
Sebbene il capitano Tommaso Volpe, unitamente ai fratelli Giuseppe e Carlo, con lettera del 14 settembre 1898 al Regio Commissario Prefettizio del Comune di La Maddalena, avesse rinunziato all'ammini-strazione dei beni della Congregazione di S. Erasmo ed all'organizzazione della festa, tuttavia continuarono, in qualità di eredi, nel possesso. Il dato è contenuto in un appunto cronologico di don Salvatore Capula, divenuto parroco di La Maddalena nel 1933, succeduto al canonico Antonio Vico, parroco dal 1885 al 1933. La cartella relativa alla Congregazione di Sant'Erasmo, conservata nell'Archivio Parrocchiale, contiene inoltre una perizia di verifica dei confini del chioso appartenente alla Congregazione, sottoscritta dal geometra Antonio Cappai, datata 20 settembre 1930. Ad incaricare il geometra Cappai, furono i proprietari confinanti "Guccini Luigi fu Giacomo, Chinelli Francesco fu Sebastiano e Culiolo Gerolama vedova Volpe, quest'ultima quale amministratrice dei beni della locale Congregazione Sant'Erasmo". Come è noto il chioso era ubicato "in regione Cala Francese-Puntiglione, o Valle Majore". Dunque è confermato che ad amministrare i beni fosse succeduta la vedova di Tommaso Volpe, figlia di Salvatore Culiolo e Maria Gerolama Volpe. Dal 1930 al 1945 non si hanno altre notizie. Il 27 luglio 1945 Gerolama (o Geromina) Culiolo Volpe stilò di suo pugno e sottoscrisse il testamento olografo: "Io sottoscritta Culiolo Geromina Vedova Volpe fu Salvatore, sana di mente, volendo per il bene dell'anima mia conservare una tradizione di famiglia della chiesa di Santa Maria Maddalena, in La Maddalena, lascio al parroco pro tempore che attualmente rappresenta M.R. Dottor Salvatore Capula fu Francesco, immobile denominato Congregazione di S.Erasmo in regione Cala Francese Puntiglione". In data 20 febbraio 1946 don Capula ricevette dalla Culiolo vedova Volpe una discreta somma di denaro da destinarsi ai lavori di restauro ed alla manutenzione della chiesa di Santa Maria Maddalena ed ancora una cartella del "Debito Pubblico", i cui interessi, dopo la sua morte, si sarebbero dovuti destinare ai poveri. Il 27 maggio del 1950 Geronima Culiolo, vedova Volpe, munita dei Sacramenti, all'età di 91 anni, moriva nella sua casa di via Ilva 2. A consegnare il testamento olografo ed una cartella del "Debito Pubblico" a don Capula, in data 24 luglio 1950, fu il nipote di lei prof. Martino Branca, il quale, nella lettera d'accompagnamento, ricordò l'espresso desiderio della zia affinché, nel giorno della festa di Sant'Erasmo "si continui a celebrare, come sempre nel passato, la funzione religiosa".
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