U Sciurinu
U Sciurinu
BOLLETTINO DELLA PARROCCHIA AGONIA DI GESU' NEL GETZEMANI
a cura della Commissione Parrocchiale Famiglia


Anno III n° 35 1 Luglio 2005
1 Luglio 2005
In Pellegrinaggio verso la Capitale

Pellegrini "monetini" davanti alla
Basilica di San Paolo fuori le mura

Il gruppo della Chiesa dell'Agonia di N.S.G.C.di Moneta,  dal 3 al 6 Giugno 2005, capitanati  dal parroco Don Andrea, si sono recati in pellegrinaggio a Roma. Un soggiorno all' insegna della fede e della cultura, tre giorni che hanno visto il gruppo toccare le più importanti tappe della città. Il primo giorno, il sabato, il gruppo ha visitato la Basilica di San Pietro , passando di fronte alla toccante Pietà di Michelangelo, per proseguire di cappella in cappella sino a giungere al centro della Basilica dove l'impronta del Bernini ha lasciato il segno, col maestoso baldacchino, rivestito con decorazioni d'oro ed intarsi in legno. Il pellegrinaggio ha fatto poi tappa  presso la tomba dove riposa Papa Giovanni Paolo II, all'interno delle Grotte Vaticane; quest'ultima è stata una visita breve ma intensa, che ha permesso ad ognuno di essere per un istante vicino a questo "Titano" della Chiesa e del Mondo. La visita è proseguita presso altre Basiliche  tra le quali  San Giovanni in Laterano, per passare poi alla vicina Scala Santa, dove, la leggenda racconta, che sono conservati dei piccoli pezzi di legno, che appartenevano alla croce di Gesù. Un'altra tappa è stata quella presso la Basilica di Santa Maria Maggiore dove è stata celebrata la Santa Messa. Il giorno successivo il gruppo si è diretto alla volta di San Paolo Fuori le mura per poter partecipare alla Santa Messa. All'interno di questa Basilica, sono presenti diversi rosoni con i volti di tutti i Papi: da San Pietro a Giovanni Paolo II. La Basilica, ospita il corpo di San Paolo, a cui è appunto dedicata la stessa. Infine, la visita è proseguita per le vie del centro storico di Roma, a partire da Piazza di Spagna, per passare poi tra vicoli e vicoletti ed arrivare di fronte a Palazzo Madama e alla splendida Piazza Navona. Le ultime tappe sono state quelle della Chiesa di Sant'Ignazio, che è nota per un particolare molto curioso. Infatti il soffitto è completamente dipinto: la navata centrale è costituita da un ampio affresco ricco di colori. Al centro sotto la cupola un altro dipinto distoglie la vista dello spettatore perché i colori si fanno più scuri. Osservando, nuovamente il dipinto della navata centrale si ha un effetto ottico dove allo spettatore pare, che i personaggi dell'affresco siano in movimento. Infine, il gruppo ha visitato la Fontana di Trevi, il Pantheon e il Palazzo di Giustizia sul Lungotevere. Ci si augura che questo pellegrinaggio possa essere il primo di una lunga serie.
Andrea Bebbu
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L’estate monetina
Quest’anno la tradizionale “fogarina” di San Giovanni è stata preparata dal comitato dei festeggiamenti di S. M. Maddalena coadiuvato dalla comunità parrocchiale di Moneta. Un grande fuoco con il caratteristico pupazzo hanno bruciato in mezzo alla piazza don Giuseppe Riva, piena di gente che ha apprezzato il menù proposto: zuppa cuata, pecora bollita e due gigantesche torte, il tutto allietato da un piacevole sottofondo musicale. Tantissimi sono stati quelli che si sono sbizzarriti nei balli più sfrenati suscitando l’entusiasmo degli altri che facevano da spettatori. E’ iniziata così l’estate Monetina che ormai da diversi anni coniuga con garbo ed attenzione momenti spirituali con momenti di aggregazione sociale nell’ambito di iniziative di solidarietà verso chi ha bisogno. Il 10 luglio festa della Madonna della Pace a Stagnali, il 30 luglio sfilata di moda nel cortile dell’Oasi ed il 6 e 7 agosto giornata della solidarietà “una scelta di vita” nella piazza don G. Riva sono gli altri appuntamenti dell’estate Monetina. Si chiuderà in bellezza con la giornata del malato il 7 settembre ed a seguire l’8 settembre la festa patronale di Moneta. Quattro tappe importanti e significative che vedranno l’impegno, la creatività ed il lavoro di tante persone per offrire ai maddalenini ed agli ospiti estivi situazioni di sano e spontaneo divertimento, insieme ad occasioni per donare ed aiutare i nostri fratelli in difficoltà.
