N° 61 del 15 Agosto 2002 - pagina n°1 -
15 Agosto 2002
Nella Chiesa di S.M. Maddalena
Il saluto del Presidente
“Rinnovo a tutti quanti il mio più vivo saluto, a tutti voi maddalenini che vivete in queste bellissime Isole, con l’augurio di pace ed i benessere per tutti voi”.
È stato questo il saluto che il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, su invito del parroco don Domenico Degortes e di Claudio Ronchi, ha rivolto ai maddalenini, tramite i microfoni di Radio Arcipelago, sabato 10 agosto scorso, al termine della Messa delle ore 19, Messa alla quale ha partecipato insieme alla moglie signora Franca Pilla. All’ingresso nella chiesa di Santa Maria Maddalena la coppia presidenziale era stata accolta da un lungo applauso e dal saluto del sacerdote celebrante, il vicario parrocchiale don Sandro Serreri. “ A nome della Comunità Parrocchiale di S. Maria Maddalena – ha detto don Serreri – Vi porgo il più sentito e cordiale benvenuto nell’arcipelago maddalenino, che per la terza volta avete scelto quale luogo per le vostre vacanze. Anche la comunità religiosa vi è particolarmente grata per questa scelta, che tanto ci onora davanti a tutta l’Italia. Lo stendardo presidenziale che sventola sulla torretta dell’Ammiragliato in questi giorni dice a tutti che il Presidente della Repubblica a la sua gentile consorte non abitano al Quirinale, ma qui a La Maddalena. Signor Presidente – ha concluso don Serreri – sappia che l’orgoglio di essere italiani passa anche attraverso l’orgoglio di avere Lei quale Presidente delle nostra amata Repubblica”. Al termine della funzione i coniugi Ciampi si sono vivamente congratulati con i cantori del “Coro Santa Cecilia”. Prima di recarsi in Chiesa la coppia presidenziale aveva fatto visita in Municipio, accolta dal sindaco Rosanna Giudice, dalla Giunta, dai consiglieri comunali e da numerosi impiegati. Per l’occasione era stata allestita, nell’atrio, per interessamento del prof. Antonio Frau e dell’ing. Giusto Davoli, la mostra delle antiche stampe di Santa Maria Maddalena (già esposte durante i festeggiamenti della Santa Patrona e donate dall’ing. Davoli alla Parrocchia), molto apprezzata dal Presidente.
C.R.
15 Agosto 2002
Meditazione sulla XX domenica del T.O. Anno A
a cura di don Sandro Serreri
Continuando ad ascoltare san Paolo, nel brano di questa domenica tratto dalla sua Lettera ai Romani (11, 13-15.29-32), ritroviamo un tema caro all’Apostolo: la misericordia di Dio. Rivolgendosi ai Gentili (i pagani), ma anche a “quelli” del suo “sangue” (gli ebrei), parla di una disobbedienza “in vista della misericordia” (v. 31), di Dio che usa misericordia verso “tutti” (v. 32). Sappiamo che per san Paolo la vera spina nel fianco fu l’aperta ostilità, avversione, dei Giudei nei riguardi della sua persona e della sua opera di evangelizzazione. Inoltre, l’Apostolo provava un forte dispiacere causato dal fatto che non riusciva a convertire se non pochi ebrei. San Paolo si affaticò non poco nel vano tentativo di annunciare il Vangelo al Popolo dell’Alleanza che, pur erede delle promesse messianiche, non accolse la venuta del Signore, ma si chiuse in un ostinato rifiuto di tutto ciò che sapeva di cristiano. L’Apostolo visse dolorosamente questa chiusura, che verso di lui si espresse anche in gelosia e persino in minacce di morte. Tutto sopportò con tanta carità, sperando sino all’ultimo nella conversione del suo popolo. E anche quando si volse decisamente verso i Gentili (i pagani), mai dimenticò le sue origini e mai rinunciò a tentare di strappare qualche figlio di Abramo alla Legge antica per conquistarlo al Vangelo. In questo, l’Apostolo Paolo fu perseverante perché credeva nella misericordia di Dio, che chiama alla comunione con lui e sa attendere, con molto rispetto, che il chiamato risponda, si metta in cammino, inizi ad ascoltare la voce dello Spirito. Come un tempo san Paolo ebbe questa fondata speranza su “quelli” del suo “sangue”, così noi oggi speriamo nella conversione di tanti battezzati, ma lontani dai sacramenti, non facenti parte, quindi, della cosiddetta “comunità eucaristica”, del popolo che ogni domenica si riunisce, convocato dalla Parola di Dio, per celebrare l’amore che il Signore ha per ognuno di noi.
