Storia della Parrocchia
Storia della Parrocchia
a cura di Claudio Ronchi
Archivio - Anno 2002 -

15 Agosto 2002
Storia dell’Azione Cattolica - (8 – continua)
Abbiamo già ricordato come il 26 giugno 1934 “tra il più grande entusiasmo dei componenti dell’Azione Cattolica si iniziarono i lavori per la costruzione della nuova Sede”, ubicata in via Maggior Leggero (cinema Splendor). Partito da La Maddalena per motivi di lavoro il presidente Mario Demurtas, don Capula, nel novembre successivo, indisse tra i giovani soci le elezioni del nuovo direttivo, dalle quali risultarono eletti Andrea Del Monaco (vice presidente), Francesco Muntoni (segretario), Efisio Corona (cassiere), Marcello Zichina e Nino Scarfi (consiglieri). Il Registro parrocchiale dal quale attingiamo queste notizie specifica come le elezioni “si svolsero con la massima regolarità”. Si trattava tuttavia più che altro di ‘esercitazioni’ alla democrazia ed alle libere elezioni, di democrazia pilotata o ‘illuminata’. Ancor’oggi, anziani parrocchiani ricordano come, stranamente, i dirigenti eletti dell’Azione Cattolica fossero poi sempre quelli indicati da don Capula. Ma tant’è: in tempi di piena dittatura la cosa doveva avere comunque più di un significato. Nel gennaio del 1935 il vescovo Albino Morera, su proposta di don Capula, nominava Andrea Del Monaco presidente. Il 2 gennaio 1936 il Delegato Aspiranti Efisio Corona fu nominato dal Vescovo Presidente Diocesano dell’Azione Cattolica e Nino Scarfi segretario. Oltre alle altre attività spirituali e sociali (tra l’altro i giovani dell’A.C. giunsero primi a pari merito con i giovani di Bitti nelle gare regionali di cultura religiosa dopo essere arrivati primi della Diocesi), “i giovani non esitarono a prestare la loro opera materiale e intellettuale per vedere terminata al più presto possibile la Sede. A mezzo di autocarri, gentilmente prestati dalla Sezione di Artiglieria, provvidero a trasportare dalla cava del sig. Grondona la pietra che doveva servire per raggiungere l’altezza stabilita dai muri. In mille modi essi seppero prestare la loro opera per tale scopo… Si videro per 4 sere squadre notturne di giovani, attrezzati alla meglio, lavorare al chiarore di luce acetilenica, per portare a termine i lavori di pavimentazione del locale. Grandi e piccoli, studenti ed artigiani, tutti si fusero in una sola volontà. La Sede pur non essendo completamente rifinita si rese in tal modo abitabile. Qualche mese dopo si apersero le porte per accogliere ufficialmente la Gioventù di A.C.. In quella Sede si svolse una manifestazione Diocesana: la Settimana di Studio per Dirigenti e un Convegno Diocesano. Dirigenti, laici e Sacerdoti riuniti a vita comune per studiare il tema della II Campagna Nazionale, furono concordi nell’ammirare le realizzazioni della ‘Benedetto XV’ la quale ancora una volta risultò all’avanguardia del movimento giovanile Diocesano”.
