Storia della Parrocchia
Storia della Parrocchia
a cura di Claudio Ronchi
Storia della Parrocchia

15 Maggio 2003
La Visita Pastorale di mons. Melis
Mons. Giovanni Melis fu vescovo della diocesi di Ampurias e Tempio (allora così ancora si chiamava) dal 1963 al 1970. Nato a Sorgono nel 1916 fece studi ginnasiali ad Oristano, liceali e teologici a Cuglieri. Fu ordinato sacerdote nel 1939. Insegnante del seminario arcivescovile di Oristano e poi vice parroco della Cattedrale, a soli 32 anni fu nominato canonico e a 37 anni Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Oristano. Fu consacrato vescovo di Ampurias e Tempio nel 1963. Nel 1970 prese possesso della diocesi di Nuoro. Attualmente ne è vescovo emerito pur vivendo a Genoni, in provincia di Oristano e diocesi di Ales. Mons. Melis fece a La Maddalena una Visita Pastorale (l'ultima era stata nel 1955 da parte del vescovo mons. Carlo Re) nei giorni 21 e 22 maggio del 1967, accompagnato dai convisitatori canonici Mario Careddu e Giovanni Columbanu. Giunto nel pomeriggio da Tempio in auto, alla banchina di Palau fu accolto dal parroco del paese don Salvatore Matta, da mons. Salvatore Capula, parroco di Santa Maria Maddalena, da don Giuseppe Riva, parroco di Moneta e da un ufficiale della Marina Militare. Ad attenderli era un motoscafo militare che trasportò il corteo a La Maddalena. In piazza Umberto I, nella banchina dell'ammiragliato ad attenderli vi era il sindaco Pietrino Vasino ed il comandante della Base. Un picchetto di marinai gli rese gli onori mentre li passava in rivista. Mons. Melis attraversando via Garbali si diresse poi in Municipio dove ricevette il saluto ufficiale del sindaco. A La Maddalena quell'anno, oltre a ricevere una Visita Pastorale si celebrava il Bicentenario della fondazione della città. "Successivamente - scrive nella relazione conservata nell'Archivio parrocchiale il vescovo Melis - mi recai in Parrocchia, ove celebrai la Santa Messa e salutai i fedeli. Più tardi presi parte alla Processione tradizionale dalla Parrocchia alla Chiesa della SS.ma Trinità. Fu una processione lunga, ma composta e devota. Al termine pronunciai parole di circostanza, ricordando la fede dei primi maddalenini, che attorno a quella Chiesa fondarono la loro prima stabile comunità" (1767, duecento anni prima, ndr). Mons. Giovanni Melis pernottò presso l'Istituto San Vincenzo.
(1 - continua)
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1 Giugno 2003
La Visita Pastorale di mons. Melis
Due motivi rendevano non distesi i rapporti personali tra il vescovo mons. Melis ed il parroco mons. Salvatore Capula: l’istituzione della parrocchia di Moneta nel 1963, nata dallo scorporo da quella di S.Maria Maddalena e la questione all’epoca ancora aperta della vendita di Giardinelli. Dai documenti ufficiale naturalmente questo non appare. La mattina del 22 maggio 1967 mons. Melis in Visita Pastorale a La Maddalena, si alzò di buon ora dopo aver dormito nell’apparta-mentino messogli a disposizione da suor Superina, presso l’Istituto San Vincenzo. Alle 8 (prestissimo), nella chiesa di Santa Maria Maddalena amministrò le cresime a 161 (centossentuno) tra ragazzi e ragazze. “Nelle ore successive – si legge sempre nella relazione – accompagnato da mons. Capula e dal colonnello Sulis mi recai a porgere un saluto ed una esortazione agli allievi della Marina, che attenevano inquadrati nel cortile della caserma. In seguito, nei locali dell’Istituto San Vincenzo mi incontrai con i dirigenti parrocchiali; infine partecipai alla Messa delle ore 11.30, durante la quale rivolsi la parola ai fedeli spiegando loro il significato teologico e pastorale della festa della SS.ma Trinità. In serata mi incontrai con i membri delle associazioni cattoliche; quindi, sempre accompagnato da mons. Capula, ammirai i paramenti e i vasi sacri dell’Istituto San Vincenzo, alcuni dei quali veramente pregevoli; successivamente visitai una decina di ammalati, il ricovero dei vecchi, la chiesa di Due Strade e il Cimitero. Alle 18 mi recai ancora nella chiesa della SS.ma Trinità, ove celebrai la Messa e rivolsi parole ai fedeli, raccomandando, loro lo studio della dottrina cristiana, la preghiera in famiglia e la devozione alla Madonna. Chiusi la giornata con una visita al Municipio, ove ascoltai la commemorazione del Bicentenario tenuta dal Prof. Mattia Sorba ed un concerto pianistico, tenuto dalla Sig.na Onida”. La Visita Pastorale si concluse lì. Mons. Melis pernottò ancora presso l’Istituto San Vincenzo. Il lunedì mattina (23 maggio 1967) celebrò in forma privata la Messa nella cappella dello stesso Istituto “e successivamente mi recai al porto, ove, dopo essermi congedato dal Parroco e dalle altre autorità, mi imbarcai per rientrare in sede. Molte sono state le impressioni belle riportate nella Visita – scrive ancora nella relazione mons. Melis – anche se, come è naturale, in mezzo alle luci non siano mancate le ombre”.
