Storia della Parrocchia
Storia della Parrocchia
a cura di Claudio Ronchi
Storia della Parrocchia

15 Marzo 2003
La cappella di Sant’Erasmo
La lettera sottoscritta da Tommaso Volpe fu Pasquale, Capitano Marittimo, datata 14 settembre 1898, sulla cappella di Sant’Erasmo, indirizzata al ‘Regio Commissario del Comune di Maddalena’ così prosegue:
“ … Di tali spese enunciate e di altre ancora fatte pel devoto intento possono testimoniare col Vicario di questa Parrocchiale quanti cittadini sono qui nati o cresciuti ad hanno colla vita senno e onestà. In seguito lasciò scritto il mio padre: “Dal 1° Giugno 1895 la spesa per la festa di Sant’Erasmo sarà spesata dai miei figli, cioè a loro piacimento da volersi o non volersi, meno che vita durante di mia moglie, si farà la festa per conto di essa. E ciò voglio che sia valido”. Pertanto, da me e fratelli miei, si rispettò la volontà di lui, deceduto nell’ottobre 1895: e così nel 2 giugno dell’anno appresso mia madre pagò £ 49,99 per candele, messa e processione: e quando passata Lei a miglior vita, sempre per quell’omaggio devoto dei genitori e religioso compito, io sborsai £ 43,30 nel 1897 e £ 43,50 nel corrente anno. In tale esposizioni di fatti non si contano le altre spese eseguite dal defunto mio padre, come le tovaglie e i candelieri e gli adorni tutti per l’altare della cappella. Non le varie riparazioni ad essa fatte sia al pavimento, sia alla balaustrata e pagate a muratori, falegnami o fabbri. Non le polveri servite allo sparo dei mortaretti ad ogni vigilia e festa del Santo: neppure si conta la tassa che si è pagata annualmente per un terreno detto: chioso di S.Erasmo. Io ignoro la natura di questo terreno e dove si trova. Esso fu sempre un pascolo, per quanto mi informano, e tenuto dal fu Michele Valle quando giunto da Corsica, pagando, a quanto mi si dice, un fitto da lire 10 a 15, a seconda il prodotto del pascolo. Non so se il Valle abbia sempre pagato quel fitto al compare Pasquale Volpe e come il figlio Domenico Valle succeduto al padre nel servirsi di quel chioso fino ad oggi … Pur tuttavia se tale somma di lire dieci o quindici ne fosse venuta a prò della cappella di S.Erasmo, essa sarebbe stata una ridicola cosa di fronte alle spese annuali che si fanno per la cappelletta in questione e principalmente per la sola festa di quel Santo: imperocché quel denaro appena sarebbe bastato per la consueta bicchierata – sempre da lunga pezza praticatasi - che si offre ogni ricorrenza del 2 giugno ai vecchi marittimi ed a coloro che portano la statua del Santo in processione”.
(3 – continua)
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1 Aprile 2003
Storia della Parrocchia
La cappella di Sant’Erasmo
Concludiamo la lettera che Tomaso Volpe nel 1898 scrisse al Regio Commissario del Comune di La Maddalena. Ci sembra che molte interessanti notizie siano in essa contenute. “ … In merito al detto Chioso non so dettare alcun ricordo. Per esso ho udito tante volte ripetere che si ignorava il perché detto chioso si intitolasse a S. Erasmo e come fosse ad esso inscritto nei registri dei terreni. Solo mio fratello Giuseppe che si diletta a raccogliere notizie sulle passate cose in quest’Isola m’informa che da un documento veduto e che cercherà arguisce egli sia il Chioso quello situato in Cala Francese, a ponente di quest’Isola, e ceduto per una metà da Pietro Culiolo fu Antonio al padrone Giuseppe Susini fu Nicolò: ad esso quegli Consigliere e questi Priore della Confraternita di S. Erasmo verso l’anno 1835-36 ei ritiene che solo allora ed a favore di essa Confraternita sia stata fatta quelle cessione: e non altrimenti si deve ragionare, imperocché certe note questioni di famiglie, mai avrebbero consigliato il Culiolo a cedere gratuitamente il possesso di quel terreno incolto al Susini. Il perché poi della cessione - soggiunge il mio fratello – ha la sua ragione di essere forse in quella potenza generosa dei Culiolo del tempo. Quanto ho esposto, egregio Signore è quanto so di questo S.Erasmo, della sua Cappelletta, e di cui non esistono, e ignoro se mai sono esistite tavole di fondazione, e documenti che vi si riferiscono. Oggi però, che vi è una legge – come mi scrive la S.V. per la tutela delle Cappellette dedicate ai Santi, ed è necessario un’ammi-nistrazione speciale, io sono pronto di abbandonare quella Cappella di Sant’Erasmo, ed il santo, e tutti gli arredi dell’altare ed il suo Chioso a chi vuole la legge. E da questo momento, io ed i miei fratelli Giuseppe e Carlo – senza far torto alla memoria dei nostri cari genitori – non più si provvederà della Cappelletta di candele e di arredi per l’altare: né più si pagherà messe, vespri processioni e susseguenti bicchierate nella festa di S. Erasmo, né più si pagherà le tasse per quel Chioso, ed in conseguenza di ciò si prega la S.V. a voler essere cortese di una dichiarazione di tale rinunzia. In attesa la ringrazio sentitamente con rispetto; Il capitano di lungo corso Tommaso Volpe”
(4 – continua)
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15 Aprile 2003
La cappella di Sant'Erasmo

