N° 59 del 15 Luglio 2002 - pagina n°1 -
15 Luglio 2002
Linea Blu
Arcipelago Superstar
“L’Arcipelago delle meraviglie, un luogo di sogno ancora in gran parte incontaminato”. Con queste parole Donatella Bianchi, conduttrice del programma di Rai Uno Linea Blu, ha aperto la trasmissione di sabato 6 luglio, interamente dedicata a La Maddalena. E le immagini, suggestive ed uniche dell’Arcipe-lago, riprese da terra, dal mare e dal cielo, non solo hanno confermato ma addirittura hanno superato le parole della conduttrice. L’apertura della trasmissione non poteva non proporre “uno tra i gioielli di famiglia dell’Arcipelago”, la spiaggia Rosa, definita da Donatella Bianchi “una delle spiagge più belle del mondo”. Un’attenzione particolare è stata dedicata alla Posidonia Oceanica (una vera e propria pianta sottomarina, con foglie, radici e fiori, le cui praterie rivestono per la vita del mare una importanza fondamentale), per passare poi all’intervista, nel faro di Razzoli, a Clementina Morlè (maddalenina di razza ponzese, come lei stessa si è definita), moglie di un fanalista che nell’isola ha trascorso alcuni difficili ed isolati decenni della propria vita, e a Benito Filinesi ex fanalista. Il programma è proseguito con immagini del Civico Mercato (con i connari venduti a 5 euro il chilo e le aragoste a 50 euro il chilogrammo) per passare poi alle incantevoli immagini sottomarine e l’annuncio che già da qualche tempo le cernie (dopo decenni di pressoché assenza) sono di nuovo presenti nei fondali dell’Arcipelago. Suggestive le riprese della ex batteria militare di Candeo, a Caprera, presentata da Giovanna Sotgiu, batteria interamente mimetizzata, scavata nel granito e realizzata in calcestruzzo ricoperto da grossi massi di roccia. Non poteva mancare nel programma un riferimento a Garibaldi ed al Museo di Caprera, presentato dal pronipote Giuseppe junior. Le telecamere di Linea Blu sono poi entrate nelle base americana di via Principe Amedeo, con la presentazione di alcuni militari e della ex comandante della Claudia Risner. Brevi interviste alla direttrice del Parco Nazionale Giovanna Boe Fois e al presidente Gianfranco Cualbu hanno completato il programma durato oltre un’ora. C’è da essere soddisfatti per l’immagine dell’Arcipelago diffusa in tutta Italia dal programma di Rai Uno anche se rimane un’ultima considerazione da fare: che a nessuno degli autori sia venuto in mente di intervistare il sindaco di La Maddalena, il rappresentante dei maddalenini, i quali, negli anni passati, mentre altrove si deturpava senza ritegno ed ancor prima che i Parchi diventassero “di moda”, hanno saputo conservare e mantenere intatti quei “gioielli” (isole ed isolotti, mare, spiagge e coste) oggi tanto ammirati.
Claudio Ronchi
15 Luglio 2002
Meditazione sulla XV domenica del T.O. Anno A
a cura di don Sandro Serreri
“Io ritengo che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà esser rivelata in noi” (Rm 8, 18).