Lella Rubbiani
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Non abbiate paura
“Quale gioia quando mi dissero: andiamo alla casa del Signore!”. I primi versi del “Salmo 122” ben descrivono i sentimenti che noi (25 per la precisione) della parrocchia dell’ Agonia di N.S.G.C. di Moneta, abbiamo provato quando il nostro parroco don Andrea ci ha proposto un pellegrinaggio verso Roma. Come ha detto il Cardinale Etchegaray, “andare in pellegrinaggio a Roma è recarsi alle sorgenti del nostro essere cristiani, della nostra appartenenza alla Chiesa”. Siamo rimasti affascinati dallo splendore architettonico delle Chiese e dei monumenti cristiani del passato. La partecipazione all’Angelus e alla benedizione di papa Benedetto XVI in piazza S. Pietro è stata un’esperienza unica e indimenticabile. Come altri milioni di pellegrini di ogni nazionalità che continuano ininterrottamente a visitare Roma, anche noi siamo stati attratti dal forte carisma di Giovanni Paolo II che continua ad avvertirsi anche dopo la sua morte. “Vi ho cercato. Adesso voi siete venuti da me e vi ringrazio…”Questa frase che pronunciò sommessamente negli ultimi giorni della sua vita terrena, rivolta ai giovani ma non solo, ci siamo sentiti di farla nostra quando abbiamo pregato, anche se per un solo istante, davanti alla sua tomba. “Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo…” Questo suo invito ci fa pensare a quando compiremo l’ultimo pellegrinaggio terreno e avremo timore per i nostri peccati, ma sulla Porta Santa ci sarà Dio che ci accoglierà dicendo: “Non abbiate paura, vi ho perdonato” e sarà Lui a spalancarci le porte.
Maria Vitiello
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SOS OASI: CONTRIBUIAMO TUTTI:
Versamento su C/C P. n. 12566071
intestato:
OASI SERENA M.IMMACOLATA
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Giovanni Paolo II: Ci parla ancora….
Il riposo appartiene non soltanto all’ordine umano, ma anche al programma divino della vita umana. Riposa bene colui che lavora bene e, a sua volta, colui che lavora bene deve riposarsi bene(…) Significativa per gli ambienti giovanili (…) è la ricerca, specie in questo periodo dell’anno, di un più intimo contatto con la natura. I versanti dei monti, i boschi, i laghi, i litorali del mare attirano durante l’estate immense folle. Tuttavia, per molti gruppi giovanili quel riposo, che l’uomo trova in seno alla natura, diventa una particolare occasione di un più intimo contatto con Dio. E lo ritrovano nella esuberante bellezza della natura che per molti animi e molti cuori è diventata, lungo la storia, sorgente di ispirazione religiosa. In questo duplice incontro ritrovano se stessi, ritrovano il proprio “io” più profondo, il proprio intimo. La natura li aiuta a questo. L’intimo umano diventa, nel contatto con la natura, quasi più trasparente all’uomo e più aperto alla riflessione approfondita e all’azione della Grazia, che attende il raccoglimento interiore del cuore giovanile per agire con maggiore efficacia.
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L’angolo dialettale
a cura di Lella Rubbiani
  • Ziminata Elettorali
  • D’in casa Vincenzinu era sciurtitu,
  • pè andà accattà un zimminu bè assurtiti
  • era u jornu chi precedi l’elezioni
  • e l’oratori parlàini dai barconi.
