Storia della Parrocchia
Storia della Parrocchia
a cura di Claudio Ronchi
Archivio - Anno 2000 -

15 marzo 2000
La fondazione
Fu probabilmente don Michele Demontis, cappellano al seguito della spedizione piemontese che occupò La Maddalena il 14 ottobre 1767, a celebrare, all'aperto, la prima Messa nell’Isola. Provvisoriamente poi si dovette utilizzare una delle baracche militari rapidamente costruite. Nel gennaio 1768 mons. Pietro Paolo Carta, vescovo di Ampurias e Civita, istituì la parrocchia di Santa Maria Maddalena nominando parroco don Virgilio Mannu. La prima chiesa (l’attuale Trinita) venne ultimata, col lavoro della popolazione e delle truppe, attorno al 1770. In essa trovarono sepoltura i primi morti dell'Isola. I registri parrocchiali annotano il nome della prima sepolta, certa Maria Avigia, deceduta l’8 ottobre 1770 "sepultusque fuit in ecclesia S. M. Magdalenae, in dicta Insula existente". Fino ad allora i morti venivano seppelliti a San Michele del Liscia presso Palau. Sempre nei registri parrocchiali è registrato il nome della prima “isolana" ufficialmente battezzata. Si tratta di Angela Maria Ornano nata a La Maddalena il 31 gennaio 1768.
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1 Aprile 2000
Il primo Sacerdote isolano
Se il primo parroco di La Maddalena fu il canonico Mannu (dal 1768 al 1793), il primo prete maddalenino fu don Silvestro Zicavo. Di lui si hanno poche notizie. Conosciuto come preti isulanu, nacque il 26 dicembre 1821, figlio di Antonio e Caterina Zonza. Fu ordinato sacerdote il 20 maggio 1853 a Tempio, nella cappella privata del vescovo Diego Capece. Probabilmente dopo un periodo trascorso a Tempio rientrò a La Maddalena dove rimase quasi ininterrottamente fino alla morte. Nel 1862, in pieno clima risorgimentale, don Zicavo sottoscrisse col parroco Michele Mamia Addis (amico di Garibaldi), una supplica al papa Pio IX affinché rinunciasse, per il bene supremo della Chiesa, al potere temporale, consentendo così l’unificazione dell'Italia. La supplica, redatta dal Vicario capitolare di Tempio teologo Mazzetto, fu sottoscritta da oltre cinquanta sacerdoti della Diocesi. Per quella supplica i firmatari rischiarono la scomunica. Don Silvestro Zicavo morì il 3 novembre 1880 e fu seppellito nel vecchio cim"tero del paese di La Maddalena che allora non superava i 1800 abitanti.
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15 Aprile 2000
Nascita dell’Azione Cattolica
Da un registro conservato nell'archivio parrocchiale si apprende che a La Maddalena il primo Circolo Cattolico, intitolato a Papa Benedetto XV, fu fondato nel 1922. Presidente fu eletto Battista Vico, nipote del parroco Antonio Vico. Ma, "dopo un periodo di vita più o meno stentata, il Circolo si sciolse". Venne ricostituito nel 1927, ad opera soprattutto di Giuseppe Colonna, insegnante delle Scuole Complementari e di Vincenzo De Angelis, impiegato del Genio Civile. Erano in tutto una ventina di giovani i quali tenevano le loro riunioni in via Balbo, nella Sala dei Pescatori. Notevole impulso all'attività del Circolo la diedero il colonnello Prospero Schiaffino e un cappellano militare fiorenti"no: don Casimiro Liccioli. Quest'ultimo, oltre ad infondere entusiasmo e prestare assistenza spirituale e finanziaria, ottenne dal Comando Marina l'uso di un vasto locale di Cala Gavetta (oggi sede Ufficio Idrico). "Costruitovi un palcoscenico e addestrativi i giovani ai segreti delle scene iniziò così l'attività filodrammatica”. Attività che, per alcuni anni, ebbe un certo rilievo ed importanza. Don Liccioli donò anche un pianoforte nuovo…. Presidente del Circolo era Mario Ferracciolo, segretario Giovanni Corona, cassiere Armando Meloni.
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22 aprile 2000
Azione Cattolica e Fascismo
Da un registro conservato negli archivi parrocchiali si apprende che l’11 febbraio 1929, alla notizia della firma dei Patti Lateranensi, i giovani dell’Azione Cattolica di La Maddalena, guidati dal cappellano militare don Casimiro Liccioli, improvvisarono una manifestazione: “Fra lo sventolio di bandiere Nazionali e Vaticane, un grande corteo attraversò le vie di La Maddalena, con bande musicali, inneggiando alla Patria rinata”. Poco tempo dopo però Mussolini lanciò un duro attacco all’Azione Cattolica. Le conseguenze si sentirono anche a La Maddalena. Trasferito don Liccioli, la Marina tolse all’Associazione 1’uso del locale di Cala Gavetta precedentemente concesso. “Il 31 maggio del 1931 un improvviso quanto inaspettato dispaccio del Governo ordinava la chiusura di tutti i Circoli Cattolici del Regno”. L’ordine fu eseguito anche a La Maddalena. “Le autorità locali si impadronirono immediatamente della Sede (ubicata in via Balbo), sequestrando tutto ciò che esisteva nell’Ufficio-Segreteria. Nessuna opposizione fu fatta”. L’azione si svolse “alla presenza del Presidente (Mario Ferracciolo, vecchio milite fascista) del Segretario (Orazio Traverso) e del Parroco Can. Antonio Vico”. Quattro mesi dopo un nuovo dispaccio del Governo disponeva la riapertura dei Circoli Cattolici.
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