
don Roger Poggi
Esattamente a distanza di duecento anni, il parroco don Domenico Degortes si è reso protagonista di un ricorso storico: quello di ospitare, sebbene temporaneamente, un sacerdote corso, rinverdendo la tradizione che vuole intensi i legami ed i rapporti tra la Corsica e l’Arcipelago. Si tratta di don Roger Poggi, originario di Corte (Mazzola), 52enne, sacerdote dal 1981 (ordinato dal vescovo mons. Thomas), sacerdote diocesano di Ajaccio. Don Roger, che nel capoluogo corso è il cappellano della ‘Fraternité du partage’, fondata da frére Antoine (si veda Il Vento n. 99 del 01.04.04, pagina 6), è stato presente recentemente a La Maddalena (per la quarta volta in poco più di un anno), per circa 3 settimane (le ultime due di aprile e la prima di maggio). Amico di don Degortes, ha lavorato per la realizzazione a Due Strade della Casa di Accoglienza per i senza tetto (che dovrebbe sorgere sul modello della Casa-madre corsa, la Casa d’Accoglienza dei Fratelli di S.Vincenzo de’ Paoli), ha partecipato alla benedizione delle case ed ha accompagnato il Gruppo isolano di Rinnovamento nello Spirito al convegno nazionale recentemente svoltosi a Rimini. Don Roger Poggi tornerà nell’Arcipelago per la festa patronale di Santa Maria Maddalena. Perché si è parlato di ricorsi storici? Perché proprio nel 1804 (duecento anni fa), anno in cui l’ammiraglio inglese Orazio Nelson (da tempo presente nell’Arcipelago con la sua flotta ed in guerra contro la Francia napoleonica), donò alla Parrocchia il famoso crocifisso ed i candelieri d’argento, oltre al parroco don Antonio Biancareddu ed al vice parroco e regio cappellano don Luca De Muro, era da qualche tempo presente anche un frate-sacerdote corso: fra Giovanni Lantieri da Bonifacio. Di lui non si hanno notizie, ma è certa la sua presenza in quel periodo, come si rileva dalle firme da lui apposte nei registri parrocchiali. Essendo corso, non è dato sapere come vedesse, lui, la presenza inglese a La Maddalena, né come e quanto fosse, da quelli, controllato. Certamente fra Giovanni Lantieri da Bonifacio fu tra i primi ad ammirare i preziosi doni d’argento inviati da Nelson attraverso il suo cappellano anglicano rev. Alexander Scott, e probabilmente partecipò (con don Luca De Muro) alla Messa solenne celebrata dal parroco Biancareddu ed al Te Deum di ringraziamento che quest’ultimo intonò, Messa alla quale dovettero partecipare lo stesso cappellano anglicano Scott ed alcuni ufficiali britannici. L’inno liturgico intonato in latino dal parroco Biancareddu ebbe un triplice significato: di ringraziamento a Dio per i doni sacri ricevuti dall’importante personaggio; di ringraziamento per la presenza in rada di una flotta amica (almeno fino a quel momento) che garantiva gli abitanti di La Maddalena dai rischi di un attacco francese e dalle scorrerie barbaresche; di un particolare ringraziamento a quell’unico Dio ‘comune’ che nella chiesa di Santa Maria Maddalena, cattolici ed anglicani, in una serata di fine ottobre del 1848, si erano ritrovati a pregare insieme. Galluresi, corso-maddalenini, corsi, sardo piemontesi, britannici.