
Di don Michele Mamia Addis abbiamo più volte parlato in questa rubrica. È doveroso però tornare ancora sulla sua figura perché il 5 febbraio prossimo si compiranno i 120 anni dalla morte, avvenuta a La Maddalena nel 1885. E’ noto che fu amico di Garibaldi, che ‘tifò’ per l’unità d’Italia, che si beccò una scomunica (poi ritirata) per aver chiesto a Papa Pio IX di rinunciare al potere temporale, che diede l’estrema unzione al Maggior Leggero, acerrimo anticlericale. Nato ad Aggius nel 1805, don Michele Mamia Addis giunse a La Maddalena nel 1831, in qualità di vice parroco di don Antonio Addis. Nel 1841 fu presente alla Messa celebrata in parrocchia di fronte al re Carlo Alberto. Divenne parroco dieci anni dopo, in tempi difficili, di povertà per il paese e di conseguenza per la stessa parrocchia. Don Mamia rimase a La Maddalena per ben 54 anni, 33 dei quali trascorsi in qualità di parroco. Ebbe come vice parroci don Domenico Tumaneddu, don Silvestro Zicavo, don Nicolao Sechi e don Antonio Vico. Alle difficoltà che dovette incontrare nel ‘gestire’ la presenza di Garibaldi (che mise dimora a Caprera nel 1856) e dei suoi amici anticlericali, dovettero aggiungersi quelle legate alla qualificata ed influente presenza inglese-anglicana di quegli anni: da Roberts a Collins, da Webber al reverendo Yiermin. Tuttavia don Mamia era “sempre sorridente, severo ma buono con tutti ed in specie con i poveri per i quali, diceva, grava maggiormente il peso della società umana. Egli spesso sentenziava che i falli delle donne, dei fanciulli e degli ignoranti sono sempre colpa dei mariti, dei padri e dei dotti. Caritatevole sempre, da buon sacerdote, spesso si privava del necessario per farne delle elemosine” (da: La Maddalena tra storia, leggenda, personaggi illustri e cronaca – di Giovanni Presutti e Mario D’Oriano). I due autori riportano anche che, seguendo l’usanza del tempo, pare che portasse due cerchietti alle orecchie. Era “piccolo di statura, piuttosto grassoccio e calvo”. Morì, quasi cieco, alla rispettabile età di ottant’anni. Fu seppellito nel Cimitero Vecchio. Sulla lapide di marmo bianco, della grandezza di un metro per cinquanta centimetri, sormontata da una croce, il suo successore don Antonio Vico gli fece scrivere: “Cav. Canonico Parroco Michele Mamia Addis - nato ad Aggius il 22 gennaio 1805 – deceduto il 5 febbraio 1885 – 33 anni Parroco in quest’Isola”. La tomba di don Mamia venne demolita nel 1948, insieme al vecchio cimitero di La Maddalena. L’annotazione del testo della lapide la trascrisse il successore di don Vico, don Salvatore Capula, prima di farne deporre i resti nell’ossario del Cimitero Nuovo.