Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
N° 53 del 15 Aprile 2002 - pagina n° 2 -

15 Aprile 2002
Dall'Isola M.M.
di Antonio Pengo
I danni provocati dal nubifragio che ha colpito l’arcipelago.
Ancora non si può fare un esatto bilancio dell’entità dei danni provocati dall’alluvione, bisognerà attendere, ancora qualche giorno, per dare dei dati più precisi. Certo è che eravamo da molto tempo senza assistere a disastri del genere. Era accaduto nel 1927 e nel 1955, rendendo la città impraticabile, allagando case, giardini, orti e di quanto si trovasse lungo le discese che portano al mare, anche il vecchio cimitero fu colpito dalla violenza del temporale. I fatti e le condizioni si sono ripetuti e sembra che poco o niente sia stato fatto nel tempo perché questo non accadesse più, ed invece, l’altro giorno, solo per la capacità d’intervento di molte persone, della protezione civile e con il supporto anche della Marina, si è potuto evitare il peggio per molte abitazioni e per i suoi occupanti. I danni alle opere della Marina Militare sono stati limitati, mentre i locali delle cantine delle abitazioni in Piazza Umberto I°, sono stati completamente allagati con un metro e trenta centimetri d’acqua. Per molte famiglie di militari che vi abitano e che avevano sistemato nelle cantine buona parte delle proprie cose messe su in lunghi anni di lavoro, ricordi della famiglia d’origine, d’anni d’imbarco e di destinazioni, sono andate completamente distrutte. Qualcuno lamenta, che forse, si poteva evitare in qualche modo, quanto è accaduto, se in precedenza si fosse fatto qualche sopraluogo in ragione delle condizioni della posizione dove sono state costruite. Ora è importante capire dove intervenire immediatamente per tutte quelle strutture a rischio e non in grado di sopportare un nuovo nubifragio come quello dell’altro giorno. Molti di questi sperano, almeno in parte, che all’amministrazione militare o civile intervenga nei loro confronti, per chi ha perso quasi di tutto e si affidano alla comprensione di coloro che hanno la possibilità di aiutarli.
Archivio Rubrica: Dall'isola M.M.
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15 Aprile 2002
Dottoressa Giovanna Boe Fois
Intervista al Direttore del Parco
  • È affabile la dottoressa Giovanna Boe Fois, direttore generale del Parco Nazionale dell’Arcipelago, mentre ci riceve nel suo studio di via Giulio Cesare. Nata a Bitti, per oltre 25 anni ha lavorato a Roma presso vari Ministeri, accumulando una vasta esperienza. Da poco più di un mese affianca il presidente Gianfranco Cualbu nella direzione dell’Ente. Intervistata per Radio Arcipelago ne pubblichiamo una sintesi.
  • Dottoressa Boe qual’è la funzione del direttore generale del Parco?
  • “Principalmente ha funzioni di coordinamento. In questo momento il Parco è orfano degli organi gestionali, non è stato costituito ancora un comitato di gestione e un consiglio direttivo. Siamo in attesa che questo avvenga al più presto, perché ci consentirà di operare a pieno ritmo. Attualmente sto cercando di gettare le basi organizzative che mancano totalmente a questa struttura. Manca per esempio un inventario fatto a regola d’arte. Il direttore da inoltre l’indirizzo di natura amministrativa e organizzativa a tutta l’attività degli uffici”.
  • Che ruolo può svolgere nell’economia della zona il Parco dell’Arcipelago?
  • “Non conosco ancora molto bene questa realtà locale, ma di una cosa sono certa: che il Parco può diventare, deve anzi diventare ed essere, la motrice trainante di tutta una serie di iniziative e di attività economiche”.
  • Si riferisce solo all’Arcipelago o a tutta la riviera di Gallura?
  • “Principalmente all’Arcipelago e naturalmente anche di tutto il litorale del nord Sardegna”.
  • Si è parlato di recente di allargamento dei confini del Parco. Qual è la sua opinione in proposito?
  • “I confini del Parco mi pare che siano stati definiti. Si potrebbe aprire ad un settore pre-parco, la porta di ingresso al Parco. Non bisogna dimenticare questa realtà che può essere molto utile e vantaggiosa per il Parco stesso. Il Parco ha i suoi limiti, già stabiliti per legge peraltro. Non bisogna però dimenticare le realtà vicine perché sono la porta d’ingresso. Non si può assolutamente ignorarle, altrimenti si resta isolati”.
