PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA - LA MADDALENA (SS)
Il Vento
Il Vento
"Il Vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va"(Gv.3,8)
(Supplemento di "Gallura e Anglona", periodico della Diocesi di Tempio-Ampurias: direttore Tomaso Panu)
N° 52 del 1 Aprile 2002 - pagina n°1 -

1 Aprile 2002
AUGURI DI BUONA PASQUA
Fratelli e sorelle di La Maddalena, Buona Pasqua! Cristo, nostra Pasqua, è risorto. In questo giorno, egli, dopo aver dato se stesso per noi fino alla morte di croce, ha vinto le forze del male e della morte ed ha inaugurato una vita nuova. Buona Pasqua è essere uniti al Risorto nel dono di sé per amore di Dio e dei fratelli. Così vinceremo le forze del male, in particolare la superbia e l’amore disordinato di sé causa di tanti mali che rattristano le nostre famiglie e la nostra comunità e prepareremo una nuova primavera di grazia, di bellezza, di bontà e di pace per la nostra città. Buona Pasqua è essere uniti al Risorto come S.M.Maddalena , nostra patrona, nel diffondere il suo messaggio di gioia e di speranza quando tristezza e lacrime inondano tante esistenze. Promotori di una vita nuova che la Pasqua ogni anno ci propone. Cristo è la nuova vita: Lui, il Risorto.
Don Domenico Degortes
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1 Aprile 2002
Meditazione sulla Pasqua del Signore Gesù
a cura di don Sandro Serreri
“Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette” (Gv 20, 8). Ecco, Simon Pietro e il giovane Giovanni giungono al sepolcro, ma “la pietra era stata ribaltata” e vedono “le bende per terra”, “il sudario… piegato in un luogo a parte”. Dunque, la tomba è vuota. “Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato!” (1 Cor 5, 7b) e “Dio lo ha risuscitato al terzo giorno” (At 10, 40). Gesù “è risorto, come aveva detto” (Mt 28, 6). Ed è risorto, perché risorgano le coppie, i genitori, la società civile. Risorgano le coppie, che erano morte a causa dell’egoismo, delle soprafazioni dell’uno sull’altro, dell’individualismo, dell’immaturità spirituale. Risorga l’amore tra i coniugi, amore fatto di dialogo sincero, di comprensione reciproca, di collaborazione attiva. Non è la famiglia ad essere in crisi, ma la coppia. Dunque, risorga. Risorgano i genitori, che erano morti, schiacciati dalle preoccupazioni della vita quotidiana, dalla fretta, da una non corretta gerarchia di valori. Risorgano come veri modelli di vita, come esempi di vita religiosa, come educatori dei valori dello Spirito. Non sono i genitori ad essere in crisi, ma la loro religiosità. Dunque, risorgano. Risorga la nostra società isolana, morta sotto il peso degli interessi di parte, degli egoismi di gruppo, delle offese senza remore, dei toni negli interventi pubblici troppo polemici ed aspri, del non volersi confrontare serenamente e in modo costruttivo. Non è il cittadino ad essere in crisi, bensì la sua società. Risorga la nostra società maddalenina. Risorga il senso civico, la coscienza morale di essere tutti responsabili di tutti, la collaborazione tra le diverse parti sociali, lo sguardo verso il futuro prossimo, la capacità imprenditoriale nell’investimento – non miope, ma lungimirante – di risorse umane e di capitali sulle persone, sull’ambiente, sulle piccole e medie imprese. Una risurrezione civile, dunque, che comporti l’abbandono della mentalità del posto fisso – inattivo, non produttivo –, anche se questo comporta sacrificio, per volgersi verso un lavoro flessibile, creativo, aperto, capace di pensare, organizzare, trasformare ed investire tutte, ma proprio tutte, le risorse del nostro Arcipelago a beneficio di tutti e in special modo delle nuove generazioni. Gesù è risorto, e con lui, le nostre coppie, i nostri genitori e la nostra società maddalenina.
Archivio Rubrica: Meditazioni
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1 Aprile 2002
Scuole Sottufficiali
Trasferite a Taranto?
