N° 50 del 1 Marzo 2002 - pagina n°4 -
1 Marzo 2002
Invito alla Poesia
a cura di Gianfranco Impagliazzo
Domande e risposte
di Gennaro Avellino
- - Mamma, dimmi qualcosa
sulla Morte.
- - Ma, caro figlioletto,
vai a giocare!
- - No…Dimmene qualcosa.
- - La Morte…è aria acqua fuoco.
E’ insetto fiore frutto…
Ed anche giuoco.
- - Adesso mi dai
timore di giocare?
- - Ma no, mio diletto!
Giuoco è pure la Vita.
Ed è fiore frutto insetto
ed aria acqua e fuoco.
- - Ma allora, mamma,
sono la stessa cosa?!
- - Sì e no.
E vai a giocare…
- - Ecco, per ciò,
con parole senza senso
tu mi vuoi contentare.
Ed io invece ti chiedo
un’altra cosa…
- - Ma che cosa?
- - Be’…che cos’è
l’Amore?
- - L’Amore!…L’Amore,
mio diletto, è proprio
questo giuoco di parole
fra me e te.
Poi…è l’operoso insetto.
Ed è l’aria l’acqua e il fuoco
che ci danno la vita.
L’Amore è il frutto
che ci nutre;
il fiore che ci dà tutto
il suo profumo e il suo miele.
L’Amore è la Vita.
L’Amore è la Morte.
- - Ma perché…la Morte?
- - Perché, se sappiamo amare
questo provvisorio mondo,
ce ne dà un altro più bello.
Ed ora, senza timore,
corri a giocare!
Da un quadretto familiare improntato a tenerezza, il poeta Gennaro Avellino, attraverso l’utilizzo della tecnica raffinata del mimo e della tematica del “fanciullino” che è in noi (Pascoli docet), ha saputo calarsi nei grandi PERCHE’ dell’esistenza umana. La Morte (“sorella morte” la chiamava anche il poeta San Francesco nel Cantico delle Creature) ci è compagna durante l’intera nostra esistenza. Essa è nostro elemento primordiale quanto la Vita stessa, mentre l’Amore, visto contemporaneamente come Vita e Morte, permette il godimento del “provvisorio mondo” in attesa di “un altro più bello”. Della lirica risulta pregevole anche il tentativo, ben riuscito, di evitare che il tema trattato cadesse nel banale: una buona intuizione ha infatti voluto che esso fosse sviluppato in maniera schietta e delicata.
1 Marzo 2002
Caprera Calcio
Il primo campionato giocato a livello nazionale, il girone B della serie B nazionale Calcio femminile, il Caprera Calcio lo sta conducendo con grande onore: terz’ultima in una classifica dominata dai grandi club del nord Italia, ma pronta a risalire la china se le condizioni lo permetteranno. Afferma il presidente Roberto Cau: “ciò che ci ha danneggiato sinora è stata più la difficoltà logistica che l’effettiva forza degli avversari sul campo”. Di che difficoltà si tratta? “Si tratta che la squadra è stata inserita in un girone veramente di fuoco, ma soprattutto perché le squadre si trovano in Friuli, Veneto, Trentino, Lombardia e Piemonte. I costi per raggiungere le sedi di gioco sono davvero proibitivi: portare venti atlete può costare, compreso vitto e alloggio, anche sui quattro milioni di lire. Una cifra davvero alta per noi”. Per quanto riguarda gli ‘sponsor’ nemmeno a parlarne. Ci sarebbe stato il Parco Nazionale ma …. “Le atlete – continua Cau – indossano magliette sponsorizzate dal nuovo ente ma di soldi nemmeno l’ombra. Ora la Regione dovrebbe pagarci gli arretrati sino a febbraio. Ce lo auguriamo di cuore se no saranno davvero problemi”. Eppure a La Maddalena non esiste squadra agonistica che militi, a livello nazionale, in campionati così elevati. Portare in giro il nome e l’immagine dell’isola spetta a queste ragazze tenaci e impavide che amano giocare … per vincere (anche se le avversarie sono veramente agguerrite) anche per l’Arcipelago.
