N° 56 del 1 Giugno 2002 - pagina n°1 -
1 Giugno 2002
il 19 maggio per le Cresime
Dall’omelia di mons. Curis
Domenica 19 maggio, il maddalenino arcivescovo mons. Carlo Curis ha conferito il sacramento della Confermazione a 48 ragazzi e ragazze delle parrocchie di S. Maria Maddalena e Moneta. Riportiamo una parte dell’omelia.
“Cari ragazzi e ragazze, voi ricevete il sacramento della Confermazione in un’età delicata della vostra crescita. E tante volte questa crescita vi sembra difficile, impegnativa ed esigente. Giorno per giorno voi vi rendete conto che state crescendo, che state cambiando, che la famiglia forse non vi serve più tanto, che il gruppo dei vostri amici è molto importante, che anche cominciano i vostri sogni per il futuro. Tutto è naturale, tutto è bello, ma qualche volta può sorgere qualche piccolo, grande problema, forse avrete delle ansie, forse sarete un po’ troppo suscettibili con i vostri genitori, con i vostri educatori, con i vostri amici. Ed è per questo che con la Chiesa vi diciamo: non abbiate paura! Non abbiate paura di crescere, di essere sempre più responsabili, di essere i protagonisti della vostra vita. La Chiesa, che per mezzo ed attraverso i suoi sacerdoti, i catechisti e le catechiste, vi ha accompagnato sino questo giorno, continua ad esservi vicina, continua a seguirvi, e vi seguirà con molta attenzione ed affetto. La Chiesa nutre in voi una grande speranza! Quella speranza che voi mai vi allontanerete da lei, quella speranza che voi non vi allontanerete più dai valori cristiani, dagli insegnamenti del Vangelo, dalla pratica dei sacramenti, dall’ascolto della parola di Dio, non vi allontanerete mai dal più vero e sincero amico, Gesù. Crescendo, noi tutti abbiamo bisogno di Lui, abbiamo bisogno di Gesù. I vostri genitori, i padrini, le madrine, le vostre famiglie vi aiuteranno e cammineranno con voi in questo impegno. È un loro compito, è una loro responsabilità, perché la vostra crescita non sia soltanto fisica ma una anche spirituale. Ora voi siete chiamati a parlare di Gesù, a parlare di Dio, avete gli strumenti coraggiosi nella difesa della fede e nella pratica della dottrina cristiana, in un mondo che talvolta, direi spesso, è indifferente ai valori dello spirito, è indifferente ad ogni problema morale e religioso. Siete oggi afferrati dallo Spirito il quale vi dona il potere di esprimervi, di annunciare a tutti, ad ogni uomo, ad ogni donna, a casa, ovunque vi troviate, la fede in Dio, la fede in Gesù, suo figlio, la fede nello Spirito Santo …” .
1 Giugno 2002
Meditazione sul Corpus Domini, Anno A
a cura di don Sandro Serreri
“Il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo?” (1 Cor 10, 16).
A Paolo, che così domandò ai cristiani di Corinto, vogliamo rispondere: Sì, il calice è il Sangue di Cristo! Sì, il pane è il Corpo di Cristo! Il calice è vero Sangue; il pane è vero Corpo. Questa verità ci ricorda l’Apostolo Paolo; questa verità, fondamentale ed essenziale per la nostra fede, ci insegna e fedelmente ci trasmette la Madre Chiesa. Nel giorno del Corpus Domini la liturgia ci invita a vedere Gesù, a volgere il nostro sguardo verso il suo Corpo e Sangue, per noi donato e versato. Ma, questo, deve essere un vedere più profondo; uno sguardo più attento. Si tratta di fermarsi di più a considerare il Mistero del Corpo e Sangue di Cristo, che si fa per noi cibo per il pellegrinaggio terreno, pane per la vita eterna. E di questo Corpo e Sangue, di questo nutrimento, noi tutti ci dobbiamo spiritualmente nutrire e saziare. Poveri noi, se questo cibo venisse a mancare! Poveri noi, perché, allora, la nostra povertà verrebbe ad aumentare e così sarebbe ancor più facile smarrire la via del Signore. La liturgia del Corpus Domini ci impone una sosta e ci invita a verificare: se crediamo nella presenza reale del Corpo e Sangue del Signore Gesù nella Eucaristia; se crediamo che la Comunione ci cambia; se crediamo che la Eucaristia ci conduce alla vita eterna. Ed ancora, ci spinge ad esaminare la nostra coscienza: il nostro cuore è pronto per ricevere Gesù oppure la nostra cella interiore è disordinata, inospitale, non degna? Sono in grazia di Dio oppure prima di entrare in Comunione con lui devo riconciliarmi? Ricevere la Comunione è sempre un canto di lode, di gratitudine, di fede, di bisogno spirituale, oppure una abitudine? Quale Mistero grande, incomprensibile, si nasconde nel Corpo e Sangue di Cristo datoci nella Eucaristia quale nutrimento spirituale necessario. Capire: non si può! Spiegare: sarebbe solo un balbettio. Allora, non resta che domandare una grazia: non offendere Gesù! Non offendere Gesù riconoscendolo nella sua presenza reale nel tabernacolo. Non offendere Gesù non facendo la Comunione per abitudine. Non offendere Gesù adorandolo e ringraziandolo dopo averlo ricevuto gratuitamente in dono. Non offendere Gesù riparando ai peccati commessi. Solo così il Corpo e il Sangue di Cristo saranno vera Comunione con lui, saranno vera benedizione per tutta la nostra vita.