Storia della Parrocchia
Storia della Parrocchia
a cura di Claudio Ronchi
Archivio 2004

15 Ottobre 2004
La mensa dei poveri (3° - parte)
Il 22 aprile 1946 il C.I.F. organizzò ‘La giornata della Gioia’ per i bambini di La Maddalena che trascorsero un’intera giornata a villa Webber. Ebbero “la colazione, il pranzo e la merenda circa 450 bambini poveri”. Quel giorno però, i poveri abituali della mensa non ricevettero la razione di minestra, e nemmeno il giorno successivo “perché i recipienti non sono stati riportati a tempo da villa Webber”. Ancora un’amara considerazione sul quaderno-diario del C.I.F. in data 26 aprile: “Se i benestanti dessero generoso il loro contributo, l’assistenza agli indigenti sarebbe più estesa, almeno in questi mesi che il disagio economico si fa sentire con tutto il suo peso. Sono state distribuite 150 razioni”. Il primo maggio 1946 è eloquente l’annotazione: “È desiderio del rev.mo Parroco (don Salvatore Capula, ndr) che il C.I.F. in questo mese moltiplichi le sue energie per un soccorso materiale ai bisognosi il più ampio possibile. Perciò per questa settimana verranno beneficate n. 56 famiglie con 241 razioni giornaliere”. Il primo maggio, per la minestra, venero consumati: 8 chili di riso, 20 chili di piselli, 7 chili di verdura e 700 grammi di “grassi”. Il 29 maggio 1946 è poi annotato: “ Il Comitato sta facendo ogni sforzo per proseguire nel soccorso dei poveri almeno per un’altra settimana. I fondi sono esauriti da un pezzo e la lotteria non ha fruttato quanto si sperava. Nonostante questo il Parroco desidera che l’azione caritativa continui per una settimana ancora. Oggi sono state distribuite 291 minestre”. Drammatica l’annotazione in data 4 giugno 1946: “Oggi la cucina Cucina del Povero chiude la sua azione caritativa. La crisi alimentare non si risolverà col raccolto imminente e perciò sarebbe necessario continuare a soccorrere i poveri ancora per qualche mese. Ma non abbiamo più mezzi per farlo. Dal 18 marzo fino ad oggi sono state distribuite n. 14.246 razioni di minestra. Molte per le nostre possibilità, ma poche per le necessità del paese. Ci consoliamo pensando che, anche se poco, il nostro lavoro è stato fatto solo per amore del prossimo e nel nome di Cristo”. Ma chi erano le presone materialmente impegnate in quest’opera, che cucinavano e che alternativamente distribuivano le minestre? Nel quaderno-diario del C.I.F. sono annotati i nomi. La cuoca era Anna Riva, aiutata nella distribuzione da Angela Balata, Anna Giagnoni, Santa Carrera, Rosina Ferracciolo, Maria Carrera, Maria Corona, Giovanna Giagnoni, Lidia Ferracciolo, Ada Graziani, Angelina Cossu, Pina Gargiulo, Ninuccia Farina, Giulia Manca, Rosa Casazza, Gloria Piras, Rosa Serra, Anastasia Pittalis, Pina Capra, Nina Dettori, Antonina Demartis, Giacomina Ruzittu, Lalluccia Leoni, Antonina De Martis, Giuseppina Di Maio, Assunta Rizzo, Rosa Serra, Rosa Cuneo, Peppina Ruzzittu, Tina Cossu, Ada Graziani.
