N° 54 del 1 Maggio 2002 - pagina n°1 -
1 Maggio 2002
Don Degortes sulla Bibbia
Vigilanza sulle traduzioni
Nelle ultime settimane a La Maddalena sono stati distribuiti gratuitamente nelle case, nell’ospedale e in altri ambienti testi del Nuovo Testamento e dei Salmi senza l’imprimatur dell’autorità ecclesiastica. Evidentemente l’iniziativa è di una organizzazione non cattolica. Sappiamo che la Sacra Scrittura è ispirata da Dio, è utile per insegnare, convincere, correggere e formare alla giustizia (2Tm 3,16) ed è altamente meritorio divulgarla. Ma proprio per questo la Chiesa Cattolica garantisce i suoi fedeli con l’imprimatur, cioè con la garanzia che quel testo nella sua traduzione è fedele, autentico. Con questo non voglio dire che la traduzione del testo distribuito non sia autentica, ma che, non avendo la garanzia dell’autorità ecclesiastica (normalmente di un vescovo in quanto successore degli apostoli), esige prudenza nel leggerlo e preferibilmente si faccia riferimento ad un testo con la garanzia. Lo facciamo per il cibo che perisce quanto più dovremmo farlo per il cibo di vita eterna che è la Parola di Dio.
don Domenico Degortes
1 Maggio 2002
Meditazione sulla VI domenica di Pasqua
a cura di don Sandro Serreri
“Adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi” (1Pt 3, 15).
Così, ieri e oggi, consiglia Pietro apostolo. Ma come rispondere a chiunque ci domandi ragione della speranza che è in noi? Rispondere non è facile, perché chi ci pone la domanda è: il quasi ateo, il lontano, il non praticante, l’analfabeta religioso. Rispondere non è facile, perché, tante volte, la domanda non è formulata correttamente; è sbagliato l’oggetto, vale a dire: non si domanda riguardo Gesù, ma circa i suoi discepoli che, come tutti gli uomini, sono peccatori, cadono in contraddizione. Rispondere non è facile, perché possiamo non essere del tutto sicuri sulle ragioni che muovono il nostro credere nella speranza annunciata da Gesù. La speranza che è in noi – la speranza di conquistare, un giorno, la vita eterna – è minacciata; è soggetta ad essere messa a dura prova; vacilla sotto le prove della vita. Vivendo in un mondo dove tutto è ritenuto relativo; dove la realizzazione dei desideri dell’individuo passa sopra tutto e tutti; dove il pluralismo muove guerra contro le tradizioni, i valori patriarcali, il sentimento religioso, il bisogno di identità e di radici profonde; rispondere a chiunque ci domandi ragione della speranza che è in noi sarà sempre più difficile e impegnativo, ma anche sempre più necessario. Si tratta, innanzi tutto, di rispondere con la vita, con l’esempio, comportandosi in ogni situazione della giornata da cristiani. La prima e fondamentale risposta a chi mette in dubbio, movendo persino aspre critiche, la nostra religione, credo, pratica, deve passare attraverso la testimonianza. Le parole, spesso, non convincono, ma gli esempi, se non cambiano la vita dei lontani, almeno fanno pensare, riflettere, porre interrogativi. La nostra testimonianza deve essere offerta “con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza, perché nel momento stesso in cui si parla male” di noi “rimangano svergognati quelli che malignano” sulla nostra “buona condotta in Cristo” (1Pt 3, 15b-16). Tanto più la nostra testimonianza sarà sincera, coerente, inattaccabile, tanto più sarà incisiva, ammirata, stimata, porterà qualcuno a ricredersi, a smettere di malignare, a mettersi in cammino per credere nel Signore Gesù. Per questo, la responsabilità è alta. Non tutti saremo pronti a rendere questa testimonianza efficace, ma chi ha ricevuto questa grazia si metta in moto “operando il bene”, vivendo un forte legame con Gesù e la sua Chiesa, mostrando – in tutta umiltà – l’amore di Dio, la compagnia del Figlio Gesù, l’incoraggiamento dello Spirito, la guida materna della Chiesa. Così diamo ragione della speranza che è in noi!
1 Maggio 2002
Elezioni Comunali
Quattro candidati
L’appuntamento è dunque per il 26 e 27 maggio prossimo per scegliere tra i quattro candidati alla carica di sindaco della città. Due candidati sono collocabili nell’ambito del centro sinistra, due nell’ambito del centro destra. Giuseppe Deligia, più volte sindaco di La Maddalena, proposto dall’U.F.G., movimento di centro sul quale c’è stata la convergenza di Rifondazione Comunista, dello S.D.I. e di alcuni esponenti del P.P.I. Carlo Randaccio, attuale vice sindaco dell’amministrazione Birardi, presentato dalla Margherita, dai D.S. e dai Comunisti Italiani. Chicco Tirotto, già assessore nell’amministrazione Serra, di area A.N., sostenuto da Forza Italia, dal circolo Ticali di A.N., dal P.R.I. e da alcune associazioni. Rosanna Giudice, consigliere provinciale di Alleanza Nazionale, proposta dal circolo Fini di A.N., dal C.C.D., dai Riformatori, da alcune associazioni. Ai quattro candidati a sindaco si accompagnano ben 80 candidati alla carica di consigliere comunale (20 per lista). Di questi il 19% sono donne. Il 42% dei candidati a consigliere comunale non è nato a La Maddalena.
1 Maggio 2002
Elezioni Comunali
Quali programmi?
Scelti i candidati sindaci e composte le liste (il tutto senza non poche difficoltà), si dovrebbe ora incominciare a parlare di programmi. Oltre a dire ai maddalenini come intendono risolvere alcune delle principali “questioni” sul tappeto (Arsenale, Parco, economia turistica, viabilità, parcheggi ecc.), sarà interessante saggiare la “sensibilità” dei candidati alla carica di sindaco riguardo problematiche che spesso nascondono sofferenza e drammi umani: problemi giovanili (disoccupazione, disadattamento, droga, alcolismo), anziani, ammalati, poveri, portatori di handicap, problemi sanitari, disagio mentale, assistenza in generale. Come sarà interessante saggiare la “sensibilità” dei candidati alla carica di sindaco riguardo alcune questioni che riguardano i rapporti tra Comune e Parrocchie cittadine: ad esempio l’Opera Pia.
Claudio Ronchi