Anno III
U Sciurinu - n° 39
1 Novembre 2005
Una strada da percorrere
  • Domenica 23 ottobre abbiamo celebrato la Giornata mondiale missionaria e, come solitamente avviene, la comunità è stata visitata da un missionario. Quest'anno è stata la volta di suor Giuliana, originaria della provincia di Como, missionaria in Bangladesh dal 1978.La sua testimonianza è stata semplice, bella, gioiosa e…provocante. Molti gli spunti di riflessione che abbiamo ricevuto e che passiamo a chi non ha avuto modo di ascoltarla :
  • Il Signore unico sostegno della nostra vita: "in Bangladesh mi mancavano tutte le certezze e i sostegni che ero abituata ad avere in Italia e mi resi conto che l'unico sostegno che continuavo ad avere era Gesù. L frase evangelica "Io sono sempre con voi" là assumeva un nuovo significato." Noi quanto confidiamo nel Signore? Il mondo in cui viviamo non ci aiuta a vedere Dio come nostro unico sostegno, ma eventualmente come uno dei tanti .
  • Non sciupare la sofferenza: "Sin da bambina desideravo essere missionaria, ma da ragazza mi ammalai. Mi disperavo perché sembrava che il mio desiderio fosse destinato a non avere un seguito. Mia madre, vedendomi soffrire, mi diceva: Offri la tua sofferenza per i missionari". Quando arrivai in Bangladesh, mi colpì subito la sofferenza: disabili e malati venivano portati sulla strada e lasciati sotto il sole cocente. Ricevevano l'elemosina, ma mai un gesto di pietà, di attenzione umana. Signore quanta sofferenza sprecata! Impariamo ad offrire la nostra sofferenza, piccola o grande che sia e a viverla come un'occasione preziosa per amare".
  • Non abituiamoci allo spreco: " Il Bangladesh è un paese giovane, non solo politicamente, ma anche dal punto di vista demografico: il 50% della popolazione è al di sotto dei 15 anni. Per un piccolo, mangiare una caramella è un evento straordinario, ma condividerla con i fratelli è una cosa normale. Tornando in Italia, ho visto tra la spazzatura brioche, merendine, focacce ogni ben di Dio: non va bene.
  • Pensare a chi non ha : " conosco persone in Bangladesh con un'avviata attività commerciale che tengono per sé solo il necessario per vivere, dando a chi il resto a chi è poveri
  • Essere sempre gioiosi: "In Italia si ha tutto, ma si è sempre tristi e brontoloni" La via che suor Giuliana ci ha indicato è poco agevole, faticosa, ma se ci sono persone, cristiane e non, che la percorrono, vuol dire che è accessibile anche per noi. Siamo" piccoli " e non abituati a camminare in questa via, p possiamo però muovere i primi passi scegliendo un aspetto e impegnandoci a viverlo nel tempo.
  • P.S. La giornata missionaria si celebra una volta all'anno, ma la preghiera per i missionari è ben accetta da nostro Signore tutti i giorni …..
Simonetta Colonna
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Un ponte tra la strada e la Chiesa
“L’oratorio è un progetto che ha i suoi spazi, i suoi obiettivi, e le sue esigenze. E’ un luogo di aggregazione giovanile, in cui i giovani stessi costituitisi e collegati come una comunità educativa si aiutano a crescere da cittadini e da cristiani, è lo spazio della vita e della fede in mutua interrogazione, è un ponte tra la strada e la chiesa, dove non si resta nella povertà della strada, né ci si rifugia nel prolungamento della sacrestia, ma dove si accoglie la vita, la si apprezza, la si pone sotto la luce della parola, la si trasforma in una lode a Dio e si impara a metterla a disposizione degli altri. E come tale ha bisogno di figure educative di un certo tipo, ha bisogno di ambienti e di strutture.”
Don Domenico Sigalini
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Leggo, rifletto, rispondo…
a cura di Agostino Canu
Sulla scia di quanto ha scritto Simonetta vorrei aggiungere questo e-mail anonimo che ho ricevuto: "Se non avete mai provato il pericolo di una battaglia o la solitudine dell'imprigionamento, l'agonia della tortura o i morsi della fame, siete più avanti di 500 milioni di abitanti di questo mondo. Se potete andare in chiesa senza la paura di essere minacciati, arrestati, torturati o uccisi, siete più fortunati di 3 miliardi di persone di questo mondo. Se avete cibo nel frigorifero, vestiti addosso, un tetto sopra la testa, e un posto per dormire, siete più ricchi del 75% degli abitanti del mondo. Se avete soldi in banca, nel vostro portafoglio e degli spiccioli da qualche parte in una ciotola, siete fra l'8% delle persone più benestanti al mondo. Se potete leggere questo messaggio, avete appena ricevuto, una doppia benedizione perché qualcuno ha pensato a voi e perché non siete fra i 2 miliardi di persone che non sanno leggere." Qualcuno una volta ha detto: "Lavora come se non avessi bisogno dei soldi. Ama come se nessuno ti abbia mai fatto soffrire. Balla come se nessuno ti stesse guardando. Canta come se nessuno ti stesse sentendo. Vivi come se il Paradiso fosse sulla terra." Diffondere questo messaggio, sicuramente porterà un po' più di ottimismo e un po’ luce nelle nostre giornate grigie.
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