Lo sport ci parla...
Lo sport ci parla...
a cura di Salvatore Faggiani
Archivio - Anno 2003 -

1 Gennaio 2003
È emozionata, forse più del premiato, il Sindaco Rosanna Giudice mentre premia Jeff Onorato, che riceve l’ennesimo riconoscimento ufficiale (il primo dell’amministrazione della sua città) di una carriera a dir poco straordinaria. L’emozione di entrambi deriva forse dal fatto che finalmente il Comune di La Maddalena si è ricordato di avere fra i suoi concittadini un campione del mondo. Ma Jeff ha dimostrato e dimostra tuttora di essere anche un campione nella vita. Con la sua scuola di sci nautico, unica nel suo genere, in un piccolo angolo vicino il ponte di Caprera, conosciuto come località Saint Tropez, Gianfranco accoglie anche i diversamente abili e con la sua encomiabile sensibilità li avvicina e li inserisce in quel settore colmo di valori umani, morali e sociali quale è il mondo sportivo. E loro sono lì, numerosi, nel salone consiliare, ad applaudire non solo il campione ma soprattutto il loro fraterno amico. E’ una cerimonia che sprizza emozioni sempre più forti, dal discorso di apertura del Sindaco, alla bellissima e, in alcuni momenti, commovente presentazione di Lorenzo Impagliazzo del campione e specialmente dell’uomo Jeff Onorato. Con parole semplici ma toccanti Lorenzo ha esaltato i momenti più importanti della vita sportiva e non di Jeff, toccando anche quelli più brutti come l’incidente in moto e la lunga ed estenuante riabilitazione che lo hanno messo a dura prova. Per ultimo il discorso di Gianfranco che, oltre a sottolineare lo stato emotivo e di commozione provato per questa premiazione, ha evidenziato come sia importante nella vita trasformare i momenti negativi, di sconforto e di dolore in esperienze positive e di valori umani e sociali. Il picco dell’emozione che ha coinvolto il numeroso pubblico presente, è stato raggiunto quando hanno cominciato a scorrere i fotogrammi del documento patrociniato dalla Presidenza del Consiglio della Regione Sarda, girato e montato dal regista Santo Acciaro, che ritraggono il campione mentre scia nelle acque isolane con un gruppo di atleti diversamente abili. Significative alcune frasi pronunciate dagli atleti nel filmato al termine della loro prova sciistica: “Non esiste la parola impossibile”, “La capacità mentale aiuta la forma fisica”; toccante quella pronunciata da una atleta non vedente: “Avere fiducia in se stessi ti fa rivedere la vita”. Concludo con la frase con cui Jeff chiude il documento filmato: “Il valore della vita non sta in quello che ti succede ma come reagisci a quello che ti succede”.
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15 Gennaio 2003
Il calcio isolano è in lutto. Il 3 gennaio ultimo scorso si è spento l’ex calciatore e vecchia gloria dell’Ilva Loris Onida detto «Ciuccino». Il soprannome gli era derivato dal suo modo lento di muoversi in campo, però quando c’era da saltare l’avversario la cosa gli riusciva facilmente per le sue imprevedibili finte e per la grande tecnica che lo contraddistingueva dagli altri giocatori. Una tecnica che aveva nel sangue come la famosa rovesciata che gli riusciva con grande naturalezza (come i più famosi Piola e Parola) e quando la palla era nello specchio della porta il goal, e che".goal, era sicuro. Loris Onida ha giocato diversi campionati nell’Ilva e due nell’Olbia, ma proveniva dal calcio d’elite e precisamente dal Livorno quando era in serie A e dal Genoa in serie B e dopo aver vestito le maglie di Carrarese in Toscana e La Spezia in Liguria. Nell’Ilva ha giocato con Salvioli, Bellei, D’Agostini, Giagnoni, Faiella, Zonza, Mameli, Rubbiani e nell’ultimo periodo aveva fatto da chioccia a Domenico Comiti, Pietro Sanna e altri giovani che si affacciavano alla ribalta calcistica isolana. La Maddalena ha perso un altro uomo di sport che ha dato molto all’isola sia come professionista che come uomo. Loris Onida ha rappresentato in maniera inequivocabile e limpida quei valori e quegli insegnamenti che lo sport da sempre trasmette a coloro che credono in questo settore colpevolmente trascurato. Ci mancheranno il suo cordiale sorriso e il suo sincero sguardo con quegli occhietti vispi e furbi, come le sue brucianti finte e acrobatiche rovesciate!
