Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
N° 61 del 15 Agosto 2002 - pagina n° 3 -

15 Agosto 2002
Sezione in lingua italiana
Prima Classificata
Fucina spenta …

di Gigi Angeli

  • Era un soffio
  • d’un mantice rigonfio
  • … un alito costante
  • sul focolare-fucina
  • ad arrossare
  • il supplizio di un ferro
  • incandescente.
  •  
  • Poi era … il suo ammansire,
  • tra incudine e martello,
  • in fogge di vomero, di zappa
  • o nel torcersi in una falce,
  • di un ferro di bue o di cavallo;
  • nel tintinnio bagnato di sudori
  • che si assopiva col guizzo
  • di un ultimo lapillo.
  •  
  • Erano mani grandi
  • mani-tenaglia
  • mani maestre a governare pinze,
  • mani distinte … quasi di metallo;
  • artigiane prima d’utensili
  • per campi corrugati in solchi
  • di zolle lucide … d’autunno;
  • o per stoppie bionde decapitate
  • delle loro spighe … nel giugno.
  •  
  • Mani ora … arrese
  • ad una valle incolta
  • che rinverdisce solo per il pascolo
  • lasciato lì … a maggese.
  • Mani che nella penombra di bottega
  • s'affidano immote alla china
  • del silenzi fuligginoso del tempo
  • nella ormai spenta fucina.
  •  

Motivazione:La lirica coglie perfettamente lo spirito nostalgico sotteso al tema “ Antichi mestieri” proposto dal II Concorso di poesia “Il Vento”. Attraverso un susseguirsi di immagini felicemente sortite, prima fisiche ( “ il supplizio di un ferro incandescente, ….il suo ammansire, …il torcersi in una falce, …il tintinnio bagnato di sudori”) e poi umane ( “mani grandi, mani tenaglia, mani maestre”, mani di artigiani contadini prima e fabbri dopo, mani poi arrese all’età senile), il poeta rivisita con nostalgia il lavoro di una antica fucina di paese e riconosce l’ineluttabile tramonto dei mestieri manuali sotto l’incalzante progresso della modernità. La lirica si distingue altresì per la felice scelta lessicale e per le armoniche proporzioni del suo sviluppo.
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15 Agosto 2002
Seconda Classificata
Mare di notte

di Maria Concetta Greco

  • La lunga collana di luci
  • che ad arco si estende
  • nel golfo
  • disegna il confine del mare.
  • Un brivido ha l’acqua
  • nel buio
  • ed ecco un bagliore
  • di gemme
  • sprigiona dal liquido
  • specchio, avanza,
  • si estende a raggiera,
  • poi muore
  • in sommesso sciacquio
  • a riva
  • sul filo di rena.
  • Lontano, sull’onda,
  • incerto un lume
  • si accende.
  •  

Motivazione: Luci, mare, bagliori, sciacquio: in apparenza solo brillante rappresentazione di sensazioni uditive e visive. In realtà, a ben leggere, la freschezza e la spontaneità del quadretto ricamano sentimenti di serenità e sicurezza ( “La lunga collana di luci….disegna il confine del mare”), di stupore, meraviglia e delusione ( “ed ecco un bagliore di gemme sprigiona…,avanza, si estende…, poi muore”) e infine di recupero di fiducia ( “Lontano…incerto un lume si accende”). La lirica corre veloce per immagini nitide e insieme patetiche ed è ben orchestrata su di un lessico semplice ed incisivo.
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15 Agosto 2002
Terza Classificata
Cassetti

di Stefania Di Gregorio

  • Tutto cambia
  • i suoni, gli odori, i sapori
  • sempre
  • e comunque
  • che lo si voglia oppure no
  • ed ha lo stesso effetto
  • di tanti spiriti giocosi
  • che aprono i cassetti
  • tutti insieme e all’improvviso
  • e tutto quel che è dentro
  • esplode in aria
  • e ricade piano piano
  • senza però arrivare a terra
  • e ogni cosa si confonde
  • fluttua con le altre
  • ed ha un sapore diverso
  • ogni nota
  • ogni riga
  • ogni voce
  • ogni immagine
  • ogni rumore
  • ogni colore
  • tutto è amaro
  • anche ciò che è bello
  • è un silenzio che non piace
  • che non si desidera
  • perché l’eco
  • di quei cassetti aperti è assordante
  • perché è un buio che avvolge
  • come in un bozzolo
  • perché per rimettere quelle cose nei cassetti
  •  
  • bisogna spingersi troppo oltre
  • e a volte sanguinare
  • e ci si chiede sempre
  • se la volta dopo
  • si sentirà ancora quel gusto amaro
  • se quelle righe avranno ancora la stessa forza
  • se quelle note si trasformeranno in un'altra melodia
  •  
  • Tutto cambia
  • gli oggetti nella stanza e quel che realmente
  • si prova per loro
  • e quello che al sole si accetta
  • poi al buio si può arrivare ad odiare
  • e si può essere trasparenti
  • senza doversi vergognare
  • e pensarci e ripensarci
  • e pensarci ancora
  • finchè l’eco
  • crea una nenia
  • e il gusto amaro va via
  • ed è come
  • se non si respirasse più
  • come fluttuare e nascondersi
  • insieme alle cose
  • e i cassetti si richiudono da soli
  • ed il sonno arriva
  • come a chiudere la porta
  • come per dire basta
  • solo per dare sollievo
  •  
  • Tutto cambia
  • anche il peso del buio
  • a volte si teme
  • a volte si attende
  • e si sorride
  • al pensiero di sentir ancora
  • quell’odore diverso
  • e di aspettare arrendevolmente
  • il disordine che porterà
  • e le ombre che lascia dentro.
  •  

Motivazione:La lirica si segnala per l’originalità con cui il poeta ha inteso rappresentare il tema della “Notte” proposto dal II Concorso di poesia “Il Vento”. Lungi dai luoghi comuni, balzano in primo piano i cassetti fantasticamente esplosi, a simbolo dell’eterno mutare delle sensazioni notturne. Il travaglio di una notte da incubo, felicemente rappresentata dal caotico esplodere dei cassetti e dal disperdersi del loro contenuto, è causa per il poeta prima di angoscia ( “l’eco di quei cassetti aperti è assordante”) e poi, finalmente, di assopimento ( “finchè l’eco crea una nenia…e i cassetti si richiudono da soli ed il sonno arriva”).
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