PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA - LA MADDALENA (SS)
Il Vento
Il Vento
"Il Vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va"(Gv.3,8)
(Supplemento di "Gallura e Anglona", periodico della Diocesi di Tempio-Ampurias: direttore Tomaso Panu)
N° 58 del 30 Giugno 2002 - pagina n°1 -

30 Giugno 2002
La benedizione del mare
Ripristinata una tradizione
L’idea è stata del parroco don Domenico Degortes, il supporto storico di Guido Mura e, voilà, è stata ripristinata una tradizione: la benedizione del mare per la festa di San Giovanni Battista. Domenica 23 giugno, dopo la Messa vespertina, dalla chiesa di Santa Maria Maddalena è partita una processione che attraverso via Vittorio Emanuele è giunta fino a Cala Gavetta, nella punta estrema dietro la Capitaneria di Porto. Lì il Parroco, dopo aver brevemente ricordato il profondo legame tra La Maddalena ed il mare, ha proceduto alla benedizione. Subito dopo si è imbarcato su un cabinato di legno, messo a disposizione dal Comitato dei Cinquantenni per i festeggiamenti di S.Maria Maddalena (la classe 1952), sul quale lo attendeva il sindaco Rosanna Giudice. Ed ha proceduto, dal mare, alla benedizione delle barche ormeggiate nel porto. “La Maddalena – ha ricordato nella breve riflessione don Degortes – è indissolubilmente legata al mare, da sempre vive sul mare e del mare, e al mare deve la sua vita e la sua esistenza. Nel passato, nel presente e nel futuro. Furono legati al mare gli antichi maddalenini i quali vissero di commerci, di pesca (c’è da ricordare la nutrita colonia di pescatori campani) o degli imbarchi come militari nella Regia Marina Sarda. È stata strettamente legata al mare la presenza della Marina Italiana, le fortificazioni marittime, la realizzazione dell’Arsenale marittimo. È legata al mare la vita dei maddalenini marittimi, molti dei quali oggi imbarcati sui traghetti. È legata al mare la presenza a La Maddalena della Marina Americana, come oggi l’esistenza del Parco Nazionale dell’Arcipelago. Ed è strettamente legato al mare il turismo, risorsa economica attuale e futura di La Maddalena”. Era dai primi anni Cinquanta dello scorso secolo che a La Maddalena non si svolgeva la processione e la benedizione del mare, una tradizione che affondava probabilmente le proprie origini alla fine del Settecento quando prese una certa consistenza la colonia di pescatori e corallari provenienti dalla Campania. Alcuni anziani presenti alla processione ricordavano i tempi ormai lontanissimi nei quali la benedizione del mare, che precedeva di poche ore la fogarina di San Giovanni (falò notturni accesi in varie vie e quartieri dell’Isola) veniva fatta da ‘u vicariu’ (don Antonio Vico, parroco di La Maddalena fino al 1933) e poi da don Salvatore Capula. Allora si proceda a tre benedizioni: una nel mare di Cala Gavetta dove in genere era ormeggiato il naviglio mercantile; una a Bassa Marina (attuale via Amendola) dove erano ormeggiate le barche da pesca ed una in piazza Umberto I a significare la benedizione del naviglio militare. Dopo la benedizione del mare e le fogarine cominciava la stagione dei bagni, fino a quel momento rigorosamente vietati da madri e nonne.
C.R.<
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30 Giugno 2002
Meditazione sulla XIII domenica del T.O. Anno A
a cura di don Sandro Serreri
“Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui” (Rm 6, 8-9).
