Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
N° 60 del 31 Luglio 2002 - pagina n° 4 -

31 Luglio 2002
Invito alla Poesia
a cura di Gianfranco Impagliazzo
Pietrajaccio

di Agostino Canu

    • Bellezza e Durezza
    • si sono incontrati
    • in un incavo d’amore
    • per una perenne promessa.
    • Un rifugio han preparato
    • per la loro nidiata:
    • ha spiccato il volo il primo
    • per gli immensi cieli;
    • otto saranno
    • gioie e affanni,
    • fatiche e speranze.
    • Sessanta primavere,
    • più duri gli inverni
    • ma sempre avvinghiati
    • dagli stessi ideali.
    • Severi e vivaci
    • pronti al comando
    • ma con piedi stanchi
    • e con mani dure
    • unite dalla stessa corona.
    • Mai rassegnati,
    • mai sconsolati,
    • piegati nel tempo
    • e da bufere e dagli anni e da malanni,
    • ma da tanta saggezza rafforzati.
    • Un solo Dio
    • un solo Vangelo
    • questa è la parola d’ordine,
    • questo è il testamento.
    • Il vostro nome avete scolpito
    • tra rocce e ginepri,
    • la vostra storia per sempre sarà,
    • nell’incavo d’amore, “Petrajaccio”
    • fino all’ultimo albore.
    •  

