15 settembre 2000
Parrocchia S.M. Maddalena Parroci (e vice parroci)
- Ricerca di Claudio Ronchi
- Parrocchia S.M. Maddalena
- PARROCI (e vice parroci)
- 1768 - 1773 VIRGILIO MANNU
- 1773 - 1799 GIACOMO MOSSA (Luca Demuro)
- 1799 - 1808 ANTONIO BIANCAREDDU (Luca Demuro)
- 1808 - 1824 GIOVANNI BATTISTA BIANCAREDDU (Luca Ferrandico)
- 1824 - 1829 LUCA FERRANDICO
- 1829 - 1830 CLEMENTE PISCHEDDA (Michele Pischedda)
- 1830 - 1832 SEBASTIANO BALISTRERI (Antonio Addis)
- 1832 - 1855 ANTONIO ADDIS (Michele Mamia, Domenico Tumaneddu)
- 1855 - 1885 MICHELE MAMIA (Antonio Vico)
- 1885 - 1933 ANTONIO VICO (Angelo Ciuti, Gerolamo Scampuddu, Pietro Canu, Giovanni, Battista Mura, Giuseppe, Millelire, Pietro Maciocco, Salvatore Capula)
- 1933 - 1998 SALVATORE CAPULA (Pietro Maciocco, Giuseppe Millelire,Angelo Borrielli, Epifanio Cesaretti, Giovanni Vittorio Sanna, Michele Derosa, Salvatore Giacomini, Giuseppe Riva, Giovanni Columbanu, Flavio Cimino, Paolo Pintus, Efisio Farci, Armando Dessole, Antonio Cau, Italo Cossu, Salvatore Melis, Domenico Degortes, Nicolino Addis, Raimondo Satta, Alessandro Piga, Sandro Serreri)
- 1998 -…….DOMENICO DEGORTES (Sandro Serreri, Cipriano Okoronkwo)
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- Parrocchia Agonia di N.S.G.C.
- PARROCI (e vice parroci)
- 1964 - 1996 GIUSEPPE RIVA
- 1996 - …… DOMENICO DEGORTES (Celestino Murras, Terenzio Ntitangirageza)
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1 ottobre 2000
Caro Nelson... tuo Biancareddu
E’ noto che l’ammiraglio inglese Horatio Nelson, negli anni 1803-1805, sostò più volte, con la sua flotta, nell’Arcipelago. E’
noto anche che Nelson, il 18 ottobre 1804, volle fare dono alla chiesa di Santa Maria Maddalena, tramite il reverendo Alexander Scott
(cappellano anglicano della flotta e suo segretario), di due candelieri ed una croce d’argento (accompagnati da lettera autografa), in segno di gratitudine per l’ospitalità ricevuta dai maddalenini. Assai meno noto è il fatto che il reverendo Scott non potè consegnare personalmente al parroco Antonio Biancareddu il dono, poiché questo era assente. Si trovava infatti a Tempio, suo paese natale e, giuntagli la notizia, si precipitò a La
Maddalena dove, qualche giorno dopo, oltre a celebrare una Messa e cantare un “Te Deum”, scrisse anche una lettera di
ringraziamento a Nelson. Il particolare dell’assenza e della lettera di don Biancareddu lo ha precisato e documentato il professor Mattia Sorba, con un articolo pubblicato sul periodico “Corriere delle Bocche” (n. 6, dicembre 1999). Scrisse infatti don Biancareddu: “Eccellenza, mi son fatto un sacro dovere di affrettare il mio ritorno da Tempio mia patria in quest’isola della Maddalena, per umiliare da vicino all’E.V. i mie’ più rispettosi ringraziamenti pel grazioso e segnalato dono fatto a questa Chiesa Parrocchiale sotto la mia cura affidata, dono altrettanto prezioso, perché
accompagnato da’ venerati suo’ caratteri, che resteranno depositati a perpetua gloriosa memoria, e della Chiesa, e del Commune, e del più divoto de’ suo’ Servi. L’E.V. è supplicata ad accettare li più ossequiosi ringraziamenti da parte di chi non cesserà di
porgere quotidiani, e perenni voti al Cielo per la prosperità, lunghi giorni, e gloria dell’E.V., nell’atto, che si rassegna col più profondo rispetto.
D.V.E. La Maddalena addì 22 8bre 1804 Dev.mo um.mo ed obblig.mo Servidore D.e Antonio Biancareddu Vic.o P.le”. Conservata negli archivi della British Library, la lettera è stata trovata dal professor Salvatore Rotta, maddalenino, docente universitario, storico e saggista, che diede informazione al professor Sorba.