Ancora assai incerto il futuro dell’Arsenale Militare - dal mese di novembre scorso non più dipendente dal Ministero della Difesa ma dall’Agenzia Industrie Difesa, e con l’ipotesi cantieristica per maxi-yacht ancora in alto mare - un altro serio problema irrompe nel già difficile e complesso scenario dell’Arcipelago: la possibilità di un prossimo trasferimento delle Scuole Sottufficiali. Secondo notizie apparse sull’Unione Sarda esisterebbe tale volontà a livello ministeriale, “evidenziata in una recente comunicazione in cui, sembra sia stato stabilito il termine del trasloco entro il prossimo anno”. Dunque, quello che doveva essere il contenitore, l’ammortizzatore delle eccedenze di posti di lavoro resisi “liberi” con i vari trasferimenti e ridimensionamenti realizzati ed in atto, sarebbe in procinto anch’esso di volatilizzarsi. E non solo, ci si chiede che ne sarebbe dei 72 dipendenti civili che vi lavorano, delle decine e decine di ufficiali e sottufficiali che per ragioni di servizio risiedono a La Maddalena; senza contare gli oltre 650 allievi che annualmente frequentano i corsi della Marina e che da soli reggono una discreta fetta di economia isolana rappresentata da case e stanze in affitto, pizzerie, ristoranti, bar, negozi di abbigliamento, di hi-fi, di telefonia, informatica e quant’altro 650 giovani “con stipendio” possono alimentare, in termini di reddito ed occupazione. Senza contare ancora le varie ditte esterne che operano in rapporto con la Scuola Sottufficiali, non ultime quelle di pulizie e ristorazione che impiegano decine e decine di maddalenini. Se per altri trasferimenti la Marina ha potuto e può addurre esigenze strategico-militari, la stessa cosa certamente non vale per le Scuole Sottufficiali, che avendo una valenza didattica, possono operare ovunque, soprattutto là dove esistono già, con strutture e servizi assai ampliati e modernizzati negli ultimi anni. E poi, si può “affamare” un paese, senza dubbio già provato da scelte assunte altrove e passategli sulla testa? Tra i non pochi problemi che dovrà affrontare la prossima amministrazione comunale si aggiunge anche questo, che non appare certo di poco conto. E, “nessun dorma”.
Claudio Ronchi
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1 Aprile 2002
U cucciuleddu cu l’ovu
L’uovo di Pasqua maddalenino
Da qualche decennio l’uovo di Pasqua al cioccolato ha soppiantato quasi definitivamente il dolce tradizionale dei piccoli, u cucciuleddu cu l’ovu. Facile da realizzare, infornato con il pane, era un dono personalizzato per tutti i bambini della famiglia, e, spesso, anche per gli adulti. Le dosi, per chi volesse provare a farlo con una vecchia ricetta, sono queste: per 1 Kg di farina, 2 uova, 150 g di strutto, 200 di zucchero, semi di anice, lievito di birra (per la quantità del lievito è meglio farsi consigliare dal panettiere perché chi dà queste ricette è abituato a fare “a occhio”!). Più recentemente si è usato l’impasto della comune ciambella. La pasta, preparata come quella del pane, viene sagomata come un cordone più spesso al centro e più sottile ai lembi che vengono saldati insieme dalla pressione delle mani; nella parte più larga si pone un uovo crudo, coprendolo solo parzialmente con la pasta. U cucciuleddu poteva però assumere altre forme: per esempio in molte famiglie lo si faceva per tutti i maschi e, in tal caso, quello del capofamiglia conteneva fino a quattro uova, quello dei figli più grandi da due a tre, mentre quello dei bambini ne aveva uno solo. Ma anche le bambine potevano ricevere cucciuleddi particolari: secondo l’inventiva delle mamme essi erano decorati con trecce intorno all’uovo o sul bordo, oppure assumevano la forma di borsette quadrate, in cui l’uovo fungeva da decoro centrale e i lembi sottili da manico, o quella di dame con le braccia poggiate ai fianchi realizzata con due trapezi di diversa grandezza uniti a formare il busto (la parte più piccola) e la “gonna” (la parte più larga): in tal caso la “gonna” veniva sfrangiata al bordo inferiore con le forbici in modo da formare, con la cottura, saporiti becchi che si staccavano per primi dal dolce. Il giorno di Pasqua i bambini uscivano spesso da casa portandosi dietro il loro cucciuleddu, magari infilato nel braccio, per assaggiare quello degli amici o fare assaggiare il proprio anche se, a volte, un movimento incauto bastava a spezzare la pasta e a mandare rovinosamente a terra il capolavoro.
Giovanna Sotgiu
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C.A.V. (Centro di Aiuto alla Vita)
La Maddalena via Tomaso Zonza, 8
Telefono 0789.731087
orario di apertura:
martedì ore 17,00 - 18,00
mercoledì ore 17,30 - 18,30
Numero verde S.O.S Vita : 1678-13000

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