
È' il primo anno che partecipo ad una GMG, e non sarà certamente l'ultimo! L' anno scorso ho vissuto l'incontro nazionale della gioventù a Loreto…Quest'anno ho trascorso undici giorni stupendi, anche se faticosi, con un'amica che questo inverno, ha iniziato a partecipare agli incontri del piccolo gruppo parrocchiale di giovani, guidato da Don Andrea e Simona. Valentina ed io, siamo state praticamente adottate dal gruppo parrocchiale di Luras, che è partito alla volta di Colonia con altri ragazzi provenienti dai diversi paesi della diocesi di Tempio. Eravamo complessivamente 160. Diventa sempre più difficile raccontare queste meravigliose esperienze, siano esse nazionali o mondiali come quest'ultima. E' sempre più difficile, perché si ha paura di diventare ripetitivi e prolissi nel descrivere i momenti vissuti, che all'apparenza sembrano tutti uguali… tutto sembra calcolato per emozionare gli animi di ogni pellegrino e telespettatore, ma ogni sorriso, ogni lacrima, ogni preghiera, è ogni volta diversa. Eppure, in ottocentomila giovani che eravamo, i sorrisi contagiosi, le lacrime, erano rivolte ad un'unica Persona: Gesù! La cosa fantastica era proprio l'impossibilità di frenare la commozione…si rimaneva senza parole, incantati, davanti allo spettacolo che si presentava ai nostri occhi. Non ti sentivi diverso dagli altri 799.000 ragazzi che ti circondavano; sembrava di appartenere tutti ad una stessa famiglia…si dialogava con la preghiera, che in quei momenti è diventata koinè (lingua internazionale utilizzata dagli antichi Greci, una sorta di antico inglese). Ma, come in tutte le cose normali, si sono presentate anche situazioni non facili da gestire, dove l'essere solidale e comprensivo, è stato veramente tanto difficile! Sarebbe da ipocriti e illusionisti, affermare il contrario.

Quando non c'era la "koinè" che ci univa, ognuno parlava la sua lingua e nessuno si capiva più. Ci siamo ritrovati catapultati in un'altra dimensione con centinaia di culture diverse, prima fra tutte quella tedesca! Se da una parte eravamo prossimi all'esaurimento dall'altra, è stato divertente confrontarsi con i ragazzi tedeschi e fare uno scambio inter-culturale. Infatti la prima settimana in Germania l'abbiamo trascorsa in un paese vicino Colonia: Dortmund. Ospitati dalle famiglie tedesche, abbiamo avuto l'occasione di imparare qualche parola della loro lingua "incomprensibile" e di condividere giochi e canti della nostra cultura. (…)Avevamo fame anche del Signore. La cosa bella è stata proprio questa…sentivamo la mancanza della preghiera. Ai nostri animatori, appena arrivati, l'organizzazione tedesca aveva stravolto i programmi, lasciandoli disorientati. Ma le nostre guide spirituali, Don Paolo e Don Efisio, non ci hanno permesso di abbatterci. Per fortuna! Mi ha colpito la frase di Don Paolo pronunciata durante la prima messa celebrata nel nuovo paesino che ci ospitava (Muleib):"Siamo come in un presepe… bei paesaggi ci circondano, belle case ci ospitano, tante persone ci stanno accogliendo; ma tra le luci del presepio c'è quella della mangiatoia… e in essa c'è quel Bambino che ci aspetta, per adorarlo. Non perdiamo di vista quella luce… non dimentichiamoci per che cosa, ma soprattutto per chi siamo venuti…" questo è stato l'invito che, almeno a me, ha spronato ad andare avanti, stringere i denti, prendere il mio fardello e partire. Le difficoltà aumentavano giorno dopo giorno, ma ad un certo punto mi veniva spontaneo dire:" Per Lui ne vale la pena; lui è nato e vissuto nella semplicità. Parla con parole semplici, a persone che non conoscono altra ricchezza se non quella interiore…" così mi sono messa in cammino e da vagabonda come ignoravo di essere, sono diventata pellegrina; e come me, hanno fatto tante altre persone… ragazzi molto vicini a me. È' grazie a loro che ho avuto la possibilità di crescere, camminando sui passi della fede. Con loro sono riuscita a testimoniare ciò in cui credevo. L'ho testimoniato con una felicità immensa. E non potete immaginare l 'ineffabile gioia che ho provato quando ho visto questi miei Amici, alzarsi per confessarsi e andare a incontrare Gesù nell'Eucaristia. Mentre cantavo "nelle tue mani affido la vita, Dio mia salvezza sei Tu, volgi il Tuo sguardo al mio cuore, con te al sicuro sarò", piangevo. Aveva ragione il vescovo di Ravenna quando diceva:" ogni fratello è una via per arrivare a Dio"! tutti e tre siamo arrivati a vedere la Stella. Non ci crederete, ma anche il cielo sembrava essere felice! Per due giorni abbiamo visto splendere il sole! (…)Ed ecco il momento tanto atteso: il Papa era finalmente arrivato. Sono scattate le corse per salire a cavalluccio nella speranza di riuscire a vedere quell'omino bianco (così lo chiamavamo)... ma niente… grande delusione tra la folla. Purtroppo la pessima organizzazione non ci ha permesso di vedere il Papa. Anche lui rammaricato, ci ha espresso il dispiacere di non aver potuto condividere più da vicino quei momenti indimenticabili. Ma anche là non è mancato il grande spirito di adattamento. Durante la veglia ho sentito veramente tanto la mancanza di Giovanni Paolo II… quanto mi è mancato! Col pensiero sono volata nella piana di Montorso, a Loreto… ho incominciato a ricordare il mare di fiaccole, i cori che non permettevano al Papa di parlare tranquillamente, le sue battute… poi sono tornata da Benedetto XVI… sembrava un cucciolotto, pronto a donarci il suo affetto e a proseguire il progetto del Papa dei giovani. A distanza di un anno, tenevo tra le mani la luce della fede, una piccola fiaccola passata come testimone da Giovanni Paolo dalla piana di Montorso, a Benedetto nella piana di Marienfeld. E' scesa la notte e con essa il freddo gelido. La Missa mundi ha inaugurato un nuovo cammino di fede, il vero inizio della GMG… con la sua benedizione il Papa ci ha mandato nel mondo come apostoli di Gioia… ed eccomi qua… ho scoperto che cosa succede quando i giovani rispondono alla chiamata del Signore! L'anno scorso sono partita che ero sola, quest'anno siamo in due e il prossimo anno? Pochi ragazzi purtroppo leggeranno questo invito, ma ci provo ugualmente… proviamo a metterci anche noi in cammino. Sinceramente mi sono stancata di sognare di avere un gruppo, ora, sarò troppo esigente, ma lo voglio, non lo sogno più. Perché non iniziamo a camminare insieme tra le nostre parrocchie? Da soli viene male, ma insieme si può fare tanto e si può dare decisamente di più… diamoci una scossa e facciamoci sentire. E voi sacerdoti dateci una mano, non per dividerci, ma per unirci tra le parrocchie… così si può fare apostolato tra i giovani e con i giovani. Ripeto sono stanca di sentire e avanzare sempre buone proposte e poi di girarmi intorno e non vedere niente, se non gruppetti sparsi nelle tre parrocchie divisi più che mai. Ragà, se ci siete battete un colpo! Anche se saremo in tre non fa niente, ma almeno noi ci saremo!