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1 Febbraio 2003
«Fanno sul serio i ragazzi della pallavolo maddalenina». Così iniziava l’articolo apparso sul numero 67 del nostro periodico. E loro hanno continuato a fare sul serio tanto da conseguire una serie impressionante di vittorie che gli ha permesso di ritornare al comando, meritato, della classifica della B2. E’ evidente ormai che le squadre interessate alla promozione in B1 dovranno fare i conti con i terribili e agguerriti ragazzi allenati da Giuseppe Manca e Marco Morello. Questa serie di successi, che coinvolge anche e soprattutto il settore giovanile maschile e femminile guidato e curato dai tecnici Andrea Schettino, Davide Sechi e Toni Pagano, ha un segreto. Un segreto formato non solo dalla bravura e dalla professionalità degli atleti e dei tecnici, ma anche dalla serietà, dall’impegno e dal lavoro di un gruppo di dirigenti che opera come le loro squadre ovvero con spirito di sacrificio, serenità ed educazione. Infatti il principale obiettivo della società Garibaldi è quello di ottenere da tutti gli atleti (piccoli e grandi), prima del risultato sportivo-agonistico, un comportamento civile, serio ed educato non solo tra di loro ma anche nei confronti degli avversari, degli arbitri, dei tifosi e dei dirigenti. In altre parole mettere in pratica quei valori assoluti che lo sport insegna. Centrato e raggiunto tale obiettivo anche quello della competizione viene ottenuto con minore difficoltà. E così sia la prima squadra che quelle del settore giovanile navigano a gonfie vele e la speranza che questo momento felice e vincente della pallavolo maddalenina continui non è infondata. Sia i dirigenti che i tecnici e gli atleti sono convinti che il momento d’oro che il Garibaldi sta vivendo sia dovuto soprattutto ai tifosi che seguono i ragazzi con entusiasmo ed affetto. Questo è senza dubbio un altro bellissimo risultato conseguito dal Garibaldi per la serietà e l’impegno profusi nel lavoro da tutti: dirigenti, tecnici e atleti.
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15 Febbraio 2003
Si è tenuta all’inizio della settimana (11 febbraio), nel salone consiliare del Comune di La Maddalena, la prima riunione per l’organizzazione della manifestazione «La Maddalena – Sardegna 2003», questo dovrebbe essere il nome nelle intenzioni dei promotori, che sarà incentrata in particolare sulle finali regionali di vela studenteschi, di un convegno sullo sport, l’ambiente e la salute, e del premio Sardegna 2003 giunto alla sua terza edizione. L’appuntamento è per il periodo 23-25 maggio prossimo venturo a La Maddalena. Numerose le autorità politiche, civili, militari e sportive presenti (oltre ai rappresentanti delle varie associazioni dell’Arcipelago) tra cui anche alcuni dirigenti del Ministero della Pubblica Istruzione. L’organizzazione richiederà un grande impegno, non solo economico, da parte di tutti gli Enti, le Istituzioni e le Associazioni che patrocineranno l’importante avvenimento. Il clou della manifestazione saranno le finali regionali di vela e il convegno che toccherà le tematiche più importanti relative allo sport, alla salute e all’ambiente con particolare riguardo ai giovani. Le gare di vela si svolgeranno su tre categorie: optimist, riservata agli studenti delle scuole medie, laser e 4.20, riservate agli studenti delle scuole superiori under 17. Per ogni categoria saranno presenti tre equipaggi provinciali, fatta eccezione per Cagliari e Sassari che saranno in gara con quattro equipaggi e La Maddalena che avrà la possibilità del numero libero di equipaggi partecipanti. Saranno quindi circa cento i ragazzi pronti a sfidarsi singolarmente nelle meravigliose acque dell’Arcipelago. Una vera festa dello sport che sarà arricchita non solo dal convegno-dibattito previsto su argomenti di primaria importanza come lo sport, l’ambiente e la salute ma anche da una fiera di prodotti tipici sardi che si terrà in Piazza Umberto I. Il promotore principale di questa manifestazione è, come nel passato, il giornalista del Corriere dello Sport Antonello Sagheddu che ancora una volta con capacità e caparbietà porta avanti questa lodevole e interessante iniziativa. Il pregio maggiore di Antonello Sagheddu è quello di riuscire con l’amore per il suo Paese e la sua fiducia a dare coraggio ai suoi più stretti collaboratori e aprire la strada a un’avventura straordinaria dal punto di vista personale e collettivo. In questo tipo di manifestazioni è sempre stato un punto di riferimento fondamentale per il Comune e le Associazioni sportive. Personalmente ritengo che le premesse create con certosina pazienza, intelligenza e operosità da Antonello Sagheddu siano un prezioso investimento e di ciò va pubblicamente ringraziato.
