Meditando il Presepe
Sfogliando tra le carte dei ricordi, abbiamo trovato alcuni appunti di qualche anno fa, di un incontro di catechesi, sul presepe. Non si tratta di appunti che riguardano le origini storiche di questa tradizione, ma di spunti di riflessione che, in questo periodo natalizio, possono aiutarci a meditare mentre ammiriamo il nostro presepe o quello degli amici. Nelle case, nelle scuole, nelle chiese, nelle piazze, si costruiscono presepi con stili diversi, materiali vari, piccoli o grandi. Tutti belli. Ma il presepe non è soltanto da ammirare, è un “libro” da leggere, un messaggio da decifrare, una storia da ascoltare …, una catechesi. Ecco quindi gli appunti che ci possono aiutare in questa impresa. Il presepe non riguarda solo l’inizio della vita terrena di Gesù, ma anche la sua missione e la sua conclusione. Gesù nasce dentro una grotta, nella più completa povertà, nell’anonimato più assoluto; Gesù muore sulla croce come un delinquente, deriso e oltraggiato e poi … viene deposto nel sepolcro, una grotta scavata nella roccia … ecco Gesù comincia la sua vita in una grotta e la conclude in una grotta. Gesù viene deposto in una mangiatoia. La mangiatoia contiene il fieno per gli animali; il fieno è simbolo del peccato, della miseria umana, uomini miseri perché lontani da Dio, la presenza del bue e dell’asinello che mangiano il fieno simboleggiano l’umanità che si cibano del peccato e si abbruttisce; Gesù si sostituisce a quel fieno e si fa cibo spirituale per la salvezza degli uomini, scegliendo un piccolo paese della Palestina: Betlemme, che significa “città del pane”. Gesù, nell’ultima cena, prendendo il pane e il vino, dice: “Questo è il mio corpo, questo è il mio sangue offerto per voi in remissione dei peccati, prendete mangiatene e bevetene tutti”. Gesù viene avvolto in fasce e posto sulla mangiatoia; Gesù deposto dalla croce, viene avvolto da un lenzuolo che è il sudario di morte e messo sulla nuda pietra. In alcune icone russe per rappresentare meglio questo fatto, gli artisti hanno dipinto la mangiatoia a forma di bara. Gesù riceve in dono “Oro, Incenso e Mirra”. L’Oro per la regalità di Cristo, l’incenso per il suo sacerdozio e la mirra per la sua sofferenza. La mirra è una pianta che le donne israelite univano al fiele per comporre una mistura per alleviare le sofferenze. Anche a Gesù durante il suo calvario fu offerta questa mistura, ma Egli non ne volle bere, perché voleva soffrire fino in fondo a causa degli uomini e per la loro salvezza. La nascita di Gesù è annunciata dagli angeli ai pastori, i quali accorrono verso la grotta e gioiscono nel vederlo; gli angeli annunciano alle pie donne che Gesù è risorto e le invitano a portare l’annuncio ai loro fratelli.Concludiamo questa breve riflessione augurandovi un lieto Natale ricco di gioia e di speranza.
Agostino e Simonetta
Piccoli artisti in azione…

Come già preannunciato, dal mese di novembre le porte dell’oratorio “San Domenico Savio” si sono “spalancate” per accogliere bambini e ragazzi della nostra comunità parrocchiale (ma non solo…!!!)desiderosi di trascorrere alcune ore della settimana in allegria e in buona compagnia. Bricolage, canto ,danza, mini basket e gioco libero sono le attività proposte fino a questo momento grazie anche alla disponibilità di alcuni genitori e giovani che ogni settimana propongono ai nostri bambini attività divertenti creative e ricreative o, più semplicemente, “vigilano” sui loro giochi. L’oratorio è luogo di divertimento ma anche di crescita e di formazione ed essendo espressione della comunità parrocchiale non può trascurare l’aspetto della crescita nella fede dei ragazzi. È per questo che, per sottolineare il momento dell’”Attesa” che caratterizza il periodo liturgico dell’Avvento, si è pensato di coinvolgere i ragazzi nella realizzazione di una serie di decorazioni Natalizie che serviranno ad addobbare i locali dell’oratorio in vista della ormai consueta “festa dell’ Epifania (o, se mi è consentito, della…”Befana”!!!) e nella preparazione di una rappresentazione canora per raccontare la storia del Natale. Venire incontro alle esigenze di tutti i bambini è praticamente impossibile ma è già un grande traguardo essere riusciti ad assicurare l’apertura dei locali dell’Oratorio per ben 5 giorni la settimana. Per poter soddisfare maggiormente tutte le richieste è però necessaria altra…”manodopera”. Molti genitori che pensavano di “non sapere fare niente” si sono scoperti abili “artisti”, cimentandosi insieme ai loro figli nella realizzazione di piccole…opere d’arte!!! È allora…l’invito è sempre aperto per chiunque voglia collaborare e, come sempre…VI ASPETTIAMO!!!
Simona