Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
N° 62 del 31 Agosto 2002 - pagina n° 6 -
Radio Arcipelago 90,20 Mhz
Via Cairoli n°74 - La Maddalena (SS) tel. 0789.735191
Programmi Giornalieri *
Santa Messa ore 07.30
Rassegna Stampa ore 09.00
Notiziario ore 17.15
Santa Messa ore 18.00
Notiziario repl. ore 19.00
* Il sabato e la domenica il Notiziario e la Rassegna Stampa non vengono trasmesssi.
Programmi Settimanali *
Mercoledì 18.30 Catechesi per adulti
Radio Arcipelago è sempre più ascoltata a La Maddalena e nella Riviera di Gallura. Per la tua pubblicità telefona al numero 0789.735191
.: Torna Su! :.
31 Agosto 2002
Pagine di Catechesi
domande a don Sandro Serreri
  • D.Con il Convegno pastorale diocesano di settembre inizierà la fase preparatoria del Sinodo diocesano, ma che cosa è un Sinodo?
  • R.Il Codice di Diritto Canonico definisce il sinodo diocesano come: “L’assemblea di sacerdoti e di altri fedeli di una Chiesa particolare (la Diocesi), opportunamente designati, i quali prestano la loro collaborazione al Vescovo diocesano per il bene di tutta la comunità diocesana” (can. 460). A partire dal Concilio Vaticano II si sta cercando di rivalutare i sinodi diocesani, che erano in genere trascurati, perché costituiscono l’espressione più significativa della “comunione diocesana”. In risposta alla domanda, mi piace citare papa Giovanni XXIII, che nella Lettera del 1° febbraio 1959 diretta al Popolo Romano, scrisse che il Sinodo si riunisce “per studiare i problemi della vita spirituale dei fedeli, dare o restituire vigore alle leggi ecclesiastiche, per estirpare gli abusi, promuovere la vita cristiana, fomentare il culto divino e la pratica religiosa”. In altre parole, nel Sinodo la Diocesi si riunisce, sotto la guida del suo vescovo, in tutte le sue componenti, per riflettere su se stessa, sulla propria identità, sulla sua fedeltà a Cristo, per riscoprirsi, rinnovarsi e riprendere il proprio cammino in una più perfetta unione con le Chiese sorelle e con la Chiesa universale. Con l’Istruzione sui sinodi diocesani a cura delle Congregazioni per i vescovi e per l’evangelizzazione dei popoli, aggiungiamo che: “Il patrimonio giuridico locale e gli indirizzi che hanno guidato il governo pastorale sono in esso (nel Sinodo) oggetto di accurato studio, al fine di aggiornare, ripristinare o completare eventuali lacune normative, di verificare il raggiungimento degli obiettivi pastorali già formulati e di proporre, con l’aiuto della grazia divina, nuovi orientamenti”. Dopo la Seconda visita pastorale del nostro vescovo, che è servita a “sostenere e incoraggiare la vita cristiana ordinaria delle singole comunità”, ecco il Sinodo diocesano, che, come dice il titolo scelto dal Consiglio presbiterale, sarà un cammino insieme per continuare o riprendere a camminare insieme e così poter essere e fare Chiesa nella società che vive nei sentieri della storia dell’uomo. Sarà impegnativo e faticoso, ma necessario.
Archivio rubrica: Pagine di Catechesi
.: Torna Su! :.
31 Agosto 2002
Piante, storie e tradizioni
a cura di Giovanna Sotgiu
Canna (nome scien. Arundo donax, nome locale canna)
Di probabile origine asiatica la canna si è perfettamente naturalizzata in tutto il bacino del Mediterraneo, propagandosi, grazie a dei forti rizomi striscianti, nei luoghi umidi. Fiorisce dopo due o tre anni di vita, a partire dal mese di agosto, con pennacchi setosi e morbidi che, mossi dal vento, appaiono argentei. Nelle nostre isole, degli antichi canneti un tempo indispensabili per riparare le colture, non rimangono che pochi lembi: a Padule (in quello che era l’orto di Leopoldo), a Spalmatore lungo la vadina, a Nido d’Aquila in regione Stagnaledda, presso l’orto di Rachela e Cala di Chiesa, a Santo Stefano (fra la casa Serra e quella del pastore), a Caprera presso Stagnali. Recisi a luna nascente, i lunghi e flessibili steli, divisi in tre pezzi disposti a triangolo, trovavano largo utilizzo all’interno dell’orto, come sostegni per le piantine di fagioli e pomodori; nelle vigne lunghe barriere di canne, legate fra loro e disposte trasversalmente ogni 10 filari di viti, smorzavano la forza del vento, mentre i furchetti (tratti di stelo tagliati in modo da ottenere un incavo nella parte alta) costituivano i sostegni per gli innesti delle viti. D’altra parte anche nella costruzione delle case esse rivestivano un ruolo importante: la copertura del tetto, infatti, veniva ottenuta con canne legate strettamente fra loro (incannicciatu), coperte di calce e sovrastate dalle tegole: esempi di questo uso ormai scomparso sono ancora visibili a Santo Stefano, nella casa del pastore, e alla Maddalena nella casa dei Rivieccio in via Antonio Viggiani. (Il nome incannicciatu indica anche il graticcio sul quale si facevano seccare fichi e uva). Per i pescatori le canne erano materia prima indispensabile: tratti cilindrici di diverse dimensioni regolavano la larghezza del buco delle reti (u muorlu). Tagliate nel mese di marzo, seccate e spaccate in lunghi listelli larghi un dito, erano utilizzate per le nasse per aragoste: si iniziava con poche trappe di mirto per proseguire con i giunchi, disposti obliquamente all’interno, e le canne in ogni giro all’esterno. Di tutti gli antichi usi oggi rimangono solo i canni pe i zini e pe i fighidindi: costruite in modo semplice ma efficace, sono aperte nella parte più robusta, e corredate con un sughero fissato con lo spago in modo da tenere larga l’apertura. Anche ai bambini le canne offrivano materiale per i giochi: cerbottane ricavate dai tratti lunghi compresi fra un nodo e l’altro, e fischietti per la cui costruzione occorreva maggiore abilità. Tutti questi usi non potevano non lasciare qualche toponimo:esistono infatti due Cala Canniccia nell’arcipelago, una a Spargi (oggi conosciuta anche come cala Ferrigno) e l’altra a nord est di Caprera.
Archivio rubrica: Piante , storie e tradizioni
.: Torna Su! :.

Anagrafe Parrocchiale

Funerali

Santa Maria Maddalena

Don Giuseppe Riva

30.08.1996 - 30.08.2002

Anniversario della morte di don Giuseppe Riva, primo parroco di Moneta e fondatore dell’Oasi Serena. Una Messa in suffragio è stata celebrata venerdì 30

 


Anniversari di Morte

  •  
  • Margherita Lutzu
  • 24.08.2001
  • Magda Edvige Grondona ved. Palmas
  • 02.09.1910 - 03.09.2001
  • Giacomo Del Bene
  • 06.12.1930 - 06.09.2001
  • Massimo Porcu
  • 29.09.1970 - 08.09.2001
  • Pietro Columbano
  • 27.07.1932 - 12.09.2001
  •  
.: Torna Su! :.