(3° - continua)
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1 Novembre 2004
La mensa dei poveri (4° - parte)
La cucina del povero, attraverso l’attività e l’impegno del C.I.F. riprese a funzionare nel marzo del 1947. Nel quaderno-diario conservato nell’Archivio Parrocchiale si legge: “Nel suo 2° anno di vita il nostro Centro Italiano Femminile può esplicare la sua attività caritativa nel ‘Refettorio del Papa’ grazie alle continue elargizioni della Commissione Pontificia di Assistenza. Esse hanno la sorgente nel magnifico e munifico cuore del Padre comune che scevro da ogni spirito di parte, tutto a tutti e solo per amore dona. Inoltre, singoli fedeli ed organizzati rispondono al caldo ed insistente appello del nostro Rev.mo Parroco (don Salvatore Capula, ndr), hanno dato il loro contributo con offerte in denaro ed in natura”. Il documento riporta un dettagliato elenco delle offerte ed i nomi dei donanti, singoli o gruppi o enti. Per quanto riguarda le offerte in natura, comprendevano: pasta , zucchero, patate, polenta, legumi carne, pesce, formaggio, caffè, burro, marmellata … ed anche legna! La Mensa, attesa ‘per fame’ da numerosi maddalenini, riprese così a funzionare mercoledì 19 marzo 1947. “Con la benedizione impartita dal molto Reverendo Don Giacomini, alla presenza delle Signore del Comitato del C.I.F., si è iniziata la distribuzione della refezione calda a 40 bisognosi in precedenza muniti di buono. Nonostante le molte richieste di comprovata necessità non si è potuto accontentarne di più. La difficoltà sta nel disagio di dover cucinare a legna in normali fornelli, in attesa che il Comando di questa Base Navale ci consegni la cucina economica in costruzione”. Domenica 30 marzo 1947 è annotato: “I nostri poverelli hanno sorriso con gioia all’abbondante e gustosa razione di polenta. Il grazie alla Signora Graziani che adoperandosi con tanto zelo ha saputo procurare gratuitamente quasi tutto l’occorrente. Sono state distribuite 80 razioni”. Meno soddisfatta la relazione del giorno successivo: “Ci duole il cuore di dover andare lasciare andare via insoddisfatti alcuni di quelli che ieri hanno sorriso e benedetto alla Provvidenza, ma per necessità di cose si è dovuti ritornale alle 70 razioni”. Il giorno di Pasqua (domenica 6 aprile), con grande sforzo dell’organizzazione vennero distribuite ben 231 razioni mentre il giorno successivo, Pasquetta, in occasione della ‘Giornata della Gioia’, “circa 300 bambini poveri della parrocchia sono stati condotti in gita alla Villa Webber. La giornata è riuscita di vero godimento per il corpo e per lo spirito. Sono state distribuite 350 razioni perché alcuni hanno fatto il bis alla pastasciutta!”. Per la preparazione occorsero: 60 chili di pasta, 2 chili di mortadella, 9 chili di carne, 3 di conserva, 2 di formaggio, 3 di grassi.
(4° - continua)
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15 Novembre 2004
La mensa dei poveri (5° - parte)
“Domenica 1° Maggio 1947. Con nostro grande rammarico si è dovuta interrompere la distribuzione della minestra, in attesa della consegna della Cucina Economica, da parte del Cantiere Navale. Ci auguriamo che il gemito di tanti bisognosi sproni i costruttori al sacrificio e a qualche ora in più di lavoro per allestirla con maggiore sollecitudine possibile”. La drammatica annotazione nel quaderno-diario del C.I.F. sottintende che decine di anziani, ammalati, bambini e bisognosi rimanevano senza un piatto di minestra (mediamente venivano distribuite in quei giorni un centinaio di razioni giornaliere). La mensa dei poveri riprese quasi un mese dopo, il 29 maggio. “29 Maggio 1947. Finalmente siamo in possesso della sospirata cucina economica! La ripresa della distribuzione ha ridato un po’ di gioia ai nostri poveri ed anche a noi. Le Cifine di turno hanno distribuito oggi 108 razioni di ottima pastasciutta!”. Il giorno della SS.Trinità, che quell’anno cadeva il 1° di giugno, fu “di intenso lavoro per le Cifine, che oltre alla distribuzione di 108 razioni di ottima pastasciutta e mortadella, hanno imbandito, nella sede arredata a festa, una speciale colazione con cioccolata e torta per 40 bambini poveri della Prima Comunione e Cresima. Nel pomeriggio alcune rappresentanti del C.I.F. hanno voluto porgere, col commosso e fraterno augurio e saluto di tutte noi, un pacchetto contenente sigarette, carta da lettera e foglietti propaganda a 109 emigranti per la Francia”. In data 17 giugno è poi annotato: “Sono pervenute al C.I.F. parecchie domande intese ad ottenere la minestra del Refettorio del Papa. Il Comitato, considerato che esse provenivano tutte da famiglie di emigrati in Francia (complessivamente furono oltre 200 i maddalenini disoccupati che quell’anno andarono a lavorare in Francia, ndr) e particolarmente bisognose, nonostante la scarsità della pasta che costituisce la parte più interessante nella preparazione della ministra, ha deciso di accettare le domande, sostituendo la pasta con abbondanti legumi. Distribuite oggi 134 razioni”. Per la preparazione occorsero: 2 chili di pasta, 8 di ceci, 12 chili di patate, 800 grammi grassi. Il giorno successivo l’E.C.A. (Ente Comunale di Assistenza) ha inviò al C.I.F. “per i poveri, 60 chili di patate”.