15 Agosto 2002
Papa boys alla GMG
Barbara Muroni in Canada
Barbara Muroni, 27 anni, laureanda in Scienze dell’Educazione presso l’Università degli Studi di Sassari, è stata l’unica maddalenina (con altri 45 giovani della Diocesi, 800 mila giovani da tutto il mondo) ad essersi recata a Toronto (Canada), per la Giornata Mondiale della Gioventù (dal 22 al 29 luglio). “E’stata un’esperienza indescrivibile – ha affermato al suo ritorno Barbara – un’esperienza di pellegrinaggio vissuta insieme a tanti altri giovani (e non solo) provenienti da tutto il mondo, un’esperienza di festa vissuta intorno al Papa, con i sorrisi, i canti e gli applausi che hanno accompagnato quei momenti. Ricordo il viso sorridente del Papa, la forza che veramente trascina e trasmette, nonostante l’età ed i malesseri fisici. Quando è giunto nella grande spianata sulla ‘Papamobile’ era molto sorridente, sereno, ci salutava, si vedeva che era contento di essere in mezzo ai giovani. Perché in fondo anche Lui è un giovane, dentro”. Il Papa ha parlato dell’amore di Dio, di un mondo che necessita di essere toccato e guarito dal suo amore. “E’ vero – sostiene Barbara – tante volte non riusciamo a sentire l’amore di Dio, invece c’è, è presente. Siamo noi che dobbiamo aprirgli il cuore ed ascoltarlo di più. Sicuramente questo aiuterà tutti a capire che la vita va vissuta, va amata, insieme ai fratelli e a tutte le persone che ci circondano”. A Barbara chiediamo che cosa l’ha colpita particolarmente del discorso del Papa. “La frase che il Papa ha ripetuto a noi e che era poi il motto della Giornata della Gioventù 2002: Voi giovani siete il sale della terra e la luce del mondo. Cioè dobbiamo date gusto alla nostra vita, alla vita degli altri, e anche colore, allegria e soprattutto amore”. Chiediamo a Barbara se si sente cambiata dopo questa esperienza. “Sicuramente sono ritornata con un grosso bagaglio di entusiasmo e di amore, con la voglia di trasmetterlo e realizzare qualcosa a La Maddalena. Si, fra tre anni, a Colonia in Germania, alla prossima Giornata Mondiale della Gioventù ci sarò certamente!”.
Claudio Ronchi
15 Agosto 2002
Concorso di Poesia
Angeli e Del Monaco i vincitori
Il balzo in avanti è stato notevole e bene a fatto don Sandro Serreri, all’inizio della manifestazione, a sottolineare il “valido contributo alla promozione della cultura” che dal marzo 2000 (anno della prima uscita) Il Vento svolge a La Maddalena. Il ‘2° Concorso di Poesia’ organizzato dal nostro periodico ha sicuramente registrato, rispetto allo scorso anno, un sensibile salto, non solo quantitativo ma anche e soprattutto qualitativo. Praticamente raddoppiato il numero dei partecipanti, con poesie inviate non solo da La Maddalena ma anche dall’Isola Madre, dal Continente e dalla Corsica (si è praticamente internazionalizzato), è stata unanime la positiva constatazione sul complessivo livello poetico degli elaborati. Hanno vinto per la sezione in italiano la poesia ‘Fucina spenta’, scritta da Gigi Angeli (nato a Luras ma da 34 anni residente a Palau, non nuovo ad affermazioni nei vari concorsi regionali) e la poesia ‘U respiro du celi’, per la sezione in dialetto maddalenino, il cui autore Francesco Ramon Del Monaco, da anni scrive poesie, di poesie e canzoni in dialetto. Alla serata di premiazione, tenutasi nel Salone Consiliare il 2 agosto scorso, ha partecipato un numeroso ed attento pubblico. La manifestazione è stata presentata da Claudio Ronchi con la collaborazione di Mario Terrazzoni. Due le giurie del concorso. Una per la sezione in italiano composta dal prof. Gian Franco Impagliazzo, dalla professoressa Elvira De Rossi e da don Sandro Serreri. L’altra per la sezione in maddalenino, composta dalla professoressa Giovanna Sotgiu, dalla professoressa Palmira Farina e da Antonio Conti. Caratteristica del Concorso è che oltre a indicare i temi (quest’anno erano: ‘La notte’ e gli ‘Antichi mestieri’) nella serata di premiazione abbia anche un lettore ufficiale che è Marcello Sorba, il quale con grande disponibilità e maestria interpreta le poesie sia in italiano che in dialetto. La serata di premiazione ha visto la partecipazione Marilena Gennaro, insegnante di pianoforte, diplomata al Conservatorio di Siena, da sei anni residente a La Maddalena. La Gennaro ha eseguito, molto graditi dal pubblico: “Serenata” di Schubert; “Alla Turca” di Mozart; “Malombra” di Blanc; “Per Elisa” di Beethoven. Hanno riscosso successo le due commedie in vernacolo maddalenino interpretate dai ‘Ziteddhi Robbamala’, gruppo di alunni della professoressa Pina Rosa Lobrano. La Lobrano, da alcuni anni, con capacità e grande passione, contribuisce a far vivere il dialetto e a trasmetterlo ai giovani. Al termine della serata è stato dato l’annuncio: il Concorso di poesia organizzato da Il Vento crescerà: il prossimo anno infatti ci sarà anche una sezione in gallurese. Ultima constatazione: per un concorso di poesia organizzato da un periodico parrocchiale non potevano esserci due vincitori dai cognomi più appropriati: Angeli!!!!!! e … Del Monaco!!!!!!
C.R.