Sebbene il capitano Tommaso Volpe, unitamente ai fratelli Giuseppe e Carlo, con lettera del 14 settembre 1898 al Regio Commissario Prefettizio del Comune di La Maddalena, avesse rinunziato all'ammini-strazione dei beni della Congregazione di S. Erasmo ed all'organizzazione della festa, tuttavia continuarono, in qualità di eredi, nel possesso. Il dato è contenuto in un appunto cronologico di don Salvatore Capula, divenuto parroco di La Maddalena nel 1933, succeduto al canonico Antonio Vico, parroco dal 1885 al 1933. La cartella relativa alla Congregazione di Sant'Erasmo, conservata nell'Archivio Parrocchiale, contiene inoltre una perizia di verifica dei confini del chioso appartenente alla Congregazione, sottoscritta dal geometra Antonio Cappai, datata 20 settembre 1930. Ad incaricare il geometra Cappai, furono i proprietari confinanti "Guccini Luigi fu Giacomo, Chinelli Francesco fu Sebastiano e Culiolo Gerolama vedova Volpe, quest'ultima quale amministratrice dei beni della locale Congregazione Sant'Erasmo". Come è noto il chioso era ubicato "in regione Cala Francese-Puntiglione, o Valle Majore". Dunque è confermato che ad amministrare i beni fosse succeduta la vedova di Tommaso Volpe, figlia di Salvatore Culiolo e Maria Gerolama Volpe. Dal 1930 al 1945 non si hanno altre notizie. Il 27 luglio 1945 Gerolama (o Geromina) Culiolo Volpe stilò di suo pugno e sottoscrisse il testamento olografo: "Io sottoscritta Culiolo Geromina Vedova Volpe fu Salvatore, sana di mente, volendo per il bene dell'anima mia conservare una tradizione di famiglia della chiesa di Santa Maria Maddalena, in La Maddalena, lascio al parroco pro tempore che attualmente rappresenta M.R. Dottor Salvatore Capula fu Francesco, immobile denominato Congregazione di S.Erasmo in regione Cala Francese Puntiglione". In data 20 febbraio 1946 don Capula ricevette dalla Culiolo vedova Volpe una discreta somma di denaro da destinarsi ai lavori di restauro ed alla manutenzione della chiesa di Santa Maria Maddalena ed ancora una cartella del "Debito Pubblico", i cui interessi, dopo la sua morte, si sarebbero dovuti destinare ai poveri. Il 27 maggio del 1950 Geronima Culiolo, vedova Volpe, munita dei Sacramenti, all'età di 91 anni, moriva nella sua casa di via Ilva 2. A consegnare il testamento olografo ed una cartella del "Debito Pubblico" a don Capula, in data 24 luglio 1950, fu il nipote di lei prof. Martino Branca, il quale, nella lettera d'accompagnamento, ricordò l'espresso desiderio della zia affinché, nel giorno della festa di Sant'Erasmo "si continui a celebrare, come sempre nel passato, la funzione religiosa".
(5 - Fine)
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01 Maggio 2003
Don Flavio Cimino

Tra i tanti vice parroci avvicendatiti a La Maddalena i maddalenini meno giovani ricordano ancora, e con affetto, don Flavio Cimino. Esile, rosso di capelli, di buon carattere, morì poco più che trentenne. Nato a Castelsardo nel 1930, entrò in seminario a 12 anni. Venne ordinato sacerdote il 2 luglio 1954 e il 1° settembre dello stesso anno fu nominato vice parroco di La Maddalena, in sostituzione di don Giacomini trasferito ad Olbia. A La Maddalena, oltre al parroco don Salvatore Capula, suo compaesano e parente erano presenti i vice parroci don Armando Dessole e don Giuseppe Riva. Don Cimino seguì i giovani dell'Azione Cattolica ed il coro femminile. Morì per una malattia congenita, a Sassari, il 20 agosto 1961. I funerali si svolsero nella cattedrale di Castelsardo. Moltissimi furono i maddalenini presenti.
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