(2 – continua)
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15 Giugno 2003
La Visita Pastorale di mons. Melis
“Molte sono state le impressioni belle riportate nella Visita - scrive nella relazione del 28 giugno 1967 mons. Giovanni Melis - anche se, come è naturale, in mezzo alle luci non siano mancate le ombre. In particolare ho apprezzato: il perfetto accordo tra Parroco e Vice Parroci (rispettivamente mons. Salvatore Capula, don Antonio Cau e don Antonio Addis, ndr), l’intesa fra l’autorità religiosa e quella civile e militare; la collaborazione prestata dalle Suore a tutte le iniziative della Parrocchia; la partecipazione del popolo alle funzioni liturgiche; le prestazioni della Schola Cantorum; l’alto livello spirituale e organizzativo a cui sembrano giunti i dirigenti; il decoro e la proprietà con cui sono tenute le Chiese, soprattutto quella di Due Strade”. Dopodiché nella relazione mons. Melis passa a fare alcune osservazioni: “Rilevo con dolore che non si sono svolte le 20 lezioni presso le Scuole Elementari“. E ancora: “Non ho visto il registro generale della Congregazione della Dottrina Cristiana, ma ho l’impressione, che al di fuori delle lezioni per la Cresima e la prima Comunione in Parrocchia non si faccia granché altro”. Il Vescovo constata poi che “non è stato presentato il Chronicon e lo Stato d’Anime”. Per quanto riguarda l’Amministrazione del patrimonio parrocchiale scrive che “attualmente non esiste in Parrocchia un registro patrimoniale: le ultime note e le indicazioni in proposito risalgono tutte al Parroco Vico … Dispongo pertanto che il Rev. Parroco compili entro 6 mesi il registro patrimoniale, elencando tutti gli immobili, pervenuti in qualsiasi modo alla Parrocchia …”. Per quanto riguarda ancora il Registro di Cassa “è fermo al 1956. Si provveda con urgenza. Colgo l’occasione – conclude poi il vescovo mons. Melis - per ricordare che in occasione di compere, legati, donazioni, lasciti, fatti a beneficio della Chiesa, è prescritto seguire le formalità di legge, che prescrivono il nulla osta della Curia e della Prefettura. Queste non sono formalità superflue, ma costituiscono una garanzia per i sacerdoti e per i fedeli”.
(3 – fine)
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1 Luglio2003
L’effige di suor Gotteland
Il 28 giugno 1953 (cinquant’anni fa), in occasione del cinquantenario dell’Istituto San Vincenzo, del quale quest’anno ricorre il centenario (1903-2003), venne scoperta, nello stesso Istituto, un’effige marmorea di suor Gotteland, che per alcuni decenni ne fu la superiora e grande benefattrice della comunità maddalenina. Pubblichiamo la cronaca dell’avve-nimento, scritta da Pietro Favale, attualmente decano dei giornalisti maddalenini. “Quando le due orfanelle tirarono giù il drappo bianco che ricopriva l’effige marmorea di suor Maria Elisa Gotteland, un raggio di sole sprigionò dal cielo plumbeo che aveva minacciato fino ad allora pioggia ed illuminò, come per incanto, la superba cornice attorno a noi. Uno scroscio di applausi di una folla eccezionale che aveva preso posto nelle numerose terrazze, lungo le scalinate, nei poggioli, sottolineò l’atto delle due orfanelle raccolte anni addietro nella sua casa dalla Pia Sorella. Poi il silenzio tornò a regnare tra i numerosi candidi edifici festonati, con grazia e signorilità di ghirlande di rose, mentre il vescovo di Ampurias e Tempio, monsignor Carlo Re, con solenne incedere si portava di fronte al medaglione e con lo sguardo dolce e commosso scrutò attentamente il volto dell’animatrice e fondatrice di questo Istituto, vanto e gloria non solo della nostra città, ma di tutta la Sardegna. Impartita la benedizione Monsignor Re, parlò ai numerosi fedeli e con le sue calde parole tratteggiò la nobile figura della fondatrice. Seguirono poi, altri oratori: il vice sindaco Pietro Ornano, lesse un messaggio inviato dal sindaco avv. Antonio Carbini, fuori sede per ragioni di lavoro, aggiungendo sue parole di circostanza ed il saluto di tutta l’Amministrazione Comunale; l’on. Stara, rappresentante ufficiale della Regione Sarda, che col suo squisito dire commosse tutto l’uditorio; il comandante Berengan col suo simpatico frasario sgorgato dal cuore porse un caldo saluto a nome della Marina Militare; l’ispettore Fadda, uomo di scuola, che ebbe l’onore di premiare di medaglia d’oro l’esemplare educatrice, don Del Grosso delle missioni San Vincenzo De’ Paoli, che descrisse in modo avvincente e ammirabile la figura di suor Gotteland ed infine il dottor Chirico da numerosi anni affezionato e stimato medico dell’Istituto. Lo scoprimento del medaglione era stato preceduto da una solenne messa, con assistenza pontificale, officiata da monsignor Salvatore Capula, parroco della città, coadiuvato dai sacerdoti Curis e Careddu e dal vice parroco don Giacomini. Assisteva S.E. mons. Carlo Re, accanto al quale sedeva monsignor Vico della Curia di Tempio”.
Pietro Favale
Tratto da : Pietrate Isolane, Cronache di un Arcipelago. La Maddalena, 1989.
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