PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA - LA MADDALENA (SS)
Il Vento
Il Vento
"Il Vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va"(Gv.3,8)
(Supplemento di "Gallura e Anglona", periodico della Diocesi di Tempio-Ampurias: direttore Tomaso Panu)
N° n°50 del 1 Marzo 2002 - pagina n°1 -

1 Marzo 2002
Direttore Caritas Nazionale
Don Nozza a La Maddalena
Accompagnato da suor Luigia Leoni (direttrice diocesana della Caritas) e Mariolina Muntoni (responsabile del Laboratorio Caritas), è giunto a La Maddalena venerdì 15 febbraio don Vittorio Nozza, direttore nazionale della Caritas italiana. Don Nozza ha tenuto una conferenza (presso la Biblioteca parrocchiale) che ha avuto come tema un insegnamento di Gesù: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10, 8). Insieme ai membri delle due Caritas dell’Isola, erano presenti anche rappresentanti del C.A.V., del Volontariato vincenziano, del Volontariato ospedaliero, dell’associa-zione “Il Delfino”. Dopo aver ricordato che l’impegno caritativo si radica nella Parola di Dio e nella Eucaristia, don Nozza a chiesto che “la testimonianza della carità sia organizzata”. “I vari servizi vanno organizzati – ha consigliato – affinché ci sia sempre qualcuno che tenga gli occhi aperti costantemente”. Prima di dare la parola ai presenti, don Nozza ha ricordato che il servizio della Caritas è duplice: “La Caritas svolge un servizio alla persona e un servizio educativo perché altri facciano lo stesso”. Dunque: esserci e farci essere anche gli altri. Poi, hanno preso la parola alcuni rappresentanti. “Cerchiamo di vedere e di dare risposte ai vari bisogni – ha testimoniato Ginetta Serra, responsabile della Caritas di S. Maria Maddalena –, ma abbiamo due difficoltà: ascoltarci e coinvolgere”. “Coinvolgere non è forzare – ha risposto don Nozza –, ma far conoscere quanto si sta facendo, sensibilizzare, educare. Bisogna farsi conoscere nel contesto dove si vive, sforzandosi di fare i samaritani e consigliare i dubbiosi e gli indifferenti”. Agostino Canu per “Il Delfino” ha chiesto come si può acquisire competenza, avere più momenti formativi. Dopo aver detto circa il valore del volontariato, don Nozza così ha risposto: “Primo: condurre al meglio la propria vita esercitandosi in alcuni grossi valori. Secondo: avere una buona volontà, educarsi, non farsi mancare un sostegno formativo alle motivazioni. Per questo, occorre una formazione alle motivazioni, allo specifico e ad esserci”. “Incontriamo molte difficoltà e troviamo anche ostacoli”, ha dichiarato Paola Bargone del Volontariato Ospedaliero. “Chiedetevi: Come mai questa risorsa viene svilita? – ha replicato don Nozza –. Individuate degli specifici servizi e concentratevi su questi – ha consigliato –, definendo tempi e modalità con i responsabili della struttura ospedaliera”. In fine, Anna Rosa Scotto per il C.A.V. ha presentato quanto l’associazione sta facendo nella realtà maddalenina dove “sono poche le donne che si avvicinano per chiedere aiuto o consiglio”. Per questo, il C.A.V. offre una mano anche ai casi che si presentano alla Caritas o al Volontariato vincenziano. Il C.A.V. ha in progetto di entrare nel mondo della Scuola per iniziare a sensibilizzare sul tema della difesa della vita. Don Vittorio Nozza ha chiuso il piccolo convegno, esortando la Caritas a coordinare solo “le realtà che si identificano con la Parola di Dio, l’Eucaristia e il criterio di ecclesialità” pur vivendo la propria appartenenza in rete con gli altri.
don Sandro Serreri
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1 Marzo 2002
Meditazione sulla 3°domenica di Quaresima, Anno A
a cura di don Sandro Serreri
“… mentre noi eravamo ancora peccatori, Cristo morì per gli empi nel tempo stabilito. (…) … mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi” (Rm 5, 6.8).