(8 – continua)
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15 Settembre 2002
Storia dell’Azione Cattolica - (9 – continua)
“Sono passati dieci anni dal giorno in cui i giovani fondatori, raccogliendo l’imperativo apostolico di Cristo Signore, ricostituirono con pochi altri fratelli, l’Associazione Giovanile ‘Benedetto XV’.” Così si legge in un Registro dell’Azione Cattolica conservato nell’Archivio parrocchiale. “La Santa Pasqua 1937 – si legge ancora – ne ha segnato il decennio di vita: decennio che non può passare inosservato perché durante il suo svolgersi l’Aureola della Benedetto XV si è arricchita di perle luminose che non si oscureranno se non per essere sostitute da altre più lucenti ed eterne”. In effetti, dopo il grande momento di espansione organizzativa, di successi e realizzazioni (primo tra tutti i locali dello Splendor), l’Azione Cattolica maddalenina ebbe una fase di rallentamento, dovuto ad un ricambio generazionale. I ragazzi di prima erano diventati uomini e molti di essi dovettero emigrare per lavoro. “Se oggi la ‘Benedetto XV’ è formata principalmente da elementi giovanissimi, la causa è da ricercarsi principalmente nell’innato spirito migratorio dei maddalenini i quali sentono il bisogno di dimorare, sia pure per poco tempo, lontani dalla loro isola natia. Militari per natura, gran parte d’essi tentano d’intraprendere la carriera militare che è quella che più si confà alle esigenze del loro spirito. Questa caratteristica si riflette nella vita dell’Associazione la quale dopo aver lavorato anni interi per possedere dei giovani di A.C. degni della loro missione, se li vede andar via, proprio quando, nell’ardore dei loro vent’anni, avrebbero dovuto darle i frutti della loro formazione”. Non tutti partirono, molti ritornarono, altri poi ripartirono per la guerra. Nel frattempo attenzione e cura don Capula stava dedicando ai giovanissimi, alcuni dei quali mostravano già le attitudini necessarie per fondare un nuovo gruppo dirigente.
(9 – continua)
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30 Settembre 2002
Storia dell’Azione Cattolica - (10 – continua)
Nel 1935 ebbe inizio la conquista italiana dell’Etiopia, nel maggio 1936 veniva proclamato l’Impero, sempre nel 1936 Mussolini interveniva in Spagna al fianco di Franco, nel 1939 l’Italia occupava l’Albania. Erano gli anni della massima potenza del fascismo. I rapporti tra don Salvatore Capula ed il fascismo andarono avanti a fasi alterne, preoccupato com’egli era di mantenere l’autonomia dell’Azione Cattolica rispetto alle associazioni del Regime da una parte (l’attivismo del gruppo maschile, che aveva tra l’altro costruito la propria sede in via Maggior Leggero, e del numerosissimo gruppo femminile, creava spesso attriti e pericolose polemiche) e di conservare comunque buoni rapporti con le autorità fasciste e militari dall’altra. Don Capula, evidentemente non volendosi legare al Regime, all’invito della locale Segreteria del Partito di assumere l’incarico di cappellano del Fascio rispose con un garbato rifiuto designandovi il vice parroco don Pietrino Maciocco. Nonostante ciò don Capula seguì il complessivo orientamento del clero italiano di sostanziale accondiscendenza (in quegli anni in Italia non furono poche le espressioni di ossequio al fascismo e di adesione più o meno entusiastica alle sue imprese ed alla sua politica, sia di sacerdoti e che di vescovi). Un’informativa del segretario del Fascio di La Maddalena Paolo Azzena, del 3 marzo 1938 (conservata dal collezionista maddalenino Francesco Sanna), attesta che don Capula non aveva “mai tenuto contegno avverso al Regime”, che manteneva“rapporti di cordialità con le Gerarchie tutte e con le Autorità Civili e Militari”, che il suo contegno “nell’esercizio del culto” era improntato “ad un regime di vita molto modesto ed umile”, e che aveva dato “prove di essere non solo patriottico ma simpatizzante, senza restrizioni, verso il Regime”. È bene tuttavia ricordare che all’epoca, a chi non fosse ‘simpatiz-zante’, i fascisti somministravano generose dosi di olio di ricino (a La Maddalena queste operazioni venivano fatte nella sede del Fascio che si trovava in piazza Garibaldi sopra l’attuale gioielleria Serafin), per non parlare del carcere e del confino. Nell’ultima puntata della nostra storia abbiamo ricordato la crisi nella quale a La Maddalena versava il ramo maschile di Azione Cattolica per la partenza di molti suoi aderenti, chi per lavoro chi per la guerra. In un secondo Registro della “Associazione Benedetto XV”, conservato nell’Archivio parrocchiale si legge: “L’anno 1939 addì 26 di settembre si è tenuta l’assemblea settimanale dei soci effettivi. Erano presenti: l’Assistente (don Capula, ndr) il V. Presidente. I consiglieri Doriano, Giuseppe Rassu. I soci Corona G., Ledda, Pilo, Balzano Isidoro, Melis Antonio, Mura Guido, Canu, Serra Pietrino. L’Assistente legge e comunica la professione di fede fatta dai Cattolici nel congresso della Regalità a Lubiana. Ricorda che nel prossimo mese si chiude l’anno sociale. Invita i giovani di provvedere per tempo al tesseramento. Vengono ripristinate le quote mensili. In occasione della vestizione clericale del socio Giuseppe Riva, che avverrà in Parrocchia Domenica prossima, l’Assistente invita tutti i giovani a pregare, acciocché il Signore conceda al nostro caro, l’ascesa al suo Altare. Con la preghiera si chiude l’assemblea”. Il verbale fu sottoscritto da segretario Salvatore Sposito.