(5 – continua)
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1 Dicembre 2004
La mensa dei poveri (6 - fine)
Sul quaderno-diario del C.I.F. in data 20 giugno 1947 è annotato: “La Divina Provvidenza ha davvero risorse impensate! La pasta destinata alla refezione scolastica, giunta in ritardo, è passata al C.I.F. per la cucina dei poveri, per cui oltre a poter continuare le minestre per un’altra settimana , si potranno risarcire della mancanza dei giorni scorsi. Razioni distribuite 134. Pasta Kg 12, ceci 6, patate 12 chili, grassi 800 grammi”. Nei giorni precedenti si poterono utilizzare solo 2 chili di pasta. La cucina del povero organizzata dal C.I.F. confezionò l’ultima minestra (per un totale di n. 173 razioni) il 29 giugno 1947. Così è annotato:” Abbiamo salutato i nostri poveri con un sorriso sinceramente commosso, che avrebbe voluto dirgli tutto il nostro ringraziamento per averci dato il modo di fargli tanto bene alla loro miseria corporale, ma ancor più al loro spirito assetato di giustizia e di amore. Alcuni di essi hanno risposto con un sospiro ed un grazie, altri con un borbottio indistinto! Forse un’imprecazione, una minaccia! Interpretiamola invece quale espressione di vivo ringraziamento al Santo Padre provvido e buono il cui cuore batte all’unisono con tutti i suoi figli ansiosi, stanchi, oppressi, e a tutti parla esortandoli alla fiducia e all’amore, quando lo comprenderemo!
(6 – fine)
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15 Dicembre 2004
Il C.I.F.
Col numero scorso (114) abbiamo terminato la lettura dei registri del C.I.F. (Centro Italiano Femminile), l’associazione che tra il 1946 ed il 1947 contribuì ad alleviare le sofferenze da fame di molti maddalenini. Il Cif operò ancora per molti anni, con varie iniziative, fino poi ad estinguersi a La Maddalena. A livello nazionale il Cif esiste sempre, impegnato nei consultori familiari, nelle scuole, nell’assistenza agli anziani ed ai disabili, nei centri di ascolto e nella formazione professionale. Nell’ottobre scorso il Cif ha compiuto sessant’anni di vita, iniziata nell’ottobre del 1944, in una Italia devastata dalla guerra e da ricostruire. Il Cif riuniva allora associazioni e movimenti femminili cristiani e si impegnava alla ricostruzione del paese, morale, materiale (con iniziative di assistenza e caritative) e politica. Si contrapponeva all’U.D.I. (Unione Donne Italiane) di ispirazione comunista e socialista. La nascita del Cif corrispose al riconoscimento del diritto di voto alle donne (1° febbraio 1945) ed all’inizio della loro partecipazione alla vita civile e politica. Papa Pio XII, il 21 ottobre 1945, con un appello rivolto esplicitamente al Cif, affermò: “La vostra ora è suonata, donne e giovani cattoliche; la vita pubblica ha bisogno di voi”. Di lì a poco si sarebbero svolte le prime elezioni comunali libere a suffragio universale (marzo – aprile 1946), le elezioni per l’Assemblea Costituente (2 giugno 1946) ed il referendum istituzionale (Monarchia o Repubblica). Poi ancora, nel 1948, le elezioni per la Camera dei Deputati e per il Senato della Repubblica. A La Maddalena il C.I.F. venne fondato agli inizi del 1946 dal parroco don Capula che lo affidò al vice don Giacomini, e già il 18 marzo aveva allestito “la cucina del povero”. Il prima presidentessa fu Giulia Manca. Prima di concludere l’argomento vogliamo ancora ricordare le persone che materialmente si prodigavano per l’importante opera caritativa (La cucina del povero, della quale, nei numeri 109-110-111-112-113-114 de Il Vento abbiamo descritto la drammatica attività), che cucinavano e che giornalmente distribuivano le minestre e di tanti in tanto la pastasciutta. La cuoca era Anna Riva, aiutata nella distribuzione da Angela Balata, Anna Giagnoni, Santa Carrera, Rosina Ferracciolo, Maria Carrera, Maria Corona, Giovanna Giagnoni, Lidia Ferracciolo, Ada Graziani, Angelina Cossu, Pina Gargiulo, Ninuccia Farina, Giulia Manca, Rosa Casazza, Gloria Piras, Rosa Serra, Anastasia Pittalis, Pina Capra, Nina Dettori, Antonina Demartis, Giacomina Ruzittu, Lalluccia Leoni, Antonina De Martis, Giuseppina Di Maio, Assunta Rizzo, Rosa Serra, Rosa Cuneo Peppina Ruzzittu, Tina Cossu, Ada Graziani.


Sebbene la si sia cercata non è stata trovata alcuna foto risalente all’attività del Cif degli anni 1946-47 (nel caso in cui qualcuno la possedesse gli saremo grati se ce la fornisse). Pubblichiamo invece un’altra foto (collezione Tonina Cherchi), risalente al maggio 1955, scattata in un’aula delle Scuole Elementari di via Carducci, nel corso di una delle tante attività allora organizzate. Oltre ad alcune ‘cifine’ che i meno giovani sicuramente riconosceranno si nota, a sinistra, il compianto direttore didattico maddalenino Giovan Battista Fabio.
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