Veramente “la speranza poi non delude”, poiché “mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi”. Veramente l’amore di Dio “riversato nei nostri cuori” è un mistero. Infatti, “mentre eravamo ancora peccatori”, dunque infermi, deboli, senza forze, “Cristo è morto per noi” (Christus pro nobis mortuus est!). L’amore di Dio supera tutte le nostre buone disposizioni, interiori ed esteriori; tutte le nostre buone azioni; tutti i nostri propositi di conversione; tutti i nostri passi lungo il corso del cammino quaresimale. L’amore di Dio non attende la nostra conversione, le nostre buone opere, la nostra santità, ma li precede, li anticipa. L’amore di Dio non tiene conto della nostra infermità spirituale, della nostra debolezza morale. Non dopo la nostra conversione, non dopo il raggiungimento della vetta della montagna della santità, ma … “mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi”. Dio Figlio non ha atteso di avere prima un popolo di giusti per poi morire “per gli empi nel tempo stabilito”, “quando venne la pienezza del tempo” (Gal 4, 4). L’amore di Dio non si ferma davanti alle nostre infermità, debolezze, peccati. Se Dio si fosse lasciato scoraggiare dai nostri peccati, Cristo sarebbe “morto per noi”? Se Dio avesse atteso – percorrendo le vie dell’umanità – di trovare società giuste, perché abitate da uomini giusti, Cristo sarebbe “morto per noi”? Se Dio si fosse lasciato tentare e avesse atteso che meritassimo il sacrificio del Figlio, Cristo sarebbe “morto per noi”? L’amore di Dio non conosce i nostri complicati calcoli, i nostri tempi di attesa, i nostri orgogliosi ed egoistici ragionamenti. Noi empi, infermi, deboli, peccatori, qualche volta perdoniamo, ma perché prima ci siamo tolte piccole e sottili cattiverie e preso soddisfazioni nascoste. Noi empi, infermi, deboli, peccatori, qualche volta diamo, ma perché prima abbiamo ricevuto ritenendo – tra l’altro – giusto e dovuto quanto ricevuto, dimenticando che: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10, 8). Noi empi, infermi, deboli, peccatori, qualche volta amiamo, ma perché ci accorgiamo di possedere, di dominare, di sopraffare l’altra o l’altro. Noi empi, infermi, deboli, peccatori, siamo disposti a perdonare, a dare, ad amare, ma sempre dopo che il nostro prossimo ci ha perdonato per primo, ci ha dato per primo, ci ha amato per primo. Noi, sempre dopo, mai prima e senza contraccambio, merito e un pur velato pizzico di orgoglio e di egoismo. Mentre … “eravamo ancora peccatori” quando “Cristo è morto per noi”! Questo è l’amore di Dio: disarmante, sorprendente, straordinario, vero, libero, morto crocifisso “per noi”.
Archivio Rubrica: Meditazioni
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1 Marzo 2002
Arsenale M.M.
La preoccupazione del Vescovo
Nell’ambito della visita pastorale compiuta alla comunità parrocchiale della chiesa Agonia di N.S. Gesù Cristo a Moneta nei giorni 15 e 16 febbraio, il vescovo monsignor Paolo Atzei ha effettuato una visita all’Arsenale militare. Il presule è stato ricevuto nella sala riunioni, presenti il direttore Antonio Barca, i parroci don Domenico e don Terenzio, il cappellano militare Paolo Di Domenico e parte delle maestranze. Mons. Atzei ha ringraziato il direttore, quindi ha preso la parola per un breve cenno di saluto ai presenti affermando subito che “non è compito della chiesa garantire l’efficienza delle istituzioni pubbliche, non di meno la stessa chiesa è dentro la storia e deve di conseguenza occuparsi anche delle questioni profane anche perché non esiste una fede disincarnata”. Ha espresso preoccupazione sulla sorte futura dello stabilimento “che tanta parte ha avuto nella storia di quest’isola” ma si è detto certo della possibilità che “i livelli occupativi presenti possano essere salvati e si instauri un nuovo impegno di tutti per una nuova soluzione per l’Arsenale. Ciò che è terribile è subire la storia, e lasciare disperdere posti di lavoro fa male ed offende la storia, trovare una soluzione soddisfacente per rivivificare lo stabilimento vuol dire invece rivivificare la storia”. Monsignor Atzei ha esortato le maestranze a darsi “una mentalità nuova, perché purtroppo l’idea del posto fisso è ormai finita. Siamo in Europa e bisogna diventare europei. Per fare ciò ci vuole una nuova mentalità imprenditoriale, quella giusta per salvare questo stabilimento che ha scritto gli ultimi cento anni di storia isolana”.
Franco Nardini
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1 Marzo 2002
Corsi Professionali
Presso la parrocchia di Moneta
Anche a La Maddalena, finalmente, si parla di corsi di formazione professionale. Negli anni passati i corsi si svolgevano presso la Scuola Allievi Operai dell’Arsenale. È di questi giorni la notizia che questi corsi potrebbero diventare stabili a Moneta, dando vita così alla scuola professionale che aveva sognato l’indimenticabile don Giuseppe Riva. La Giunta della Regione Sarda, con delibera n. 17/27 del 22.05.2001, ha approvato il programma delle attività 2001-2002 al fine di consentire l’assolvimento dell’obbligo formativo come previsto dalla legge. Le iscrizioni sono gratuite e aperte ai giovani nati negli anni 1985-1986-1987. Le qualifiche professionali vengono acquisite al termine del corso biennale, dopo aver sostenuto l’esame finale. Le attività formative si svolgono con una cadenza temporale secondo il calendario scolastico, per complessive 2400 ore. È questa un’opportunità che genitori e ragazzi non devono sottovalutare. In questa prospettiva si devono intravedere possibilità d’inserimento nel mercato del lavoro regionale anche per i neo-laureati della nostra comunità isolana, i quali potrebbero essere i docenti di tali corsi.
Vittorio Porcheddu
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C.A.V. (Centro di Aiuto alla Vita)
La Maddalena via Tomaso Zonza, 8
Telefono 0789.731087
orario di apertura:
martedì ore 17,00 - 18,00
mercoledì ore 17,30 - 18,30
Numero verde S.O.S Vita : 1678-13000

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