N° 58 del 30 Giugno 2002 - pagina n°
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30 Giugno 2002
Invito alla Poesia
a cura di Gianfranco Impagliazzo
Quando
di Salvatore Pilo
- Mamma,
- sei tu la rosa più bella e deliziosa tra tutte le rose
- e Dio nella sua benevolenza
- ha dato a te in eredità l’eterna bellezza.
- Tu con gli occhi pieni di dolcezza
- riesci a penetrare in fondo al cuore e all’anima mia.
- Sei tu l’angelo che con le forti braccia tieni saldi i miei cedimenti.
- E la sera, quando il sole si tinge di rosa e di azzurro,
- un lampo nei tuoi occhi si accende di raggiante gioia,
- perché sai che sono sempre accanto a te.
- E quando il tramonto ci fa più intimi,
-
- il tuo viso si colora dei più bei colori del firmamento:
- E quando il tramonto si è fatto notte,
- quello che amo di più è il dolce tuo respiro,
- perché sono sicuro che tu sei sempre
- vicino a me,
- facendomi dormire sogni tranquilli.
-
Dopo un iniziale utilizzo di immagini alquanto scontate ( “sei tu la rosa più bella e deliziosa……e Dio ha dato a te ….l’eterna bellezza”) il poeta gradualmente scopre il vero rapporto di intimità madre-figlio; i versi acquisiscono profondità e spontaneità artistica ( “sei tu l’angelo che con forti braccia tieni saldi i miei cedimenti”) e la figura della madre assurge al ruolo di guida morale. La seconda metà della lirica fotografa il rapporto madre-figlio in tre momenti susseguenti della giornata, evidenziati in maniera incisiva dall’anafora dell’av-verbio “quando”, che ha dato anche voce al titolo della poesia. La “gioia raggiante” per il rientro a casa del figlio al calar della sera si trasforma, a tramonto avvenuto, in esplosione di colori sul volto della madre ( “i più bei colori del firmamento”) e poi, nella notte seguente, in presenza intima confortante ( “quello che amo di più è il dolce tuo respiro”). La lirica avrebbe sicuramente trovato degno spazio nel I° Cocorso di poesia lanciato dal periodico Il Vento nel 2001 sul tema “La mamma”.
30 Giugno 2002
Lo sport ci parla ...
a cura di Salvatore Faggiani
Questa rubrica, come tra l’altro tutte quelle del nostro periodico, è rivolta ai vari avvenimenti locali. Leggendo queste righe il lettore si domanderà il motivo perché oggi l’argomento tratta i «mondiali di calcio». In un’isola sempre più tediosa, soprattutto per i giovani, in cui il tempo libero diventa sempre più un’oasi sperduta nel deserto, l’apparato del mondiale di calcio, con la nostra nazionale impegnata a provare a vincerlo, diventa una componente fondamentale da sfruttare. L’occasione non è sfuggita ad alcuni nostri commercianti (Miro Battaglia, Pietro Favale, Mascagni, Gianni Caria e La Grotta) che hanno organizzato giganteschi «gazebo tricolori» con tanto di megaschermo televisivo, creando così un piccolo stadio con la simpatica aggiunta di graditi spuntini, offerti dagli stessi, durante l’intervallo delle partite a base di salumi Maletti di Casinalbo accompagnati da Vermentino di Berchidda e Cannonau Martini. Giorni di preparazione, di attesa, di sogni, poi tutto svanisce in un istante come quando ci si risveglia dopo un incubo notturno. È quello che è successo alla nostra nazionale di calcio, caduta nell’inferno rosso di Daejeon, a noi che emozionati, ansiosi e frementi seguivamo le partite e soprattutto ai nostri amici commercianti che hanno visto svanire il loro lodevole, generoso e simpatico impegno mirato a creare qualcosa di divertente e gioioso ai loro concittadini. Il nostro incubo ha un nome: l’arbitro Moreno! Il quale non ha causato soltanto l’eliminazione della nostra Italia dal mondiale e la tristezza di un grande popolo, ma ha tolto a noi maddalenini la felicità e la soddisfazione di trascorrere in maniera diversa, simpatica e festosa qualche ora tutti insieme e uniti per tifare e cantare a squarciagola l’inno di Mameli. Grazie signor Moreno! È probabile che ciò sarebbe accaduto ugualmente nel turno successivo, secondo la legge del più forte, che nello sport, se non si trovano personaggi come «Moreno», è il giusto risultato del sano e leale impegno ed agonismo degli atleti. Ma la strafottenza di questo arbitro ci ha sprofondati di nuovo nella nostra realtà isolana piena di noia ed ozio. Ai nostri amici Miro Battaglia, Pietro Favale, Mascagni, Gianni Caria e La Grotta un grazie di cuore per averci fatto sognare di essere vicini ai nostri calciatori e per la bellissima e lodevole iniziativa. Alla prossima….e cioè agli Europei di calcio del 2004!