Ecco: ancora una volta il mistero della morte, comune conclusione terrena ed eredità sicura per ogni uomo che nasce. La morte è una delle poche assolute certezze dell’uomo. Per il cristiano – secondo san Paolo – morire vuol dire: morire “con Cristo”. Questo, lo crediamo. Ma, “crediamo che anche vivremo con lui”? Mentre la ragione ci aiuta a comprendere e a rassegnarci davanti alla morte, molto più difficile è credere “che anche vivremo” con Cristo, che anche risorgeremo con lui. Qui, la ragione si arrende. Occorre la fede. Occorre, prima che giunga l’”ora della nostra morte”, aver già vissuto esperienze di morte e di resurrezione. Occorre aver vissuto l’esperienza di morire al peccato e risorgere a vita nuova; di una amicizia che morta rinasce; di una offesa perdonata; di un disagio psicologico trasformatosi in familiarità sincera; di un periodo di egoismo seguito da disponibilità e dialogo. Occorre, insomma, avere avuto fede nella compagnia del Signore Gesù, che può cambiare quanto di triste e faticoso c’è nella nostra vita, se però siamo disposti ad accogliere il suo aiuto, consiglio, insegnamento, correzione. La Grazia può tutto, se la Natura umilmente si lascia accompagnare. Occorre, dunque, questo cammino, avere una visione cristiana della vita, anche se ciò non toglie la difficoltà a credere che “morti con Cristo… vivremo con lui”, perché “la morte non ha più potere su di lui”; anche se ciò non toglie la presenza della morte, attraverso le sue diverse espressioni, dalla nostra vita. Ogni giorno possiamo fare esperienza di uno dei volti della morte: la morte di una persona a noi cara, la sofferenza che reca una malattia, l’abbandono, la solitudine, il giudizio temerario, le incomprensioni, il tradimento, il fallimento. La fatica di voler credere in Dio, nel suo Figlio Gesù, si inserisce dentro la realtà della nostra vita fatta di dolcezze e di amarezze, di vita e morte. Qui, allora, deve entrare in gioco la virtù della pazienza che deve accompagnare chiunque abbia deciso di impegnarsi a credere nella resurrezione nonostante i tanti segni di morte presenti nella nostra società. Questo impegno, alla fine, reca un premio: vivere in e con Dio per sempre. Noi cristiani siamo chiamati a portare e a donare questa testimonianza: nonostante la morte, impegniamoci affinché la vita vinca sempre. Se non riusciamo ad eliminare la difficoltà a credere che una volta morti risorgeremo “con Cristo”, possiamo almeno tentare di vivere lasciandoci orientare dal Vangelo che è via, verità e vita.
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30 Giugno 2002
Concorso di Poesia
Il 12 luglio le premiazioni
Si svolgerà il 12 luglio prossimo la premiazione del 2° Concorso di Poesia organizzato da Il Vento. Il Concorso, al quale hanno partecipato molti poeti maddalenini e non, è articolato in due sezioni: uno in lingua italiana ed uno in dialetto maddalenino. Due sono i temi proposti: la notte e gli antichi mestieri. Due apposite commissioni sono da alcuni giorni al lavoro per selezionare i lavori migliori. La serata di premiazione prevede la declamazione delle poesie (delle prime tre per ogni sezione), l’esecuzioni di brani al pianoforte, con la chitarra ed alcune scenette in maddalenino. Lo scorso anno furono proclamati vincitori (il tema era unico ed era “La mamma”), nella sezione in italiano la poetessa Maria Madrau per la poesia “A mia madre, ed il poeta Domenico Battaglia per la poesia “A mè mamma”. L’appuntamento con la premiazione è per il prossimo 12 luglio, alle ore 21,30, nel Salone Consiliare del Municipio di La Maddalena.
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30 Giugno 2002
Si voterà nel 2003
La Gallura è provincia
Dal 20 giugno scorso una legge approvata a larga maggioranza dal Consiglio Regionale della Sardegna ha istituito (tra le altre) la Provincia Gallura. Entro pochi giorni la Giunta regionale nominerà un Commissario con il compito di curare ogni adempimento fino all’insediamento del Consiglio Provinciale. Le elezioni si terranno nella prossima primavera del 2003. Il capoluogo della Provincia Gallura sarà deciso dal nuovo Consiglio Provinciale, con voto favorevole dei due terzi dei propri componenti. Giunge così alla méta la lunga, difficile marcia della Gallura, iniziata quasi vent’anni fa (primi anni ’80) ad Olbia, con la nascita del comitato Olbia Provincia. Dopo non poche polemiche (vi era l’opposizione di Tempio) il progetto si arenò. La marcia riprese nel 1993 quando sindaco di Olbia era Giampiero Scanu e quello di Tempio Giovanni Manconi. In sostanza si giunse ad un accordo: prima la realizzazione della Provincia e dopo la decisione sul capoluogo. Nel 1997 la Regione Sarda approvò la legge che le attribuiva il potere di costituire nuove province. Ma la data decisiva fu il 25 gennaio 1999. Una nutrita assemblea di sindaci riunitasi a La Maddalena e presieduta dal sindaco di La Maddalena Mario Birardi sanciva un accordo storico: Gallura unita e doppio nome Olbia-Tempio per la Provincia. Promotori dell’accordo furono Settimo Nizzi sindaco di Olbia, Tonino Dibeltulu sindaco di Tempio ed Antonio Satta sindaco di Padru. Il 31 marzo 1999 la Regione Sarda approvò lo schema sul riassetto delle Province; legge che venne però respinta dal Governo. Si ricorse così alla Corte Costituzionale la quale il 6 luglio 2001 riconobbe la competenza della Regione Sarda all’istituzione di nuove Province. Poi, finalmente, il 20 giugno scorso l’approvazione della legge: la Gallura è Provincia.
C.R.
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