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01 Marzo 2003
Ho sempre ammirato, come penso tutti, le persone che alle parole fanno seguire i fatti e che in possesso di valori e capacità le trasmettono ai giovani, ai bambini. E’ importante infatti che fin da bambino l’individuo si trovi circondato da esempi e da maestri che coltivano le sue possibilità e lo aiutano a valorizzarle in un sistema di aiuto reciproco, di amicizie, di relazioni consolidate. In tal senso la «scuola calcio» dell’A.S. Arcipelago sta facendo molto. Infatti essa è rivolta verso i giovanissimi, soprattutto i più piccoli (sei-otto anni). L’età giusta per insegnare loro i valori della vita di gruppo, della solidarietà e dell’umiltà tramite l’attività sportiva. Gli interessi principali dell’A.S. Arcipelago consistono nel fare l’impossibile per preservare contestualmente tre esigenze: impedire che si verifichi una rottura del legame fra l’allenatore e i bambini e soprattutto tra i bambini stessi, salvaguardare l’autorità dell’allenatore entro i limiti della figura di guida che egli deve rivestire nell’ambiente in cui opera, evitare che si spezzi il rapporto di solidarietà del gruppo. Con questi sani e validi principi è sorta appunto la scuola calcio dell’A.S. Arcipelago, il cui presidente Nuccio Maddaluno e i suoi validi e preziosi collaboratori (allenatori e dirigenti) continuano a rivolgere le loro attenzioni verso i giovani in particolare verso i più piccoli. Questo certosino e prezioso lavoro sta dando i suoi frutti anche nel campo della competizione e dell’agonismo. Infatti i «pulcini» di Antonino Canu, persona sempre in prima linea quando si tratta di lavorare per i bambini, hanno vinto ancora una volta, addirittura imbattuti, il proprio campionato sommergendo di reti e bel gioco le altre squadre partecipanti. Una squadra plasmata con passione e affetto da Antonino Canu, che dedica molto tempo anche all’insegnamento dei principi e dei valori della buona educazione, della solidarietà e dello spirito di gruppo. E con l’entusiasmo che lo ha sempre contraddistinto nel suo lavoro, coinvolge simpaticamente i bambini assegnando ad ognuno un aggettivo o attributo che evidenziano le qualità agonistiche e di carattere dei piccoli. Questi i «pulcini» campioni F.I.G.C. 2002/2003, tra parentesi l’aggettivo/attributo assegnato dal loro allenatore: Ciccone (la sicurezza), Plastina (la sapienza), Verrascina (la furbizia), Canu (la tempestività), Caselloni (l’infaticabile), Varsi (la classe), Cabras (la pazienza), Palagiano (la potenza), De Santis (la velocità e i polmoni), Sanna (la grinta), De Cicco (la tecnica), Benatti (la tenacia), Amabile (la rapidità), Pileri (l’eleganza), Casula (la promessa).
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15 Marzo 2003
Continuano a lavorare quando gli altri, dopo una giornata di lavoro o di scuola, si riposano ovvero si dedicano ai loro hobby, ma questo non gli pesa affatto perché l’attività sportiva per loro non è solo un impegno agonistico e di competizione ma è un momento di svago, di divertimento, di incontro e soprattutto scuola di vita. La loro parola d’ordine, infatti, è «divertirsi divertendo». Stiamo parlando di Lorenzo Impagliazzo e dei giovani studenti della scuola media Garibaldi: Alessandro Andreotti, Giacomo Cabras, Cristian Lai, Davide Curis, Mirko D’Alessio, Claudio De Martis, Gianmichele Fois, Alessandro Lobrano, Tiziano Massa, Dario Mesina, Valerio Occhiuto, Andrea Grondona. Questi giovani studenti, sotto l’attenta e preziosa guida di Lorenzo Impagliazzo, sono i neo campioni provinciali nei Giochi Sportivi Studenteschi di pallavolo. E’ il terzo anno consecutivo che il paziente e valido lavoro di Lorenzo Impagliazzo, accompagnato dal suo inossidabile entusiasmo che da sempre mette a disposizione dei giovani studenti, conduce la scuola media Garibaldi a questi successi nella pallavolo studentesca. A sentire Lorenzo, con la consueta umiltà che lo contraddistingue, non ci vuole molto: «Metti assieme un paio di calciatori, due giocatori di pallacanestro, un gruppo di pallavolisti e altri giovani di buona volontà, falli divertire e prova ad allestire una squadra di pallavolo. Risultato: ottimale». I fatti gli danno ragione e dopo un inizio deludente per la sconfitta contro la «Diaz» di Olbia (2 a 1), ecco i successi di Castelsardo (3 a 0 in trasferta), la rivincita contro Olbia (3 a 0 in casa) e nella finale la netta vittoria contro l’Istituto Comprensivo «Ines Giagheddu» di Calangianus per 3 a 0. Questi eccellenti risultati Lorenzo Impagliazzo li ha racchiusi e spiegati nelle poche parole su riportate, ma arrivare per tre anni consecutivi in finale e per di più con tre squadre diverse non è cosa da poco. Secondo il nostro parere è il frutto della passione che nutre per lo sport, un settore che ritiene speciale, avvincente e unico nel suo genere, per i molteplici e preziosi insegnamenti che dispensa. La scuola è l’ombelico dell’attività e della pratica sportiva, il luogo dove conoscerla e praticarla. Lorenzo Impagliazzo tutto questo lo ha capito da molto tempo e continua a lavorare e impegnarsi in un progetto scolastico serio e intrigante. A lui e ai suoi ragazzi il sincero augurio di raggiungere le finali nazionali e…… fateci sognare ragazzi!
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