Storia della Parrocchia
Storia della Parrocchia
a cura di Claudio Ronchi
Archivio - Anno 2000 -

18 novembre 2000
Don Capula e la 4° visita Pastorale di Mons. Morera
“Rev.do Sig. Vicario - scriveva il 6 luglio 1933 il vescovo di Ampurias e Tempio mons. Albino Morera al quasi ottantenne parroco di La Maddalena Antonio Vico - penso farle cosa gradita annunziandole che ho deciso di mandare costì, come secondo viceparroco, il R. don Capula, che V.S. già conosce come ottimo figliuolo, istruito e zelante, perché possa prestarle valido aiuto nel coltivare cotesto vasto campo che la Provvidenza ha affidato alle sue cure. Lo mando con l'incarico preciso di sviluppare costì i vari rami dell'Azione Cattolica, specialmente nel ramo maschile e di coltivare la popolazione colla predicazione, perché V.S. sa meglio di me quanto sia necessaria in cotesto ambiente, specialmente ora in cui pare che i protestanti cerchino di alzare la testa. Sarà un leggero sacrificio finanziario per la S.V. e per l'altro suo viceparroco (don Pietro Maciocco, ndr), ma il sacrificio sarà largamente compensato dal sollievo del lavoro specialmente data l'età e la sua debolezza di vista ...”. Don Capula giunse a La Maddalena il 3 agosto 1933. C’è ancora chi lo ricorda all'arrivo: alto, magro, con una valigia di cartone, prendere in affitto una stanza in una modesta casa di via Ilva. Il 13 settembre dello stesso anno l'anziano parroco Vico moriva. Don Capula venne nominato vicario amministratore e il 6 aprile 1934 parroco. Prese possesso della parrocchia il 10 giugno. Esattamente un anno dopo La Maddalena, che contava 12.850 abitanti (censimento del 1931), ebbe la visita di Mussolini (accompagnato da Ciano e Starace), in ispezione alle fortezze ed attrezzature militari, in potenziamento negli ultimi anni. Da poco tempo l'ammiragliato era stato trasferito a Cagliari e la piazzaforte dell'Arcipelago era considerata in prima linea. Mons. Morera svolse la sua quarta visita pastorale a La Maddalena nei giorni 28 e 29 aprile 1935. Arrivò la sera del 27 e si recò immediatamente all'Istituto San Vincenzo, retto da suor Maria Elisa Gotteland. Giunto in parrocchia “compì le solite cerimonie dell'apertura della sacra visita con breve sermone al popolo, che insieme con tutto il clero e le autorità era intervenuto numeroso”. Nella dettagliata Relazione della Visita Pastorale sottoscritta dal vescovo Morera e conservata negli archivi parrocchiali si legge inoltre: “In merito alla vita religiosa di questa parrocchia, composta in massima parte di una popolazione eterogenea e fluttuante, in cui prevale l'elemento militare, abbiamo constatato un risveglio molto sensibile che si rivela non solo in una maggiore affluenza alle sacre funzioni ma anche nell'aumento delle comunioni pasquali, compresi gli uomini. L'Azione Cattolica è ormai stabilita nei suoi quattro rami principali che si vanno sempre meglio sviluppando. L'associazione giovanile Benedetto XV non solo si mantiene in efficienza, ma aumenta il numero dei suoi membri, imbevuti di sincero spirito di pietà e di condotta esemplare, e con vera soddisfazione abbiamo vista già largamente sviluppata la costruzione di una sede (locali Splendor ndr) per le opere di A.C. della parrocchia, per iniziativa specialmente della gioventù maschile. Di tutto ciò ci rallegriamo sinceramente col giovine parroco alla cui attività e zelo si deve il vigoroso impulso religioso impresso alla popolazione”.
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1 dicembre 2000
La 5° visita Pastorale di Mons. Morera
Mons. Albino Morera, vescovo di Ampurias e Tempio, svolse la sua quinta Visita Pastorale a La Maddalena nei giorni 22 e 23 maggio 1938, essendo convisitatore il canonico dottor Angelo Cano. “Si arrivò la sera del sabato antecedente il 21 maggio – è scritto nella Relazione conservata negli Archivi parrocchiali - ed il Vescovo, indossati gli abiti pontificali nella cappella dell’Istituto di San Vincenzo, accompagnato da numeroso popolo con a capo il Clero e le Autorità locali, si recò in corteo nella Chiesa parrocchiale … Anche in questa parrocchia ci parve di riscontrare un progresso sensibile nella via del bene. Soprattutto ci rallegriamo con il M.R. Parroco (don Salvatore Capula ndr ) per l’impulso che ha saputo dare … Prendiamo atto con piacere che si è costruito, primo nelle nostre Diocesi, un bel salone per le opere cattoliche”. Nel “Questionario” in preparazione della della Visita Pastorale, redatto e sottoscritto dal parroco don Capula, sono riportate alcune interessanti statistiche su La Maddalena e la vita parrocchiale. Alla data del 1° aprile 1938 la popolazione complessiva era di 11.587 abitanti; 10.128 vivevano in paese, 1.459 in campagna. Nel 1935 i bimbi battezzati furono 277 (261 legittimi e 16 illegittimi). I morti furono complessivamente 113 (di cui 23 bimbi, pari al 20%), 68 con tutti i sacramenti, 10 con la sola estrema unzione, 11 di morte improvvisa ed 1 senza sacramenti. I cresimati furono 202, i matrimoni 126 (di cui 1 civile). Nel 1936 i bimbi battezzati furono 260 (258 legittimi, 2 illegittimi). I morti furono 121 (di cui 33 bimbi, pari al 27 % delle morti), 63 con tutti i sacramenti, 16 con la sola estrema unzione, 9 di morte improvvisa. I cresimati furono 196, i matrimoni 89 (dei quali 2 civili). Nel 1937 vennero battezzati 274 bambini (dei quali 7 illegittimi). I morti furono 115 (dei quali 52 bambini, pari al 45%), 48 con tutti i sacramenti, 4 con la sola estrema unzione; nove persone morirono di morte improvvisa, 2 non vollero i sacramenti. I cresimati furono 166, i matrimoni 84 (1 solo civile). Per quanto riguardava la frequenza media alla Messa festiva, nel 1936 si contavano circa 300 ragazzi, 600 ragazze, 400 uomini, 2.200 donne, per un totale di circa 3.500 persone (circa il 30% della popolazione).
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