum tratterà la riforma della legge 40. Questo numero apparentemente innocuo nasconde una problema molto importante: la vita e la morte. Questo è il motivo per cui la Chiesa si esprime in maniera molto chiara. Qualcuno accusa la Chiesa di invadere un campo di pertinenza politica . La verità è l’esatto contrario: è la politica che sta cercando di impadronirsi della ”morale”, terreno specifico della Chiesa stessa. Le regole morali non cambiano secondo il voto espresso dalla maggioranza. Un esempio: anche se 99% dei votanti non considerasse l’aborto come un peccato, il valore morale di tale atto non cambierebbe.
Il peccato rimane peccato.
Giovanni Paolo II era un grande difensore della vita: “Niente e nessuno può autorizzare l’uccisione di un essere umano innocente, feto o embrione che sia, bambino o adulto, vecchio, ammalato incurabile o agonizzante. Nessuno, inoltre, può richiedere questo gesto omicida per se stesso o per un altro affidato alla sua responsabilità, né può acconsentirvi esplicitamente o implicitamente. Nessuna autorità può legittimamente imporlo né permetterlo” . Nel diritto alla vita, ogni essere umano innocente è assolutamente uguale a tutti gli altri. Tale uguaglianza è la base di ogni autentico rapporto sociale che, per essere veramente tale, non può non fondarsi sulla verità e sulla giustizia, riconoscendo e tutelando ogni uomo e ogni donna come persona e non come una cosa di cui si possa disporre. Di fronte alla norma morale che proibisce la soppressione diretta di un essere umano innocente “non ci sono privilegi né eccezioni per nessuno. Essere il padrone del mondo o l’ultimo miserabile sulla faccia della terra non fa alcuna differenza: davanti alle esigenze morali siamo tutti assolutamente uguali” Evangelium vitae 57.
Riflettiamo su questo prima di prendere la decisione di andare a votare…
Don Andrea