Anche noi, che ci diciamo cristiani – perché non riconoscerlo! –, quanto eccessivo peso diamo alle nostre sofferenze. Piccole o grandi, vere o immaginarie che siano, alle nostre sofferenze veramente diamo troppa importanza. Ci concentriamo su di esse come se al di là non ci sia altro. Questo, come chi non crede nella redenzione del corpo, ma sottomette tutto alla caducità della morte. Il cristiano non può, e non deve, sottovalutare la sofferenza, perché questa ha assunto un valore salvifico grazie alla Passione del Signore Gesù, ma non può, e non deve, neanche sopravalutarla. Il cristiano deve vivere un rapporto con la sofferenza diverso da quello che ha chi pensa che la sofferenza sia fine a se stessa, non abbia alcun valore, non produca nessun tipo di purificazione. L’Apostolo Paolo nella sua lettera ai Romani afferma che le sofferenze non hanno un valore proporzionato “alla gloria futura che dovrà esser rivelata in noi”. Paolo sente che la “gloria futura”, vale a dire la salvezza della carne, sarà superiore al qualsiasi sofferenza. Nel “momento presente” ogni tipo di sofferenza ci può apparire insopportabile, superiore alle nostre forze, scoraggiante. Questo atteggiamento è umano, comprensibile. Allora, come affrontare e vivere da cristiani le sofferenze della vita? Si tratta di guardare verso la “gloria futura”. Se non riusciamo a gettare il nostro sguardo verso il nostro futuro, cioè verso la risurrezione del nostro corpo, ma ci concentriamo sul nostro presente dove non può mancare anche qualche sofferenza, siamo come coloro che vivono male ogni prova della vita, perché privi della speranza cristiana, che non delude. Il vero cristiano si vede e si riconosce nel momento della sofferenza. Alle prove della vita sa rispondere con le armi della fede. Accetta la sofferenza perché così si unisce e partecipa alla Passione che fu del suo Signore Gesù. La vive come un tempo non definitivo, ma di passaggio della sua vita. La sa vedere sotto un giusto fine: un momento di verifica riguardo la propria fede. Questo modo tutto cristiano di vedere e vivere le sofferenze comunque non risparmia a noi cristiani nessuna forma di sofferenza, ma sicuramente ci consente di cercare e trovare quella serenità che da sola può bastare per andare avanti nonostante le prove che la vita ogni tanto ci riserva.
Errata corrige: a causa di una svista, nel precedente numero abbiamo scritto XI anziché XIII domenica del T.O. Ci scusiamo con i lettori
15 Luglio 2002
Con antiche stampe di S.M.Maddalena
Il calendario iconografico
È stato presentato il 5 luglio scorso, nella sala della Biblioteca parrocchiale di piazza Amsicora, alla presenza di un folto pubblico, il Calendario Iconografico 2003 dedicato a Santa Maria Maddalena. Pezzi forti dell’opera sono la riproduzione delle antiche stampe di Giusto Davoli (un ingegnere “emiliano di nascita, milanese d’adozione e maddalenino per scelta”) e di Antonio Frau (Direttore del Museo Diocesano di La Maddalena e della Biblioteca parrocchiale), ideatori, organizzatori e realizzatori della pregevole ed importante iniziativa. Il calendario offre la riproduzione di stampe della “Santa” di Eugene Gaujean, Bernard Picart, Gregorio Cleter, Arthur Pond, William Wynne Ryland, Francesco van der Steen, di un Anonimo tedesco, Fabrizio Clerici, Adrian Huberti, Marcello Conti, Stefano Mulinari, Heinrich Guttemberg. Il calendario, omaggio a Santa Maria Maddalena, a tiratura limitata di sole 500 copie numerate, è stato realizzato grazie al contributo della Ditta Riva di Trezzano sul Naviglio, fornitore ufficiale del teatro alla Scala di Milano. L’opera oltre alle pregevoli stampe contiene interessanti interventi di Antonio Frau (La vita è l’arte dell’incontro, La leggenda isolana di S.Maria Maddalena), di Alina Piazza (Santa Maria Maddalena), di Mattia Sorba (Breve storia della chiesa di S.Maria Maddalena, il Museo Diocesano) e di don Domenico Degortes (Le feste dell’Arcipelago). Le offerte (minimo 10 euro per calendario) saranno utilizzate per il restauro e la pulitura del Crocifisso e dei candelieri in argento donati alla chiesa di S.Maria Maddalena dall’ammiraglio Nelson nel 1804. L’iniziativa è stata realizzata con la collaborazione della Parrocchia di Santa Maria Maddalena e del Corisma (Comitato Ricerche Storiche Maddalenine).
La distribuzione del “Calendario iconografico 2003” avviene tutti i giorni presso il Museo Diocesano di La Maddalena, via Barone Manno, aperto dalle ore 10,30 alle 12,30 e dalle 18,30 alle 20,30; presso l’Ufficio parrocchiale di S.Maria Maddalena, in via Ilva 1, dalle ore 10,00 alle 12,00; e dal prossimo 16 luglio fino al 28 nella Casa d’Arte “Artemisia”, in piazza Amsicora, angolo via Ilva.