  • Cosa pensa della polemica in corso tra il sindaco Birardi e il presidente Cualbu? E del ricorso al Tar della Giunta comunale contro la nomina ministeriale?
  • “Ho sentito parlare di questa polemica ma non voglio entrare nel merito. Non conosco il sindaco Birardi e non so che origine abbia questa polemica che addirittura mi sembra scenda sul personale. Ho sentito anche parlare di un ricorso al Tar. Vedremo quello che succederà”.
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Claudio Ronchi
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15 Aprile 2002
A Moneta la Festa Titolare della Parrocchia
A La Maddalena siamo soliti festeggiare la Santa Patrona il 22 Luglio, la Natività della Beata Vergine Maria, l'8 Settembre. Quest'ultima è considerata , impropriamente, la festa della parrocchia di Moneta, tant'è vero che, come per ogni festa che si rispetti, il Comitato parrocchiale organizza momenti di intrattenimento per i partecipanti. Perché diciamo "impropriamente"? Perché la parrocchia di Moneta e la sua chiesa sono intitolate "Agonia di N.S. Gesù Cristo". Padre Manzella, autore della scelta, aveva ben chiaro il valore di quel momento della vita del Salvatore, i maddalenini probabilmente ne hanno colto solo l'aspetto negativo: momento di sofferenza, di solitudine, di tristezza, di scelta estrema, preludio della morte e quindi non ne hanno ricavato un motivo di festa, cancellandola di fatto dal calendario dei festeggiamenti isolani. Quest'anno grazie ai ripetuti inviti dell'Amministratore parrocchiale don Domenico Degortes e su sollecitazione del vescovo mons. Paolo Atzei, per la prima volta dal 1963, anno della nascita della parrocchia monetina, la comunità ha festeggiato la vera festa patronale. Non lo ha fatto nel modo classico (lotterie, salsiccia, dolci, concerti, spettacoli, fuochi d'artificio), ma in modo esclusivamente religioso. Giornata della festa, il Giovedì Santo, ore 21, luogo: davanti all'altare della reposizione. Cosa si è fatto? Si è pregato con un antico rituale Getsemanico utilizzato dai vecchi soci maddalenini dell'Azione Cattolica nei loro incontri di spiritualità; quindi, mantenendo un clima di silenzio e di preghiera, si è terminato con l'Agape fraterna: un frugale pasto in ricordo dell'Ultima Cena, consumato con uno spirito di comunione e di condivisione, mentre un lettore proclamava il brano del Passio. Certo, questo modo di festeggiare non richiama grandi masse, ma ciò non ne diminuisce né il valore né la bellezza. Chi vi ha preso parte ha avuto un occasione in più per meditare sulla passione di Gesù Cristo, sul suo amore per noi. Il giorno di Pasqua, culmine della festa, si è inaugurata una nuova tradizione: la processione con la statua del Cristo Risorto per l'incontro con Santa Maria Maddalena. La processione pasquale, la Via Crucis e Le Stazioni quaresimali sono stati momenti intensi di Comunione e di preghiera per i fedeli delle parrocchie isolane. Per la parrocchia di Moneta la loro preparazione ha costituito per molti una preziosa palestra dove esercitare il dialogo, la disponibilità, la mitezza, la rinuncia e la testimonianza, iniettando in tutti una buona dose di fiducia.
Simonetta Colonna e Agostino Canu
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Piccoli avvisi
  • Gruppo di Preghiera San Padre Pio si riunisce nella chiesa di S.Maria maddalena tutti i venerdì alle ore 21,00. Sede via Regina Margherita.
  • Rinnovamento nello Spirito si riunisce nella chiesa S. Maria Maddalena ogni giovedì alle ore 21,30.
  • Caritas S.Maria Maddalena, via Tomaso Zonza 8, orario d'apertura: lunedì, martedì, Mercoledì, venerdì ore 17,30 - 18,30. Giovedì ore 10,30 - 11, 30.
  • Azione Cattolica Si riunisce ogni lunedì alle ore 18,00 nei locali di via Montebello.
  • C.a.v. ( Centro aiuto alla vita), tel. 0789.731087, orario di apertura : martedì ore 17,00 - 18,00, mercoledì ore 17,30 - 18,30.
  • Numero Verde S.O.S. Vita 167.13000.
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