N° 61 del 15 Agosto 2002 - pagina n°
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15 Agosto 2002
Premio alla Fedeltà Isolana
" U Ritornu "
Il 24 luglio scorso, sempre nell’ambito dei festeggiamenti in onore di S. Maria Maddalena, il Comitato dei Cinquantenni (classe 1952), in collaborazione con il Circolo Maddalenino, ha organizzato la 1° edizione di ‘U Ritornu’, premio alla fedeltà isolana. Il riconoscimento intende premiare due persone (maddalenine) che per il 22 luglio (S. Maria Maddalena) di ogni anno torneranno a La Maddalena rispettivamente dalla località del mondo più lontana e che sono assenti dall’Isola da più lungo tempo. Quest’anno la ‘patella d’argento’ è stata consegnata a Francesco Antelmi, noto Checco (figlio di una sorella di don Giuseppe Riva), da 15 anni emigrato nella lontana America, “non per studio, non per lavoro ma per amore”, come ha lui stesso affermato. L’altra patella d’argento è stata consegnata a Renato Scanu (parente di Giovanni e Bruno Scanu, vecchie glorie dell’Ilva), classe 1939, partito per l’Argentina (Buenos Aires) ad 11 anni, nel 1950, tornato per la prima volta a La Maddalena dopo ben 52 anni. Alla domanda: “cosa ti ha colpito dopo tanto tempo di lontananza dall’Isola”, ha risposto: “quanto è cambiata!”.
15 Agosto 2002
Tradizionale appuntamento
Nuttata Isulana
La 13° ‘Nuttata Isulana’ si è svolta venerdì 9 agosto nel piazzale della ex Artiglieria, organizzata dal Circolo Maddalenino. “Soni, conti e canti (suoni, racconti e canti) l’hanno caratterizzata, come di consueto, in una celebrazione di maddaleninità, di ricerca di identità, o come è stata definita dallo stesso “numero unico” distribuito ai presenti come “Giornata della memoria isolana”. Oltre alla collaudata presenza degli ‘Orolache’ e della ‘Cumpagnia Isulana’ (con canzoni maddalenine e corse), è stata apprezzata la recita di numerose poesie in maddalenino da parte di Marcello Sorba (sono state lette anche le poesie di Ramon Del Monaco e di Giuseppina Schirru rispettivamente 1° e 3° del 2° Concorso organizzato da Il Vento), e delle giovanissime Lavinia Sorba e Morgana Califano. Le esilaranti canzoni di Roberto Nastrucci (anglo-maddalenino residente a Londra) e del duo Marcello Sorba - Giorgio Acciaro, hanno poi dato alla manifestazione quell’allegria che sicuramente non guasta in una nottata di festa. La ‘Patella d’Argento’ è stata consegnata al Comitato dei Festeggiamenti in onore di S. Maria Maddalena, classe 1952, il quale “ha fatto le cose in grande come non si vedeva da tempo immemorabile”.
15 Agosto 2002
Dal “Nuttata Isolana”
Hanno scritto di noi
La Nuttata Isolana è tradizionalmente accompagnata dalla pubblicazione di un giornale, numero unico, di presentazione della manifestazione, di considerazioni e di poesie. Tra gli altri articoli del numero di quest’anno, riportiamo lo stralcio di uno dal titolo: Semu turnati! Puri quist’annu, articolo che riguarda anche alcuni collaboratori de Il Vento e lo stesso nostro periodico. “… Estate del 2001-2002, un anno passato in fretta nel campo culturale e spettacolare. Il Co.Ri.S.Ma. ha operato nel campo editoriale con il suo primo numero dell’Almanacco Maddalenino; Giovanna Sotgiu ha lanciato il suo libro “La divisione delle terre a La Maddalena, 1839-1843”; Roberto Nastrucci e Checco Antelmi hanno presentato i loro CD di canzoni dialettali (due esuli!); gli Orolache stanno per varare il secondo. L’Almanacco Gallurese ha tra i suoi collaboratori le migliori penne dell’Arcipelago; Il Vento, organo della Parrocchia, si sta imponendo come il foglio locale più letto…”.
15 Agosto 2002
Sulle ali de Il Vento
Ma il vento non è sempre così teso e smarrito, da spaurire. Ha le sue pause lente, folate leggere come carezze: Passa il vento come un respiro / caldo, lungo, dolce ( G. Pasc., La figlia maggiore ); e assorbe il pensiero con l’affollarsi nostalgico dei ricordi, come nel “vento profondo” di S. Quasimodo, il siciliano sradicato che ripensa con flebile rimpianto alla sua terra lontana: Tindari serena torna; / soave amico mi desta / che mi sgorga nel cielo da una rupe / e io fingo timore chi non sa / che vento profondo m’ha cercato ( Vento a Tindari ). Anche se, poi, in momenti di tristezza, vien da associarlo al senso della morte: Con le gelide dita il vento batte / entro la gola del camino, a stormo, / gli ultimi accordi d’una marcia funebre (R.M. Rilke, Giorno di novembre); ma lo stesso poeta, ancor più cede all’incanto della contemplazione, come il cuore stupito d’un bimbo, nell’ode bellissima, che riportiamo per intero: Nel colmo della notte, a volte accade / che si risvegli, come un bimbo, il vento. // Striscia, guardingo, sino alla fontana; / poi, si sofferma, tacito, in ascolto. / Pallide stan tutte le case, intorno; / tutte le querce mute. Alla gioia segue la religiosa attesa: Il vento sospinge, pel bosco invernale / il candido armento dei fiocchi di neve. / Un pallido abete già sogna che, presto, / sarà tutto santo di luci beate. // Origlia, tacendo, per entro gli spazi; ai bianchi sentieri, protende ogni ramo. / E lotta col vento, crescendo presago / incontro alla notte del mistico Avvento ( R.M. Rilke, Avvento ). Fra tanti grandi, infine, - umile e ultimo – un isolano, figlio anche lui del vento, che però non vuole svelare il suo nome: Un gigante scuote il mare / e s’ode rauca la voce / che lacera il sole. / Le raffiche scagliano sulle creste / turbini di luce e di metallo, / spingono cavalli nella tempesta / verso perduti orizzonti. / Ove stendi lo sguardo / uno stupore di cielo fuso / copre il mare vergine. / Solo i gabbiani volano / calmi nella bufera, / posano le lente ombre / dove è più bianca l’onda.
(4– Fine)
di Renzo de Martino