(10 – continua )
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1 Novembre 2002
Storia dell’Azione Cattolica - (11 – continua)
L’Anno Sociale 1939-1940 dell’Azione Cattolica di La Maddalena ‘Benedetto XV’ si aprì il 3 ottobre. Erano presenti alla riunione “l’Assistente (don Capula ndr), “il vice presidente, i consiglieri: Melis, Doriano. I soci Anselmini, Corona, G.Ledda, Pilo, Mura, Canu, Serra, Mocci Lorenzo. L’Assistente incita i giovani ad una intensa attività per il nuovo Anno Sociale. Informa che i giornali della gioventù sono stati ridotti ad uno: ‘Credere’. Le lettere da inviarsi ai soci fuori sede saranno messe a disposizione dei soci che potranno comunicare con i loro compagni lontani. L’Assistente si accerta se viene recitato il cosiddetto ‘Rosario Vivente’ istituito per invocare la pace”. Il verbale fu sottoscritto da Salvatore Sposito. Il 29 dicembre la Filodrammatica dell’Associazione ‘Benedetto XV’ rappresentò nel salone di via Maggior Leggero il dramma in due atti ‘Giovinezza Eroica’ e la farsa ’Voglio diventare attore cinematografico’. Il 7 gennaio 1940 venne rappresentato il dramma ‘La casa del padre’. Nella riunione del 16 gennaio don Capula dopo essersi congratulato per la buona riuscita delle recite esortò ”i giovani ad una più intensa vita di apostolato” e raccomandò loro “di combattere il ballo”. Il 21 gennaio fu rappresentato il dramma in tre atti ‘La bestia senza nome’; il 28 ‘Per un po’ d’insalata’ e successivamente ‘L’Uomo bendato’. Il Giovedì Santo del 1940 fu la volta della ‘ Trilogia del Calvario’. Tra i nomi dei membri dell’Azione Cattolica risultano anche quelli di Rassu, Zonza, Corona P. e Corona E., Cotrone, Del Chiappo, Lamberti. Nella riunione del 23 aprile 1940 don Capula annunciò che Andrea Zonza “aveva assunto la carica di presidente”. Raccomandò inoltre ai soci lo studio del Catechismo perché a metà maggio sarebbe giunto a La Maddalena mons. Morera “e saranno esaminati dal Vescovo”. Nella riunione del 30 luglio 1940, presenti il presidente Zonza, e poi “Califano, Ornano, Melis, Serra, Balzano, Corona Giovanni, Pilo, Rassu, Sposito, Anselmini, Piredda” (risultano assenti: Conti, Cossu, D’Oriano, Cotrone, Biasi, Correli, Canu, Poggio), don Capula “saluta don Vittorio Sanna”, nuovo vice parroco (l’altro è don Pietro Maciocco) che seguirà gli aspiranti. Invitò poi “i soci che non si sentissero il coraggio di continuare a far parte dell’Associazione, di dirlo chiaramente”. Si era nel pieno della guerra e don Capula lanciò l’iniziativa”che ciascun socio effettivo che vada a combattere si scelga un aspirante che preghi per lui”. Al termine della riunione don Vittorio Sanna rivolse “a tutti elevate parole di ringraziamento” e chiese ”preghiere perché diventi un buon vice parroco e soprattutto un Santo Sacerdote”. Il verbale fu sottoscritto da Michele Piredda.
(11 – continua)
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