L’amore e la riconoscenza filiale (par di capire in occasione del sessantesimo anniversario del matrimonio dei genitori) han messo le ali al novello poeta Agostino Canu. La solidità di un tipo di famiglia tradizionale, ancorata ai sani principi di amore, fatica e sopportazione cristiana, viene ben identificata nel simbolo “petrajaccio”, amalgama perfetto di roccia e ginepro (ajaccio per i Maddalenini). La lirica esaltazione dell’amore coniugale è orchestrata sui temi del “rifugio” e della prole numerosa, della sopportazione del duro lavoro e delle avversità, dell’educazione amorevolmente severa dei figli e dell’attaccamento ai valori cristiani. Essi sono i giusti ingredienti per un legame coniugale sano, forte, tenace, indissolubile e rappresentano i valori ai quali le nuove generazioni sembrano, purtroppo, aver rinunciato. Questo è il messaggio che il poeta Canu pare lanciare al lettore, unitamente al tripudio di gioia filiale.
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31 Luglio 2002
Anniversario di matrimonio
Sessant'anni di matrimonio. Nozze di diamante. Non è un evento comune e le coppie che arrivano a festeggiarlo non possono che sentirsi felici e a nostro avviso offrono una testimonianza all'intera comunità. Per questo motivo abbiamo pensato di raccontare una storia qualunque, ma vera. Antonietta e Pasqualino sono due sposi, parrocchiani monetini, che il 28 giugno 2002, hanno raggiunto questo meraviglioso traguardo. Si sposarono nel 1942, in piena guerra: lei una ragazza di 27 anni, lui un giovanotto di 29, richiamato alle armi, ma esperto e scrupoloso contadino: pensate, il giorno del matrimonio, arrivò in ritardo perché doveva innaffiare il suo orto! Quel lontano 28 giugno, per Antonietta il batticuore non era finito: don Capula che benedisse le nozze, seguì, per una parte della celebrazione, il rito funebre (alla faccia della concentrazione!). Ma porta inferi restò un ricordo su cui ridere in compagnia. I due non persero tempo e ben presto assaporarono la gioia di essere papà e mamma: era arrivata Maria che purtroppo morì piccolissima. Il lutto non li ingabbiò nel dolore: continuarono ad essere aperti alla vita divenendo genitori di otto figli. Allora come ora questa loro scelta fu considerata come frutto di irresponsabilità e/o ignoranza, da pochi fu inquadrata nel modo giusto: vera apertura alla vita e reale fiducia nella Provvidenza. Credere nella Provvidenza per i nostri amici non ha significato “vivere girandosi i pollici, aspettando tutto dall'alto” ma spendersi, dando tutto ciò che era nelle loro possibilità umane. Pasqualino per mantenere la famiglia svolgeva lavori diversi: il contadino, il pescatore, il manovale e così anche Antonietta. Le loro, erano giornate piene, eppure riuscivano anche a trovare il tempo per la preghiera: una mano al timone della barca e una a sgranare il rosario; in strada con le borse della spesa e sulle labbra l'Ave Maria e il Padre nostro e, infine, la messa la domenica mattina. La fede è stata la roccia su cui hanno fondato tutta la loro esistenza, grazie alla quale hanno sempre superato le difficoltà, le preoccupazioni e i dolori che non sono mai mancati. Non sono certamente dei santi, hanno i loro difetti e hanno commesso i loro errori, come ogni essere umano, ma con questa loro testimonianza di vita ordinaria ci invitano ad avere fiducia nel futuro anche quando i mezzi materiali a disposizione non sono molti, a non aver paura del sacrificio, a sperare sempre e soprattutto quando è buio, ma in particolare ci incoraggiano a costruire le nostre famiglie sulla roccia vera che è Cristo e, come dice una canzoncina per bimbi il vento soffiava, la pioggia cadeva, ma la sua casa resisteva.
Simonetta Colonna e Agostino Canu
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31 Luglio 2002
Lo sport ci parla ...
a cura di Salvatore Faggiani
Il 31 gennaio 2002 su iniziativa di alcuni appassionati di ciclismo è stata costituita la “Associazione Ciclistica Albatros”, un team di dirigenti-atleti che, grazie anche al prezioso contributo di alcuni sponsor locali, intende promuovere ed incrementare lo sport del ciclismo attraverso la promozione e la formazione di squadre di corridori ciclisti, non solo per la partecipazione e organizzazione delle gare e manifestazioni sportive ciclistiche (agonistiche e non), ma anche e soprattutto per l’aspetto sociale, perché dirigenti e atleti dell’Albatros ritengono fondamentale l’aggregazione e la vita collettiva di atleti, dirigenti, cittadinanza e ambiente. Il Direttivo è composto dal Presidente Antonio Torturu, dal Vice Presidente Marco Cuccu e dai Consiglieri Salvatore Masia, Mario Andria, Giuseppe Nieddu e Francesco Vitiello. L’Associazione è stata affiliata alla Federazione Ciclistica Italiana e annovera tra le sue fila i ciclisti Gavino Spano, Salvatore Masia, Mario Vitiello, Giuseppe Nieddu, Francesco Vitiello, Mario Andria e Diego Venturi che hanno partecipato ad una quindicina di gare organizzate a livello regionale dalla F.C.I. e dai vari Enti di promozione (U.I.S.P., U.D.A.C.E., ecc.). Non sono comunque mancati i risultati e le soddisfazioni come i due secondi posti rispettivamente nella prima prova del Campionato Regionale di Mediofondo disputata a Olbia e nella terza prova del Campionato Regionale di Granfondo disputata a Pattada; quattro terzi posti rispettivamente nella seconda e terza prova del Campionato Regionale di Mediofondo disputate a Calangianus e Olbia, nella “Coppa Ristorante Maggiorana” a Budoni e nel “Memorial Pirina” a Telti. Apprezzabile e lusinghiera la partecipazione dei ciclisti isolani al “Giro delle coste della Sardegna”, gara a tappe di livello nazionale della lunghezza di circa 550 chilometri, che ha attraversato in sei tappe le impegnative strade della Baronia e della Gallura e che ha visto impegnati circa seicento ciclisti provenienti da tutta l’Italia. La società maddalenina si è classificata tra le prime quindici posizioni nelle classifiche finali di categoria. Nonostante la giovane età i risultati non si sono fatti attendere, ma la più grande soddisfazione e la più bella vittoria che l’Associazione Ciclistica isolana si augura e quella di crescere e riuscire ad avvicinare a questo bellissimo sport un sempre maggior numero di praticanti. Un desiderio che ci trova concordi anche perché il ciclismo è uno dei pochi sport a contatto con la natura e l’ambiente…e li rispetta!
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Il Vento lo trovi:
  • Presso tutte le chiese di La Maddalena e Caprera durante le Messe festive.

  • Presso la Biblioteca parrocchiale,
    piazzetta Amsicora1.
    E inoltre presso:

  • Panetteria Columbanu,
    largo Matteotti 4;

  • Sorelle Lena, merceria e intimo,
    via Garibaldi 62;

  • Pizzeria Romeo e Giulietta
    via Indipendenza, 40


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