15 ottobre 2000
La prima Visita Pastorale di mons. Albino Morera
Mons. Albino Morera detto “il Santo” fu vescovo della diocesi di Ampurias e Tempio dal 1922 al 1950. Fece ben 9 Visite Pastorali visitando le parrocchie e i circa 4.000 stazzi della Diocesi. La prima Visita Pastorale di mons. Morera a La Maddalena risale ai giorni 1, 2, 3 giugno 1924 (l’ultima era stata effettuata da mons. Giovanni Maria Sanna il 12 aprile 1916). La Maddalena contava
allora circa 10.500 abitanti, militari compresi. Terminata la prima guerra mondiale (nella quale la piazzaforte aveva avuto un ruolo secondario), le diminuite esigenze della Difesa avevano portato un blocco alle imponenti opere di fortificazione, con la
conseguente crisi economica. L’importanza dell’Arcipelago non era tuttavia venuta meno: il Re Vittorio Emanuele III era infatti giunto in visita nel 1921, la Regina Margherita nel 1922 e Mussolini, che già studiava un potenziamento, nel giugno del 1923. A La Maddalena era presente una potente Loggia
Massonica, marcatamente anticlericale, forte di un centinaio di aderenti, mentre la Chiesa Evangelica Valdese, presente da oltre tre decenni, da qualche anno non aveva più un pastore residente. Non vi era Sindaco ma il Commissario prefettizio generale Pietro Demurtas. Dalla Relazione della Visita Pastorale si ricavano alcune interessanti notizie. Le principali frazioni di La Maddalena erano quella di Cala Francese (circa 70 persone), Moneta (circa 500) e
Stagnali (circa 100). Parroco era il settantenne canonico Antonio Vico, calangianese, a La Maddalena fin dai tempi di Garibaldi (parroco dal 1885, parroco perpetuo dal 1900). Viceparroco era don Pietro Maciocco, tempiese di circa cinquant’anni, già parroco di Bulzi e viceparroco di Sedini. Era a La Maddalena dal 1 ottobre 1920. Il catechismo veniva frequentato da circa 500 bambini. Vi era un Asilo d’Infanzia, amministrato dalle Suore dell’Istituto S. Vincenzo, “raccoglie 600 bambini al giorno”. Per quanto riguardava i battesimi erano circa 300, i morti circa 160 (media del triennio 1921, 22, 23). I matrimoni nel triennio precedente erano stati circa 200. Vi era un numero imprecisato di “unioni civili o concubinarie” e “pochissimi” matrimoni religiosi senza atto civile. Nell’ultimo triennio circa 100 persone, compresi gli annegati, erano morti senza sacramenti. Non tutti i funerali erano religiosi. Per le spese di culto la parrocchia godeva dei cespiti dell’Isuleddu, in enfiteusi al generale Ricciotti Garibaldi (140 lire annue) e del Comune (lire 150 annue). Nella Relazione è scritto che nella chiesa, oltre all’altare maggiore di S.M. Maddalena, erano eretti anche l’altare di “Sant’Erasmo, B. Assunta, S. Filippo, S. Salvatore, S. Antonio, V. del Carmelo, Purgatorio, S. Giorgio”, tutti consacrati. La chiesa, già illuminata
elettricamente, era provvista di armonium e di tre confessionali. Aveva un sacrista, pagato dal Municipio (50 lire annue). Veniva inoltre attestata l’esistenza di reliquie, conservate in Parrocchia: “una della Vera Croce, con autentica; una di Santa Maria Maddalena con autentica; una di Sant’Antonio da Padova con autentica e altre senza autentica”. Nella parrocchia di Santa Maria Maddalena,
dichiarava ancora il parroco Vico, “esiste la Confraternita di S. Croce delle sole donne, quella degli uomini fu sciolta da S. Ecc. Mons. Fra Giovanni Maria Sanna. Fu fondata il 16 luglio 1906. Esistono le Guardie d’Onore, Apostolato della Preghiera, Progetti Luigini, Associazione al Rosario Perpetuo, al Bambino di Praga, a Santa Zita, alla Madonna della Guardia, al Carmelo. Donne Cattoliche n. 37; Circolo Giovanile Femminile n.40; Figlie di Maria n. 60”. In occasione di quella Visita Pastorale, Mons. Morera determinò “come Altare Privilegiato… l’Altare Maggiore della
Chiesa Parrocchiale”.
1 novembre 2000
La Seconda e la terza visita Pastorale di Mons. Morera
La seconda visita pastorale del vescovo Albino Morera si svolse il 13 novembre 1927. Fu di un solo giorno. Nell'ottobre 1926 c'era stata a La Maddalena una Missione al Popolo da parte dei Vincenziani della Casa delle Missioni di Sassari, con i padri Manassero e Rosi e la presenza, “pure come missionario, di Monsignor Vescovo Albino Morera”. Nella Relazione della Visita Pastorale del 1927, sottoscritta dal Vescovo, si legge: “Nella seconda nostra visita Pastorale alla parrocchia di La Maddalena constatammo con piacere un sensibile miglioramento spirituale ... Con particolare compiacimento vedemmo poi istituite di recente due opere: quello del circolo giovanile maschile, a cui per l'istruzione presta con zelo l'opera sua, il Rev.mo Parroco (canonico Antonio Vico, ndr), e quella della Messa militare domenicale, alla quale interviene un importante numero di marinai e soldati, coi loro superiori”. La terza visita pastorale di mons. Morera “fu fatta nei giorni 17 e 18 dicembre 1930, essendo convisitatore il Can. Tomaso
Columbano. Trovammo la popolazione ben preparata - attesta il Vescovo nella Relazione - essendo in corso una missione in occasione del centenario della Medaglia Miracolosa e con piacere vedemmo il
popolo accorrere numerosissimo alle prediche, come numerosissimi erano gli uomini che intervenivano alle conferenze predicate ad essi soli. Anche l'affluenza ai Sacramenti fu imponente ... Si amministrò la cresima a circa trecento fanciulli, i quali
risposero discretamente bene alle interrogazioni del Catechismo. E’ da lamentare però che questo sia poco frequentato e poco bene
organizzato. L'Azione Cattolica è rappresentata da una circolo Giovanile maschile abbastanza fiorente, dal Gruppo Donne appena in formazione. Mancano il ramo uomini e quello della Gioventù
femminile che speriamo sorgano presto”. Di lì a un paio d'anni il vescovo Morera invierà a La Maddalena un giovane sacerdote di Castelsardo per aiutare il quasi ottantenne parroco Vico e da affiancare al quasi sessantenne vice parroco don Maciocco.