Anno III
U Sciurinu - n° 39
1 Novembre 2005
Da un anno in mezzo a voi
Ricordo quel 13 ottobre di un anno fa...., ci siamo incontrati per la prima volta! Sembra quasi lontano il giorno in cui sono arrivato nella nostra parrocchia. Ho scritto “nostra” perché l’ho sentita così fin dal primo istante  e il tempo passato con voi ha rafforzato questo sentimento, si la nostra parrocchia “casa tra le case” come scrissi un anno fa. Oggi vorrei dirvi “grazie” perchè in qualche maniera questo mio desiderio  si sta avverando. Vi sono riconoscente per avermi  aperto le porte delle vostre case durante le benedizioni e le visite alle famiglie. Mi rendo conto che  sono sempre più numerose le persone che “ritrovano” la strada verso la nostra chiesa. In quest'anno ho capito che tanti di voi "tifano" per la nostra parrocchia e lo avete dimostrato  dedicando il vostro  tempo e le vostre forze per renderla più bella e funzionante (perché come in ogni casa c’è sempre qualcosa da fare). Un anno sembra poco ma guardando in dietro… si vede che abbiamo percorso un tratto  di strada insieme. Che dirvi allora...???? La strada è ancora lunga  ma la cosa più importante è stato mettersi in cammino. Grazie a Dio (e a don Riva) la nostra parrocchia ha una grande “casa” (molti ospiti hanno avuto il piacere di apprezzare le nostre strutture). Certo è necessaria molta  manutenzione ma non sembra essere questo il   problema principale, anzi mi sono reso conto che l’aspetto materiale è, tutto sommato, il male minore.Una vera casa è fatta trinci-palmente di  "atmosfera e clima di familiarità". È questo che crea  il  legame che ci fa ritornare tra le mura che noi riteniamo sicure…. Per creare tale clima è necessario  l' impegno di tutti, nessuno escluso: consiglio pastorale, caritas, missioni, S. Marta, coro, catechismo, catechesi per adulti, altri gruppi e commissioni….tante possibilità per metter la propria pietra nella costruzione della “casa”. Quest’anno in maniera particolare l'oratorio ha bisogno dell’impegno di tante persone. La porta della nostra casa è sempre aperta .....Io vi aspetto ....
don Andrea
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Facciamo …oratorio
La nostra parrocchia intende proporre ai ragazzi, già a partire dal mese di novembre, una serie di attività quali la musica la pittura, il canto, lo sport ma soprattutto offrire loro la possibilità di compiere un cammino di crescita all’interno di un ambiente cristiano in cui saranno privilegiati i momenti ludico ricreativi ma non verranno trascurati i momenti formativi. Come primo passo è stato proposto un questionario rivolto ai bambini e ai genitori per poter venire incontro alle esigenze di ognuno ma anche per chiedere la collaborazione a tutti i parrocchiani che, generosamente, desiderano offrire un po’ del proprio tempo alla comunità. Con il termine “oratorio” solitamente si definisce quella serie di attività e proposte rivolte ai ragazzi di una comunità parrocchiale allo scopo di offrire loro un ambiente educativo e formativo con una particolare attenzione alla crescita spirituale e umana. L’impegno che comporta la realizzazione e la successiva gestione di un oratorio presuppone non solo l’esistenza di strutture (a Moneta certamente non mancano i locali!!!) ma anche e soprattutto la presenza di una comunità matura disposta ad “investire” sui bambini e sui giovani. I genitori sono, indubbiamente, i primi e principali responsabili dell’educazione cristiana dei loro figli. La Comunità cristiana si affianca alla famiglia per collaborare con essa nell’azione educativa oggi sempre più difficile e, proprio per questo, sempre più urgente. E’ bene ricordare dunque che l’oratorio non è un “parcheggio” per i bambini, ne’ una ludoteca e neanche… catechismo; non vi è tra gli obiettivi dell’oratorio quello di creare “campioni” di atletica, pittori o musicisti famosi. Non esiste una “ricetta” comune per “fare oratorio” e più che stabilire cosa sia o non sia lo si può creare e sostenere insieme, ognuno secondo le proprie possibilità e capacità… e allora…vi aspettiamo!!!
Simona
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Saranno suoi testimoni
Sabato 29 ottobre 15 ragazzi della nostra comunità parrocchiale hanno ricevuto il Sacramento della Cresima per le mani di don Andrea Raffatellu, ,amministratore della diocesi di Tempio-.Ampurias. Evento importante , spesso accolto con superficialità da molti, un po’ per distrazione…un po’ perché forse abbiamo dimenticato le…lezioni di catechismo a cui abbiamo partecipato per l’ultima volta…chissà quanti anni fa.”. Comprendere in pienezza cosa sia lo Spirito Santo certo non è cosa da poco; è certamente una realtà che trascende la nostra condizione umana ma gli effetti della sua azione sono talmente evidenti, ad un occhio attento, ma altrettanto sottovalutati: non è forse lo Spirito Santo che ancora oggi, nonostante tutte le difficoltà, sostiene la Chiesa che quando sembra ad un passo dalla fine esplode nel travolgente entusiasmo dei giovani che a Colonia urlano “Siamo venuti per adorarlo…”? Non è forse lo Spirito Santo che anima e sostiene tutti coloro che, collaborando con i propri sacerdoti, contribuiscono alla edificazione del Regno di Dio? Per quanto potente tuttavia lo Spirito Santo, come ricordava anche don Raffatellu, non può agire senza il nostro consenso, altrimenti non si spiegherebbe come mai, proprio dopo aver ricevuto il sacramento della Cresima, la maggior parte dei ragazzi si allontana dalla parrocchia. Forse anche di questo dobbiamo sentirci un po’ tutti responsabili. Così come non abbiamo tempo noi genitori da dedicare alla parrocchia non possiamo pretendere che lo abbiano i nostri figli. E’ facile dire “non si fa niente per i nostri ragazzi…” Ma chi dovrebbe fare qualcosa? Non penso che, per quanto sorretto dalla forza dello Spirito Santo si possa pretendere che il parroco faccia tutto da solo. Allora…offriamo anche solo un’ora alla settimana per gli altri, magari collaborando alla realizzazione dell’oratorio che, se fino a questo momento è stato solo un bel progetto è proprio perché…non abbiamo tempo da dedicare agli altri!!!
Simona
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Festa dei “Morti – Morti”
Martedì 1° novembre, festa di tutti i Santi, nell’oratorio della parrocchia di Moneta si è celebrata la solennità con un momento religioso, distribuzione delle “collane” di castagne (vecchia tradizione che si cerca di tenere in vita) ai bambini presenti e caldarroste a volontà. Quest’anno sono state coinvolte anche le scuole elementari che grazie alla Direttrice ed alle insegnanti che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa, partecipando a far rivivere questa tradizione con elaborati, disegni e poesie (alcuni lavori veramente belli). A tutti i partecipanti sono stati donati anche dei sacchetti di dolci tradizionali. Durante la festa castagne arrostite (circa cento chili) per tutti per la gioia di grandi e piccini. Il tutto, naturalmente, accompagnato da buona musica e giochi coinvolgenti che non guastano mai. Tutto questo è possibile grazie alla disponibilità di tante persone che, in diversi modi, con spirito di sacrificio lavorano in silenzio per il bene di tutti, a loro il nostro grazie!
Orlando
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