N° 57 del 15 Giugno 2002 - pagina n°1 -
15 Giugno 2002
Domenica 3 giugno
La processione del Corpus Domini
Domenica 3 giugno si è celebrato il Corpus Domini, solennità che per coloro che sono cristiani e cattolici rappresenta il mistero della reale presenza nell’Eucaristia, del corpo e del sangue di Cristo. La Messa solenne delle ore 18,30, unica per le parrocchie cittadine (trasmessa da Radio Arcipelago), è stata concelebrata dal parroco don Domenico Degortes, dal vicario di Moneta don Terenzio Ntitangirageza, dal vicario di S.M. Maddalena don Andrea Lance Krzywicki, da un missionario in Brasile (per qualche giorno ospite a La Maddalena), mentre il vicario don Sandro Serreri si occupava del buon andamento di tutta la cerimonia. “Oggi si celebra e si porta per le vie della città non una statua, non una reliquia, si porta Gesù vivente nell’ostia consacrata dentro l’ostensorio, per ricordare che lui è il sole della nostra vita” ha ricordato nell’omelia don Degortes. Oltre a numerosi fedeli erano presenti il sindaco Rosanna Giudice accompagnata dal tenente dei Vigili Urbani Bruno Useli, il comandante delle Scuole Sottufficiali C.V. Francesco Palopoli, il comandante della stazione dei Carabinieri maresciallo Mele, il maresciallo Tinteri della Procura della Repubblica di Tempio. La Messa è stata animata dal coro parrocchiale diretto da Giuseppe Deligia. Dopo la Messa si è svolta la consueta, solenne processione per le vie del centro di La Maddalena (piazza Garibaldi, via Garibaldi, pizza Umberto I, via Magnaghi, via Roma, via Cairoli, Cala Gavetta, via Vittorio Emanuele), alcune delle quali addobbate con lenzuoli, arazzi e bandierine. Processione seguita ed animata da molti fedeli sebbene, bisogna sottolinearlo, lungo le strade si siano notati non pochi segni di indifferenza se non di scarso rispetto. D’altra parte questa non può che essere la naturale conseguenza, purtroppo, del fatto che nella comunità maddalenina i cattolici praticanti non superino il 15% della popolazione.
15 Giugno 2002
Meditazione sulla XI domenica del T.O. Anno A
a cura di don Sandro Serreri
“Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del figlio suo, molto più ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita” (Rm 5, 10).
L’Apostolo Paolo ci spinge – come sempre – a volgere il nostro sguardo verso il passato, ma anche verso il futuro. Non dobbiamo – perciò – dimenticare il passato, ma, insieme, non possiamo non sperare. Quando ancora eravamo “nemici” di Dio, perché lontani, indifferenti, non in ascolto della sua Parola e non imitatori delle sue opere, “siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo”. La nostra condizione di “nemici” non ha impedito a Dio di riconciliarci sacrificando il “Figlio suo”. Eppure eravamo con la nostra vita lontani da Dio, indifferenti alla religione con tutti i suoi riti e insegnamenti, sordi alla Parola di Dio annunciata dalla Chiesa, non cooperatori nelle multiformi opere del Signore. Ciò nonostante, “siamo stati riconciliati”, dunque: amati, sino al sacrificio del Figlio Gesù. Allora, in questo consiste l’amore di Dio. Un amore che trasforma il nemico in un riconciliato, senza attendere che il malato guarisca. Se questo è stato il nostro passato, “molto più ora che siamo riconciliati, saremo salvati”. Ecco il nostro futuro: la salvezza, frutto della riconciliazione. Ora il nostro rapporto con Dio non è più quello di “nemici”, ma di “riconciliati”. “Siamo stati riconciliati”, dunque: siamo vicini a Dio, legati a lui dal culto e dalla messa in pratica dei suoi insegnamenti, in ascolto della sua Parola e collaboratori nel suo apostolato. Riconciliati guardiamo con speranza viva il nostro futuro e, pur in lontananza, vediamo la nostra salvezza. Allora, non ci resta che conservare questo stato di “riconciliati” per non smarrire la via, per non ricadere in una vita da “nemici”, per non cessare di lodare Dio ricco di misericordia, per impegnarci ad essere testimoni del suo amore negli stati di vita dove ci ha chiamato, per morire con la speranza di non aver vissuto inutilmente da cristiani, per sperare sino alla fine nel premio giusto: la salvezza eterna.
15 Giugno 2002
Amministrazione Comunale
Tra problemi ed auspici
Mentre chiudiamo il giornale la nuova Amministrazione Comunale, tra problemi vecchi e nuovi (e qualche polemica), muove i suoi primi passi nella pienezza delle proprie funzioni. Di altri argomenti generali avremo modo di occuparci nei prossimi mesi. In questo momento ci soffermiamo sulle problematiche che riguardano particolarmente la comunità cristiana maddalenina e le proprie strutture. Pubblichiamo, di seguito, un articolo di Mario Terrazzoni sulla comunità monetina e l’incontro avuto col sindaco Giudice. Un incontro lo stesso sindaco lo ha avuto col Consiglio Pastorale di Santa Maria Maddalena che l’ ha informata sui non pochi problemi (se n’è parlato più volte sul giornale) irrisolti. Un punto però appare a tutti di fondamentale importanza: la soluzione dell’annosa questione dell’Opera Pia. Riportiamo e facciamo nostro un augurio formulato al sindaco da un parrocchiano: che possa cioè passare “alla storia ” non solo per essere stato il primo sindaco donna ma per essere riuscita a risolvere, dopo oltre cinquant’anni, il problema dell’Opera Pia.
C.R.