Franco Nardini
1 Marzo 2002
Lo sport ci parla ...
a cura di Salvatore Faggiani
Se tocchiamo il polso allo sport isolano, sentiamo che il battito «nonostante tutto» è buono e i risultati continuano ad essere soddisfacenti. Meritano di essere citati il trionfo degli Allievi dell’Istituto Tecnico Nautico “D. Millelire” che si sono aggiudicati la terza prova di vela latina del campionato invernale dell’Arcipelago e la buona prova della giovane tennista Vanessa Talarico, figlia d’arte, che alla sua prima uscita ufficiale è giunta sino alla semifinale al torneo regionale di Arzachena. Il virgolettato «nonostante tutto» è riferito alla ormai cronica carenza di impianti sportivi, mentre quelli esistenti sono insufficienti e tenuti in condizioni vergognose (quasi tutto è affidato alla buona volontà delle società che ne usufruiscono). Ma per fortuna non mancano gli atleti o quantomeno i giovani desiderosi di praticare attività ludica. Lo sport insomma tira; ma all’inizio del terzo millennio è amaro constatare come ancor oggi le nostre amministrazioni comunali, assenti da anni, stentino a capire che lo sport è portatore di valori suoi propri, ma che riflette anche i valori indotti del contesto sociale e culturale contemporaneo. Non è importante tanto fare sport quanto come lo sport viene proposto. Se un ragazzo trova impianti adeguati è certamente ben disposto e non avverte tanto il problema doping quanto la carenza di impianti, anche perché tutti coloro che si avvicinano allo sport sono stanchi delle promesse mancate e i nostri giovani chiedono a gran voce impegni seri e concreti. A tal riguardo riportiamo fedelmente uno stralcio del saluto del Professor Ignazio Camarda, Presidente del Parco, e del Sindaco di La Maddalena Mario Birardi, pubblicato nell’opuscolo di presentazione del Convegno “I giovani, lo sport e l’ambiente” tenutosi a La Maddalena il 28 novembre 1998 presso il Teatro Primo Longobardo. Camarda “…E’ nostro interesse, è interesse del Parco, dare la possibilità ai giovani di praticare nel miglior modo possibile lo sport, inteso come momento di sana competizione, aggregazione, formazione e sviluppo della personalità…”. Birardi “…si procederà alla mappatura delle esigenze reali della popolazione studentesca e no, in vista di un dignitoso inserimento nell’ambiente sportivo, intimamente e intrinsecamente connesso e “condizionato” dalla tipologia stessa dell’arcipelago maddalenino, deve essere considerato come il lievito ideale per la crescita sana di una popolazione che si trova in procinto di effettuare un salto di qualità…”. L’Italia è entrata in Europa, ma quando La Maddalena entrerà in Sardegna e….in Italia? Purtroppo tutti noi maddalenini siamo sequestrati nell’isola…..dell’isola madre!
1 Marzo 2002
Associazioni isolane
Lavorare insieme
A La Maddalena sono presenti diverse associazioni di volontariato. Periodi-camente si riuniscono per affrontare problemi comuni, per sostenersi a vicenda, per elaborare e realizzare insieme iniziative a favore della nostra città.Si tratta di una collaborazione avviata quattro anni fa che ha permesso, prima di tutto, il coinvolgimento della cittadinanza e secondariamente il raggiungimento di obiettivi concreti, quali l' acquisto di un' ambulanza comunale, l' invio in Kosovo di dieci milioni di lire. L' ultimo incontro si è svolto il 2 Febbraio scorso, nella sede del Centro di Ascolto " Il Delfino". Le associazioni presenti con i loro rappresentanti erano: Ampha, Avo, Caritas Parrocchia S.M.Maddalena, Caritas Parrocchia Agonia N.S.G.C., Gruppo Missioni Moneta, Gruppo Vincenziano Giovani e Adulti, Centro d'Ascolto "il Delfino". Dopo un attento ascolto della situazione di ogni gruppo, le associazioni hanno confermato la volontà di rafforzare sempre più la loro unità, pur mantenendo ognuna la propria identità e specificità, e di continuare il lavoro gratuito e spesso nascosto, al servizio dell' intera comunità maddalenina. Nello stesso incontro le associazioni hanno steso un programma comune per l'anno sociale 2002. Esso prevede,oltre ai periodici incontri tre momenti forti: uno formativo, da tenersi un primavera; uno ricreativo e di sensibilizzazione da realizzarsi in estate, riproponendo la Festa del Volontariato; ed un terzo di spiritualità. Quest'ultimo, promosso dalla Parrocchia di S.M. Maddalena, permetterà alle associazioni di rendere onore alla Madonna del Sorriso, raffigurata nella statua donata alle associazioni di Volontariato da don Gelmini. I presenti all' incontro hanno inoltre deciso di destinare £ 4.455.000, ricavato della Festa del Volontariato 2001, all’Oasi Serena.
Agostino Canu