  • S’era fermatu c’à burza vota in manu
  • pè circà di sintì u democristianu;
  • g’avia a parola chi paria un dipintu,
  • tantu chi Vincè s’era cunvintu.
  • “Votate il mio partito!” Iddhu dicia,
  • “Sarete soddisfatti!” e Vincè sintia;
  • e a fini avia presu a decisioni,
  • pè qua avaria vutatu all’elezioni.
  • A quistu puntu tuttu era normali,
  • ma poi era aizzatu un liberali
  • chi dicia, ancora iddhu, monda bè,
  • tantu da cunvincì pur’à Vincè.
  • “Avrete tutti benessere e lavoro,
  • il mio partito vi darà decoro!”
  • Vincè, tuttu presu, era sintendi,
  • e pianu pianu s’era cunvincendi.
  • Avia finitu, e un antru n’era aizzatu,
  • duvia propriu essi un avvocatu!
  • E dopu quistu, amcora tanti e tanti,
  • e Vincè l’avia intesi tutti quanti.
  • Era jà tardi e in casa era turnatu,
  • imbriacu di paroli e frasturnatu.
  • A muddheri, supra a porta, aspittàia
  • a Vincè che i pesci ghi purtàia.
  • “Ti pari quista l’ora di turnà?
  • E di stà in piazza a fatti imbriacà?
  • Ti sei scurdatu di piglià u zimminu?
  • E avà ti magni gargi di violinu!”
  • Mario Boccone
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Ama la tua parrocchia
Quanto sei contestabile, Chiesa, eppure quanto ti amo! Quanto mi hai fatto soffrire, eppure quanto a te devo! Vorrei vederti distrutta, eppure ho bisogno della tua presenza. Mi hai dato tanti scandali, eppure mi hai fatto capire la santità! Nulla ho visto al mondo di più oscurantista, più compresso, più falso e nulla ho toccato di più puro, di più generoso, di più bello. Quante volte ho avuto la voglia di sbatterti in faccia la porte della mia anima, quante volte ho pregato di poter morire tra le tue braccia sicure. No, non posso liberarmi di te, perché sono te, pur non essendo completamente te. E poi, dove andrei? A costruirne un'altra? Ma non potrò costruirla se non con gli stessi difetti, perché sono i miei che porto dentro. E se la costruirò, sarà la mia Chiesa, non più quella di Cristo. Sono abbastanza vecchio per capire che non sono migliore degli altri. L'altro ieri un amico ha scritto una lettera ad un giornale: "Lascio la Chiesa perché, con la sua compromissione con i ricchi, non è più credibile". Mi fa pena! O è un sentimentale che non ha esperienza, e lo scuso; o è un orgoglioso che crede di essere migliore degli altri. Nessuno di noi è credibile finché è su questa terra... La credibilità non è degli uomini, è solo di Dio e del Cristo. (...) La Chiesa ha il potere di darmi la santità ed è fatta tutta quanta, dal primo all'ultimo, di soli peccatori, e che peccatori! Ha la fede onnipotente e invincibile di rinnovare il mistero eucaristico, ed è composta di uomini deboli che brancolano nel buio e che si battono ogni giorno contro la tentazione di perdere la fede. Porta un messaggio di pura trasparenza ed è incarnata in una pasta sporca, come è sporco il mondo. Parla della dolcezza dei Maestro, della sua non-violenza, e nella storia ha mandato eserciti a sbudellare infedeli e torturare eresiarchi. Trasmette un messaggio di evangelica povertà, e non fa che cercare denaro e alleanze con i potenti. Coloro che sognano cose diverse da questa realtà non fanno che perdere tempo e ricominciare sempre da capo. E in più dimostrano di non aver capito l'uomo. Perché quello è l'uomo, proprio come lo vede visibile la Chiesa, nella sua cattiveria e nello stesso tempo nel suo coraggio invincibile che la fede in Cristo gli ha dato e la carità dei Cristo gli fa vivere.
(Carlo Carretto) - continua
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